Nuova edizione del ‘Decameron’ di Giovanni Boccaccio per la collana dei «Classici Treccani», con revisione filologica del testo, preceduto da una introduzione che offre un inquadramento complessivo dell’opera e alcuni percorsi di lettura (con particolare attenzione all’autografo e ai volumi della biblioteca di Boccaccio). La sezione introduttiva è articolata in capitoli e paragrafi: I ‘Le cose del mondo’ (1. ‘Molteplicità e realismo’, 2. ‘Il percorso etico’, ‘Dimensione ludica e varietà narrativa’); II ‘Una prima guida alla lettura: il manoscritto autografo’ (1.’Un autografo di cui si è a lungo dubitato’, 2. ‘Notizie essenziali sull’Hamilton 90’, 3. ‘Struttura dell’opera e forma libro’, 4. ‘Chiavi di lettura per le novelle di Alatiel e Griselda’); III ‘Composizione e prima circolazione’; IV ‘Modelli e fonti’; V ‘Riflessioni conclusive’. Segue la ‘Nota al testo’ con indicazioni dei criteri generali e segnalazione di tutte le modifiche rispetto alle più recenti edizioni critiche. Concludono: il ‘Profilo biografico’ dell'autore’ e la ‘Nota bibliografica’. Seguono il testo del ‘Decameron’ e gli ‘Indici’. Il testo riparte dall’edizione einaudiana approntata da Branca del 1999 (più avanzata filologicamente rispetto all’edizione critica pubblicata nel 1976 per l’Accademia della Crusca), offrendo però nuove soluzioni in diversi luoghi. La revisione filologica del testo è stata condotta per ‘loci critici’ a partire da un riesame della tradizione manoscritta più autorevole: l’Hamilton 90 della Staatsbibliothek di Berlino (autografo databile attorno al 1370); il ms. Italiano 482 della Bibliothèque Nationale de France, codice forse idiografo che tramanda una prima redazione dell’opera (copiato da Giovanni d’Agnolo Capponi e databile al settimo decennio del secolo XIV); il ms. Pluteo 42 1 della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, noto anche come codice Mannelli (copiato da Francesco d’Amaretto Mannelli nel 1384). Per una puntuale discussione dei loci critici (elencati alle pp. XLV-XLVI) si rinvia all'articolo preparatorio 'Per il testo del 'Decameron' (pubblicato in «L’Ellisse», V, 2010, pp. 9-38). Si segnala infine che all’interno del testo viene riprodotto il sistema delle maiuscole – caratterizzato da tre tipologie di iniziali di varia misura – con cui Boccaccio scandisce nell’autografo Hamiltoniano i diversi livelli narrativi del testo del Decameron. Questo articolato sistema viene reso con iniziali in neretto di misura corrispondente e costituisce una guida di grande importanza anche per il lettore moderno. Le tre diverse tipologie di maiuscole infatti, oltre a permettere il riconoscimento – a colpo d’occhio – della struttura dell’opera, riflettono anche ad una precisa strategia editoriale, tesa ad attirare l’occhio del lettore sui luoghi da meditare con maggior cura, come ad esempio le premesse delle novellatori. In queste porzioni di testo, infatti, si concentrano importanti snodi testuali che richiedono particolare attenzione «perché in molti casi contengono riferimenti diretti e allusioni ad autori del passato di grande impegno morale, che proiettano il libro in una dimensione più alta e che consentono di superare quella dimensione ludica e romanzesca di alcuni racconti. L'edizione è impreziosita da 11 illustrazioni di Mimmo Paladino.

FIORILLA M (2011). Decameron. ROMA : Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.

Decameron

FIORILLA, Maurizio
2011

Abstract

Nuova edizione del ‘Decameron’ di Giovanni Boccaccio per la collana dei «Classici Treccani», con revisione filologica del testo, preceduto da una introduzione che offre un inquadramento complessivo dell’opera e alcuni percorsi di lettura (con particolare attenzione all’autografo e ai volumi della biblioteca di Boccaccio). La sezione introduttiva è articolata in capitoli e paragrafi: I ‘Le cose del mondo’ (1. ‘Molteplicità e realismo’, 2. ‘Il percorso etico’, ‘Dimensione ludica e varietà narrativa’); II ‘Una prima guida alla lettura: il manoscritto autografo’ (1.’Un autografo di cui si è a lungo dubitato’, 2. ‘Notizie essenziali sull’Hamilton 90’, 3. ‘Struttura dell’opera e forma libro’, 4. ‘Chiavi di lettura per le novelle di Alatiel e Griselda’); III ‘Composizione e prima circolazione’; IV ‘Modelli e fonti’; V ‘Riflessioni conclusive’. Segue la ‘Nota al testo’ con indicazioni dei criteri generali e segnalazione di tutte le modifiche rispetto alle più recenti edizioni critiche. Concludono: il ‘Profilo biografico’ dell'autore’ e la ‘Nota bibliografica’. Seguono il testo del ‘Decameron’ e gli ‘Indici’. Il testo riparte dall’edizione einaudiana approntata da Branca del 1999 (più avanzata filologicamente rispetto all’edizione critica pubblicata nel 1976 per l’Accademia della Crusca), offrendo però nuove soluzioni in diversi luoghi. La revisione filologica del testo è stata condotta per ‘loci critici’ a partire da un riesame della tradizione manoscritta più autorevole: l’Hamilton 90 della Staatsbibliothek di Berlino (autografo databile attorno al 1370); il ms. Italiano 482 della Bibliothèque Nationale de France, codice forse idiografo che tramanda una prima redazione dell’opera (copiato da Giovanni d’Agnolo Capponi e databile al settimo decennio del secolo XIV); il ms. Pluteo 42 1 della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, noto anche come codice Mannelli (copiato da Francesco d’Amaretto Mannelli nel 1384). Per una puntuale discussione dei loci critici (elencati alle pp. XLV-XLVI) si rinvia all'articolo preparatorio 'Per il testo del 'Decameron' (pubblicato in «L’Ellisse», V, 2010, pp. 9-38). Si segnala infine che all’interno del testo viene riprodotto il sistema delle maiuscole – caratterizzato da tre tipologie di iniziali di varia misura – con cui Boccaccio scandisce nell’autografo Hamiltoniano i diversi livelli narrativi del testo del Decameron. Questo articolato sistema viene reso con iniziali in neretto di misura corrispondente e costituisce una guida di grande importanza anche per il lettore moderno. Le tre diverse tipologie di maiuscole infatti, oltre a permettere il riconoscimento – a colpo d’occhio – della struttura dell’opera, riflettono anche ad una precisa strategia editoriale, tesa ad attirare l’occhio del lettore sui luoghi da meditare con maggior cura, come ad esempio le premesse delle novellatori. In queste porzioni di testo, infatti, si concentrano importanti snodi testuali che richiedono particolare attenzione «perché in molti casi contengono riferimenti diretti e allusioni ad autori del passato di grande impegno morale, che proiettano il libro in una dimensione più alta e che consentono di superare quella dimensione ludica e romanzesca di alcuni racconti. L'edizione è impreziosita da 11 illustrazioni di Mimmo Paladino.
978-88-12-00054-8
FIORILLA M (2011). Decameron. ROMA : Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.
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