The philological and historical Introduction falls into 4 parts: I) Manuscript tradition; II) Textual criticism; III) Editions; IV) Ratio. The first part shows the manuscript tradition of Eustathius’ Exegesis and traces its history. Thus 5 manuscripts are described in full details, including different hands of scribes and readers, paratexts, codicological features, complex historical events attested or confirmed by them, along with their possessors: Vaticanus graecus 1409, Alexandrinus Patriarchalis 62 (107), Basileensis A.VII.1 (gr. 34), Vallicellianus F 44 (gr. 94), Vindobonensis Theol. Graec. 208 Nessel (298 Lambecius). Along with a thorough autoptical study, the reader finds here some improvements in Byzantine palaeography and philology. Secondly, the author sheds light on the deperditus ms. Scorialensis Λ.II.11, once owned by Diego Hurtado de Mendoza and disappeared after the fire of Escorial in 1671. Relying on complete investigation into and close examination of ancient catalogues and archival documents, the contents of the Exegesis along with its exact title are reconstructed with care. The codex is likely to have come from the Constantinopolitan monastery of Prodromos Petra, as well as the Vaticanus and the Alexandrinus. Thus a rich section of the Introduction deals with the so-called didaskaleion of Prodromos Petra, its cultivated readers, mouseion and scriptorium, up to Georgius Baiophorus and his interventions in the ms of Basilea in XV century. In the second part the focus is on the relationship among codices, with a full demonstration of the stemma codicum (p. 289*). The third part describes old and partial editions from 17th to 19th centuries: Angelo Mai’s pre-critical edition and the reimpression by Migne, as well as the excerpta of Leo Allaccius and the editorial projects of Gottlieb Tafel and Jean-Baptiste Pitra. In the fourth part the criteria for the new critical edition are explained, both for the text and title of Eustathius’ commentary, on the one hand, and for the Canon text on the other. Also the three apparatuses are accounted for: the variants (V), the marginalia (M), the sources and testimonies (F), the last of which thoroughly prepared “more antiquo”, in over 30 years of work by both editors.

L’Introduzione storico-filologica è divisa in 4 parti: I) La tradizione manoscritta; II) Critica del testo; III) Edizioni; IV) Ratio. Nella prima parte si descrive la tradizione manoscritta dell’Esegesi eustaziana e se ne tenta la storia, ampliando ed aggiornando le acquisizioni della paleografia e della filologia anche recenti. In particolare, vi si dà conto di una completa ricognizione autottica dei manoscritti Vaticano greco 1409, Alessandrino Patriarcale 62 (107), Basileense A.VII.1 (gr. 34), Vallicelliano F 44 (gr. 94), Vindobonense Theol. Graec. 208 Nessel (298 Lambecius), ivi inclusi i paratesti, le aliae manus, gli aspetti codicologici, le vicissitudini storiche che confermano o rivelano, insieme ai possessori di ciascun codice. Inoltre sono rivisitate ed ampliate le conoscenze sul deperditus Scorialense Λ.II.11, appartenuto a Diego Hurtado de Mendoza e scomparso all’Escorial a seguito dell’incendio del 1671: in base allo spoglio esaustivo e alla disamina della totalita’ degli antichi cataloghi e documenti di archivio, se ne ricostruisce il contenuto e si evince la corretta titolatura dell’Exegesis e se ne ipotizza la provenienza dal monastero di Prodromos Petra. La medesima provenienza è verosimile anche per i manoscritti Vaticano ed Alessandrino, che quindi gettano luce non solo sul cosiddetto didaskaleion di Prodromos Petra ma anche sui suoi colti lettori, sul suo mouseion e sul suo scriptorium fino all’attività di Giorgio Baioforo, ben visibile nel manoscritto di Basilea, del XV secolo. Nella seconda parte è attentamente esaminata e ricostruita la parentela tra i codici, con completa dimostrazione dello stemma (p. 289*). Nella terza parte si esamina la storia del testo dal Seicento all’Ottocento, tra edizioni precritiche (Mai e Migne) ed edizioni parziali (gli Excerpta di Leone Allacci e i progetti editoriali di Tafel e Pitra). Nella quarta parte sono spiegati i criteri della nuova edizione critica sia per il testo e la titolatura del commento eustaziano, sia per il testo del canone; inoltre si dà conto dell’accurata preparazione dei tre apparati: delle varianti (V), dei marginalia (M), delle fonti e dei testimoni (F), quest’ultimo allestito more antiquo, nei piu’ di tre decenni di lavoro spesi sull’opera dai due editori.

Ronchey, S. (2014). Introduzione storico-filologica. In Silvia Ronchey - Paolo Cesaretti (edd.), Eustathii Thessalonicensis. Exegesis in Canonem Iambicum Pentecostalem, (Supplementa Byzantina, 10) (pp. 187*-313*). Berlin- München - Boston : De Gruyter.

Introduzione storico-filologica

RONCHEY, SILVIA
2014-01-01

Abstract

The philological and historical Introduction falls into 4 parts: I) Manuscript tradition; II) Textual criticism; III) Editions; IV) Ratio. The first part shows the manuscript tradition of Eustathius’ Exegesis and traces its history. Thus 5 manuscripts are described in full details, including different hands of scribes and readers, paratexts, codicological features, complex historical events attested or confirmed by them, along with their possessors: Vaticanus graecus 1409, Alexandrinus Patriarchalis 62 (107), Basileensis A.VII.1 (gr. 34), Vallicellianus F 44 (gr. 94), Vindobonensis Theol. Graec. 208 Nessel (298 Lambecius). Along with a thorough autoptical study, the reader finds here some improvements in Byzantine palaeography and philology. Secondly, the author sheds light on the deperditus ms. Scorialensis Λ.II.11, once owned by Diego Hurtado de Mendoza and disappeared after the fire of Escorial in 1671. Relying on complete investigation into and close examination of ancient catalogues and archival documents, the contents of the Exegesis along with its exact title are reconstructed with care. The codex is likely to have come from the Constantinopolitan monastery of Prodromos Petra, as well as the Vaticanus and the Alexandrinus. Thus a rich section of the Introduction deals with the so-called didaskaleion of Prodromos Petra, its cultivated readers, mouseion and scriptorium, up to Georgius Baiophorus and his interventions in the ms of Basilea in XV century. In the second part the focus is on the relationship among codices, with a full demonstration of the stemma codicum (p. 289*). The third part describes old and partial editions from 17th to 19th centuries: Angelo Mai’s pre-critical edition and the reimpression by Migne, as well as the excerpta of Leo Allaccius and the editorial projects of Gottlieb Tafel and Jean-Baptiste Pitra. In the fourth part the criteria for the new critical edition are explained, both for the text and title of Eustathius’ commentary, on the one hand, and for the Canon text on the other. Also the three apparatuses are accounted for: the variants (V), the marginalia (M), the sources and testimonies (F), the last of which thoroughly prepared “more antiquo”, in over 30 years of work by both editors.
2014
9783110195217
9783110227307
9783111740119
L’Introduzione storico-filologica è divisa in 4 parti: I) La tradizione manoscritta; II) Critica del testo; III) Edizioni; IV) Ratio. Nella prima parte si descrive la tradizione manoscritta dell’Esegesi eustaziana e se ne tenta la storia, ampliando ed aggiornando le acquisizioni della paleografia e della filologia anche recenti. In particolare, vi si dà conto di una completa ricognizione autottica dei manoscritti Vaticano greco 1409, Alessandrino Patriarcale 62 (107), Basileense A.VII.1 (gr. 34), Vallicelliano F 44 (gr. 94), Vindobonense Theol. Graec. 208 Nessel (298 Lambecius), ivi inclusi i paratesti, le aliae manus, gli aspetti codicologici, le vicissitudini storiche che confermano o rivelano, insieme ai possessori di ciascun codice. Inoltre sono rivisitate ed ampliate le conoscenze sul deperditus Scorialense Λ.II.11, appartenuto a Diego Hurtado de Mendoza e scomparso all’Escorial a seguito dell’incendio del 1671: in base allo spoglio esaustivo e alla disamina della totalita’ degli antichi cataloghi e documenti di archivio, se ne ricostruisce il contenuto e si evince la corretta titolatura dell’Exegesis e se ne ipotizza la provenienza dal monastero di Prodromos Petra. La medesima provenienza è verosimile anche per i manoscritti Vaticano ed Alessandrino, che quindi gettano luce non solo sul cosiddetto didaskaleion di Prodromos Petra ma anche sui suoi colti lettori, sul suo mouseion e sul suo scriptorium fino all’attività di Giorgio Baioforo, ben visibile nel manoscritto di Basilea, del XV secolo. Nella seconda parte è attentamente esaminata e ricostruita la parentela tra i codici, con completa dimostrazione dello stemma (p. 289*). Nella terza parte si esamina la storia del testo dal Seicento all’Ottocento, tra edizioni precritiche (Mai e Migne) ed edizioni parziali (gli Excerpta di Leone Allacci e i progetti editoriali di Tafel e Pitra). Nella quarta parte sono spiegati i criteri della nuova edizione critica sia per il testo e la titolatura del commento eustaziano, sia per il testo del canone; inoltre si dà conto dell’accurata preparazione dei tre apparati: delle varianti (V), dei marginalia (M), delle fonti e dei testimoni (F), quest’ultimo allestito more antiquo, nei piu’ di tre decenni di lavoro spesi sull’opera dai due editori.
Ronchey, S. (2014). Introduzione storico-filologica. In Silvia Ronchey - Paolo Cesaretti (edd.), Eustathii Thessalonicensis. Exegesis in Canonem Iambicum Pentecostalem, (Supplementa Byzantina, 10) (pp. 187*-313*). Berlin- München - Boston : De Gruyter.
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