In questo contributo l'autore analizza la saga di Harry Potter cercando di mostrare come nell'ambito della narrazione scaturita dalla creatività di J.K. Rowling l’inviluppo etico dell’intreccio proceda di pari passo con la ricerca da parte di Harry della propria identità personale. Si tratta, in verità, di una ricerca di un senso personale dello stare nel mondo che si snoda (e acquisisce senso e significato) all’interno di un orizzonte più vasto. Per questa ragione al tema dominante si correlano numerosi altri temi/aspetti: la diversità, la libertà di compiere scelte e atti etici, la giustizia, le affiliazioni plurali. Harry, infatti, si fa portavoce di una «idea di etica come pratica della libertà», che manifesta nella volontà di affermazione della giustizia anche a costo della propria vita. Giustizia, pertanto, intesa come diritto di esercitare «affiliazioni plurali» (Amartya Sen) e, soprattutto, come «riconoscimento infinito dell'altro (Eco), poiché l’identità non può coincidere esclusivamente con una scrittura anagrafica ma è anche frutto della possibilità di scelte che consentano alla persona di ad andare oltre le convenienze contingenti, oltre l'inganno di se stessi, oltre l’appartenenza unica. In questo senso il saggio acquisisce una connotazione pedagogica (e pedagogico-speciale in particolare) nella misura in cui il discorso tocca (con Goffman) il tema dello stigma del diverso e, con Gardou, quello della reificazione che determina l'esclusione dalla comunità di appartenenza. La risposta a tale condizione di esclusione è data dal valore educativo del modello inclusivo (di scuola inclusiva e di società inclusiva) offerto dal Preside di Hogwarts Albus Silente, il quale il quale nelle sue azioni si sceglie (con Sartre) sempre come punto di riferimento, adottando un atteggiamento maieutico funzionale alla crescita autentica di Harry e degli altri personaggi.

BOCCI F (2012). Harry Potter. Identità e giustizia nel riconoscimento dell’altro. In Strade del narrare. La costruzione dell’identità (pp. 301-331). CANTALUPA : Effatà Editrice.

Harry Potter. Identità e giustizia nel riconoscimento dell’altro

BOCCI, FABIO
2012

Abstract

In questo contributo l'autore analizza la saga di Harry Potter cercando di mostrare come nell'ambito della narrazione scaturita dalla creatività di J.K. Rowling l’inviluppo etico dell’intreccio proceda di pari passo con la ricerca da parte di Harry della propria identità personale. Si tratta, in verità, di una ricerca di un senso personale dello stare nel mondo che si snoda (e acquisisce senso e significato) all’interno di un orizzonte più vasto. Per questa ragione al tema dominante si correlano numerosi altri temi/aspetti: la diversità, la libertà di compiere scelte e atti etici, la giustizia, le affiliazioni plurali. Harry, infatti, si fa portavoce di una «idea di etica come pratica della libertà», che manifesta nella volontà di affermazione della giustizia anche a costo della propria vita. Giustizia, pertanto, intesa come diritto di esercitare «affiliazioni plurali» (Amartya Sen) e, soprattutto, come «riconoscimento infinito dell'altro (Eco), poiché l’identità non può coincidere esclusivamente con una scrittura anagrafica ma è anche frutto della possibilità di scelte che consentano alla persona di ad andare oltre le convenienze contingenti, oltre l'inganno di se stessi, oltre l’appartenenza unica. In questo senso il saggio acquisisce una connotazione pedagogica (e pedagogico-speciale in particolare) nella misura in cui il discorso tocca (con Goffman) il tema dello stigma del diverso e, con Gardou, quello della reificazione che determina l'esclusione dalla comunità di appartenenza. La risposta a tale condizione di esclusione è data dal valore educativo del modello inclusivo (di scuola inclusiva e di società inclusiva) offerto dal Preside di Hogwarts Albus Silente, il quale il quale nelle sue azioni si sceglie (con Sartre) sempre come punto di riferimento, adottando un atteggiamento maieutico funzionale alla crescita autentica di Harry e degli altri personaggi.
9788874027637
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