Suggestionato dai lavori di Bergson, e soprattutto dall’opera La Pensée et le Mouvant, Sartre comincia ad interessarsi al cinema nel quale vede il “poema della vita moderna”. Al cinema Sartre consacra due articoli: Apologie pour le cinéma. Defense et illustration d’un art International, scritto tra il 1924 e il 1925 e L’Art cinématographique del 1931. A differenza del teatro, il cinema è la forma di espressione privilegiata per svelare l’individuo , i drammi dell’amore e i conflitti umani nel contesto sociale, ed in questo senso in grado di offrire un grande affresco della società e della situazione sociale con i suoi intrighi e le sue ambiguità. Ma questo entusiasmo ha breve durata: le trasformazioni dettate dai bisogni specifici del cinema e soprattutto dal realismo cinematografico, tradiscono le riflessioni di natura filosofica e si traducono per Sartre in “lamentevoli insuccessi”.Disillusione? Forse. Sartre riconosce che il cinema non può trasformare in immagini l’ambiguità della situazione storico-esistenziale e le personalità sempre conflittuali dei suoi personaggi.

Farina, G. (2005). Le cinéma,"poème de la vie moderne". In Mauricette Berne (a cura di), Sartre (pp. 165-169). PARIS : Bibliothèque Nationale de France.

Le cinéma,"poème de la vie moderne"

FARINA, Gabriella
2005-01-01

Abstract

Suggestionato dai lavori di Bergson, e soprattutto dall’opera La Pensée et le Mouvant, Sartre comincia ad interessarsi al cinema nel quale vede il “poema della vita moderna”. Al cinema Sartre consacra due articoli: Apologie pour le cinéma. Defense et illustration d’un art International, scritto tra il 1924 e il 1925 e L’Art cinématographique del 1931. A differenza del teatro, il cinema è la forma di espressione privilegiata per svelare l’individuo , i drammi dell’amore e i conflitti umani nel contesto sociale, ed in questo senso in grado di offrire un grande affresco della società e della situazione sociale con i suoi intrighi e le sue ambiguità. Ma questo entusiasmo ha breve durata: le trasformazioni dettate dai bisogni specifici del cinema e soprattutto dal realismo cinematografico, tradiscono le riflessioni di natura filosofica e si traducono per Sartre in “lamentevoli insuccessi”.Disillusione? Forse. Sartre riconosce che il cinema non può trasformare in immagini l’ambiguità della situazione storico-esistenziale e le personalità sempre conflittuali dei suoi personaggi.
2-7177-2312-9
Farina, G. (2005). Le cinéma,"poème de la vie moderne". In Mauricette Berne (a cura di), Sartre (pp. 165-169). PARIS : Bibliothèque Nationale de France.
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