Ogni anno non meno di cento musei vengono aperti al pubblico:molti di questi, fin dal loro nascere, sono circondati dal prestigio dell’istituzione, dalla fama del progettista e dagli enormi investimenti impiegati per costruirli, e raggiungono la notorietà presso il grande pubblico attraverso la carta stampata non specialistica, la televisione e internet. Da circa trent’anni - dall’apertura del Beaubourg nel 1977 - l’ascesa globale del museo non conosce soste, e lo vede non solo al centro di manifestazioni mediatiche, ma anche di durature e consistenti operazioni di rinnovo urbano. Non c’è dubbio, d’altra parte, che nella biografia degli architetti il confronto con il museo è un momento di particolare intensità. I suoi contenuti e la posizione di eccellenza tra gli edifici pubblici della città moderna ne fanno sempre un tema di particolare tensione progettuale. Questo testo sui musei fa, appunto, parte di una collana di manuali di progettazione: ma come può essere definito, nella condizione odierna, un museo da manuale? L’interrogativo è difficile, perché gli scopi fondamentali del museo - esporre oggetti e accogliere pubblico - si incrociano oggi con fenomeni di più vasta portata, e al tempo stesso più sfuggenti, come la globalizzazione dei fenomeni artistici e dei linguaggi dell’architettura, l’interesse economico per la cultura, la dilatazione dello spazio turistico. La derivante sovrapposizione di prospettive non consente di considerare i musei contemporanei solo nella logica, per così dire, di autosufficienza edilizia e figurativa; di conseguenza, la valutazione della rispondenza ai loro scopi, funzionali e simbolici, andrebbe necessariamente riferita a un contesto urbano e culturale più ampio. Si è cercato di affrontare questo compito per parti, articolando il volume in sezioni, concatenate da un nesso logico, seppur dotate di una certa autonomia tematica, tanto da poter essere lette anche separatamente, ciascuna secondo le proprie finalità. La sezione A posiziona l’architettura del museo nella dimensione storica, a partire dal momento fondante della sua funzione eminentemente pubblica, e attraverso la fase modernista, particolarmente decisiva nel determinare le più significative tendenze del museo contemporaneo. La sezione B delinea i temi culturali emergenti nella progettazione del museo attuale, come premessa agli aspetti più propriamente manualistici, nella convinzione che i manuali più utili, in tutti i campi del sapere, non sono quelli che riportano soluzioni preconfezionate, ma quelli che cercano di spiegare quali siano i problemi da risolvere con le indicazioni proposte. Nello specifico del museo, questioni come il protagonismo urbano nell’ambito dei processi di trasformazione, oppure l’evoluzione del rapporto tra opere esposte e pubblico evidenziano che i problemi di natura tecnica con i quali ci si confronta nello sviluppo dell’elaborazione progettuale possono variare sensibilmente di prospettiva se solo se ne considera da un lato lo spessore di stratificazione storica e dall’altro il contesto in cui si opera. L’insieme di questi fattori rende ciascun museo un caso unico. In questo spirito sono presentate le opere realizzate della sezione C, nella quale è confrontato il risultato, sempre di notevole valore architettonico, con la specifica missione dell’istituzione museale. La sezione presenta sedici esempi, molto diversi tra loro, in cui questo rapporto sembra particolarmente riuscito, anche perché - in molti casi - convalidato da alcuni anni di esercizio. La selezione, infatti, privilegia musei piuttosto recenti, entrati in funzione a partire dal 2000, senza peraltro trascurare qualche caso meno recente, ma in cui la rispondenza dell’edificio al proprio scopo culturale appare particolarmente significativa. Nello stesso tempo, gli esempi cercano anche di presentare un ventaglio articolato sia riguardo ai tipi di collezioni ospitate (archeologiche, scientifiche, di arte contemporanea, parchi museo, spazi per mostre temporanee), sia riguardo al tipo di intervento (nuovo impianto, riusi, aggiunte a musei esistenti). Da questo punto di vista, se i nuovi edifici sono prevalenti, è perché su di essi si può sviluppare un’analisi tipologico-organizzativa più utile in ambito manualistico, i cui risultati sono peraltro facilmente estensibili anche all’impianto di musei in edifici esistenti - caso molto diffuso nel nostro paese. Questo è il senso dell’analisi comparata, nella prima parte della sezione D, degli edifici di nuovo impianto riportati nelle schede della sezione precedente, che mette a confronto le aree assegnate alle diverse funzioni, la loro articolazione planimetrica e i rispettivi pesi in rapporto alla superficie complessiva dell’edificio. La sezione D passa poi ad analizzare per settori funzionali le principali componenti d’uso del museo, generalmente astraendo dalle diverse tipologie di collezioni, ma indicando di volta in volta le specificità di rilievo. Nella lettura di questa sezione bisogna considerare che il museo è ormai a tutti gli effetti un edificio polifunzionale, contenente al suo interno anche elementi riconducibili all’architettura delle biblioteche, delle sale da spettacolo, degli uffici, degli edifici per il commercio e la ristorazione. In questi casi il testo mette in luce le peculiarità di tali funzioni quando sono ospitate all’interno dei musei e le relazioni che esse devono istituire con le altre parti funzionali, rinviando alla manualistica di settore per informazioni più dettagliate. La sezione E affronta invece il tema del museo nelle sue interazioni con l’ambiente, ponendo l’accento sull’edificio come manufatto fisico che ha lo scopo di contemperare in un equilibrio sostenibile le esigenze - non sempre convergenti - di conservazione, fruizione e sicurezza legate alla presenza delle collezioni, del pubblico e degli addetti. La prima appendice della sezione F è dedicata alla didattica museale, o meglio, come discusso più diffusamente nel testo, alla mediazione culturale, tema cruciale del museo contemporaneo, che ha ricadute notevoli sull’organizzazione sia dell’istituzione più in generale, sia delle sue componenti architettoniche. La seconda appendice propone invece una rassegna aggiornata delle professioni museali. Si tratta di un approfondimento sulle attività che si svolgono all’interno dei musei e delle relative figure professionali, base conoscitiva imprescindibile nelle fasi di programmazione e di organizzazione spaziale dell’edificio. Concludono il volume una raccolta di normative e di atti di indirizzo nazionali e internazionali - di natura tecnica, culturale e istituzionale -, e una bibliografia tematica.

Every year as many as one hundred museums open to the public in the world. Many of them, since their birth, are surrounded by the prestige of the institution, by the fame of the architect, and achieve notoriety through the consumer print media, television and Internet. For nearly thirty years - since the opening of the Beaubourg in 1977 - the global ascent of the museum has been relentless: today, it is not only the protagonist of media events, but also the promoter of durable and consistent significant operations of urban renewal. There is no doubt, however, that during the life of an architect the museum is a challenge of particular relevance. /There is no doubt that designing a museum is a challenge of particular relevance for architects. This book about museums is part of a series of design handbooks, but how can a “textbook museum” be defined today? The question is difficult because the basic objectives of the museum – exhibiting objects and accommodating the public – intersect with broader, and yet most elusive, phenomena as the globalization of artistic activities and architecture languages , the economic interest in culture, the expansion of tourism. The resulting complexity leads us to consider contemporary museums not only from their figurative self-referentiality point of view but makes us relate them to broader cultural and urban contexts. The book tackles this task by articulating the various issues examined above in different sections, linked by a logical connection, even though each one of them has a certain autonomy, so they can be read separately. Section A places the museum's architecture within a historical dimension, describing it from the founding moment of his especially public function, and through the modernist phase, particularly decisive in determining the most significant trends in contemporary museums. Section B outlines the emerging cultural themes in the design of current museums, as an introduction to more purely technical aspects, in the belief that the most useful manuals - in all fields of knowledge - are not the ones which suggest pre-packaged solutions, but those who seek to explain what are the problems to be solved with the proposed indications. Issues such as having the landmark role in the urban transformation processes, or the relationship between exhibits and the public demonstrate that the technical problems with which we are confronted in developing museum design may vary significantly, considering the actual context in which we operate and the thickness of historical layers. All these factors make each museum a unique case. In this perspective some case studies are presented in section C, in which the architectural works, always of great value, are compared with the specific mission of the museum institution. The section presents sixteen different examples in which the comparison appears to be particularly successful, partly because - in many cases - validated by some years of operation. The selection of examples, in fact, prefers pretty recent museums, having started operation since 2000, without neglecting some older cases, but in which the compliance of the building with its cultural purposes appears to be particularly significant. At the same time, through the case studies we also seek to present a diversified portfolio, of both the types of collections (archaeology, science, modern art, open-air museums, temporary exhibitions), and the types of intervention (new establishment, reuse, additions to existing museums). From this point of view, if new buildings are prevalent, it is because the results of their typological analysis can be easy to extend to museums housed in existing buildings. This is the sense of the analysis, in the first part of Section D, of the new installation case studies formerly shown in the previous section, which compares the areas assigned to different functions and their planimetric weight in relation to the overall surface of the building. Section D then goes on to analyze the main components of the functional areas of the museum. In this section it should be considered that by now museums are, to all intents and purposes, multipurpose buildings, containing within them elements related to the architecture of libraries, performance halls, offices, trade and catering buildings. In these cases, the text highlights the peculiarities of these functions when they are housed in museums and the relationships they must establish with the other functional parts. Section E (edited by C. Corrado and M. Frascarolo) deals with the interactions between museums and the environment, focusing on the building as a physical artifact that is intended to strike a sustainable balance between the needs – not always convergent – for conservation, enjoyment and safety related to the presence of collections, of the public and employees. The first section of Appendix F (edited by E. Nardi) is devoted to museum educational activity, or rather, as widely discussed in the text, cultural mediation, the key issue of contemporary museums, which has a considerable impact on their institutional organization and on their architectural components. The second appendix (edited by A. Accardi) proposes an updated overview of museum professions, as an essential knowledge base in the planning and spatial organization phases of the building. The volume concludes with an international collection of technical, cultural and institutional regulations and guidance documents and with a thematic bibliography.

Longobardi, G. (2007). Manuale di progettazione. Musei. ROMA : Mancosu Editore.

Manuale di progettazione. Musei

LONGOBARDI, GIOVANNI
2007-01-01

Abstract

Every year as many as one hundred museums open to the public in the world. Many of them, since their birth, are surrounded by the prestige of the institution, by the fame of the architect, and achieve notoriety through the consumer print media, television and Internet. For nearly thirty years - since the opening of the Beaubourg in 1977 - the global ascent of the museum has been relentless: today, it is not only the protagonist of media events, but also the promoter of durable and consistent significant operations of urban renewal. There is no doubt, however, that during the life of an architect the museum is a challenge of particular relevance. /There is no doubt that designing a museum is a challenge of particular relevance for architects. This book about museums is part of a series of design handbooks, but how can a “textbook museum” be defined today? The question is difficult because the basic objectives of the museum – exhibiting objects and accommodating the public – intersect with broader, and yet most elusive, phenomena as the globalization of artistic activities and architecture languages , the economic interest in culture, the expansion of tourism. The resulting complexity leads us to consider contemporary museums not only from their figurative self-referentiality point of view but makes us relate them to broader cultural and urban contexts. The book tackles this task by articulating the various issues examined above in different sections, linked by a logical connection, even though each one of them has a certain autonomy, so they can be read separately. Section A places the museum's architecture within a historical dimension, describing it from the founding moment of his especially public function, and through the modernist phase, particularly decisive in determining the most significant trends in contemporary museums. Section B outlines the emerging cultural themes in the design of current museums, as an introduction to more purely technical aspects, in the belief that the most useful manuals - in all fields of knowledge - are not the ones which suggest pre-packaged solutions, but those who seek to explain what are the problems to be solved with the proposed indications. Issues such as having the landmark role in the urban transformation processes, or the relationship between exhibits and the public demonstrate that the technical problems with which we are confronted in developing museum design may vary significantly, considering the actual context in which we operate and the thickness of historical layers. All these factors make each museum a unique case. In this perspective some case studies are presented in section C, in which the architectural works, always of great value, are compared with the specific mission of the museum institution. The section presents sixteen different examples in which the comparison appears to be particularly successful, partly because - in many cases - validated by some years of operation. The selection of examples, in fact, prefers pretty recent museums, having started operation since 2000, without neglecting some older cases, but in which the compliance of the building with its cultural purposes appears to be particularly significant. At the same time, through the case studies we also seek to present a diversified portfolio, of both the types of collections (archaeology, science, modern art, open-air museums, temporary exhibitions), and the types of intervention (new establishment, reuse, additions to existing museums). From this point of view, if new buildings are prevalent, it is because the results of their typological analysis can be easy to extend to museums housed in existing buildings. This is the sense of the analysis, in the first part of Section D, of the new installation case studies formerly shown in the previous section, which compares the areas assigned to different functions and their planimetric weight in relation to the overall surface of the building. Section D then goes on to analyze the main components of the functional areas of the museum. In this section it should be considered that by now museums are, to all intents and purposes, multipurpose buildings, containing within them elements related to the architecture of libraries, performance halls, offices, trade and catering buildings. In these cases, the text highlights the peculiarities of these functions when they are housed in museums and the relationships they must establish with the other functional parts. Section E (edited by C. Corrado and M. Frascarolo) deals with the interactions between museums and the environment, focusing on the building as a physical artifact that is intended to strike a sustainable balance between the needs – not always convergent – for conservation, enjoyment and safety related to the presence of collections, of the public and employees. The first section of Appendix F (edited by E. Nardi) is devoted to museum educational activity, or rather, as widely discussed in the text, cultural mediation, the key issue of contemporary museums, which has a considerable impact on their institutional organization and on their architectural components. The second appendix (edited by A. Accardi) proposes an updated overview of museum professions, as an essential knowledge base in the planning and spatial organization phases of the building. The volume concludes with an international collection of technical, cultural and institutional regulations and guidance documents and with a thematic bibliography.
2007
88-87017-55-7
Ogni anno non meno di cento musei vengono aperti al pubblico:molti di questi, fin dal loro nascere, sono circondati dal prestigio dell’istituzione, dalla fama del progettista e dagli enormi investimenti impiegati per costruirli, e raggiungono la notorietà presso il grande pubblico attraverso la carta stampata non specialistica, la televisione e internet. Da circa trent’anni - dall’apertura del Beaubourg nel 1977 - l’ascesa globale del museo non conosce soste, e lo vede non solo al centro di manifestazioni mediatiche, ma anche di durature e consistenti operazioni di rinnovo urbano. Non c’è dubbio, d’altra parte, che nella biografia degli architetti il confronto con il museo è un momento di particolare intensità. I suoi contenuti e la posizione di eccellenza tra gli edifici pubblici della città moderna ne fanno sempre un tema di particolare tensione progettuale. Questo testo sui musei fa, appunto, parte di una collana di manuali di progettazione: ma come può essere definito, nella condizione odierna, un museo da manuale? L’interrogativo è difficile, perché gli scopi fondamentali del museo - esporre oggetti e accogliere pubblico - si incrociano oggi con fenomeni di più vasta portata, e al tempo stesso più sfuggenti, come la globalizzazione dei fenomeni artistici e dei linguaggi dell’architettura, l’interesse economico per la cultura, la dilatazione dello spazio turistico. La derivante sovrapposizione di prospettive non consente di considerare i musei contemporanei solo nella logica, per così dire, di autosufficienza edilizia e figurativa; di conseguenza, la valutazione della rispondenza ai loro scopi, funzionali e simbolici, andrebbe necessariamente riferita a un contesto urbano e culturale più ampio. Si è cercato di affrontare questo compito per parti, articolando il volume in sezioni, concatenate da un nesso logico, seppur dotate di una certa autonomia tematica, tanto da poter essere lette anche separatamente, ciascuna secondo le proprie finalità. La sezione A posiziona l’architettura del museo nella dimensione storica, a partire dal momento fondante della sua funzione eminentemente pubblica, e attraverso la fase modernista, particolarmente decisiva nel determinare le più significative tendenze del museo contemporaneo. La sezione B delinea i temi culturali emergenti nella progettazione del museo attuale, come premessa agli aspetti più propriamente manualistici, nella convinzione che i manuali più utili, in tutti i campi del sapere, non sono quelli che riportano soluzioni preconfezionate, ma quelli che cercano di spiegare quali siano i problemi da risolvere con le indicazioni proposte. Nello specifico del museo, questioni come il protagonismo urbano nell’ambito dei processi di trasformazione, oppure l’evoluzione del rapporto tra opere esposte e pubblico evidenziano che i problemi di natura tecnica con i quali ci si confronta nello sviluppo dell’elaborazione progettuale possono variare sensibilmente di prospettiva se solo se ne considera da un lato lo spessore di stratificazione storica e dall’altro il contesto in cui si opera. L’insieme di questi fattori rende ciascun museo un caso unico. In questo spirito sono presentate le opere realizzate della sezione C, nella quale è confrontato il risultato, sempre di notevole valore architettonico, con la specifica missione dell’istituzione museale. La sezione presenta sedici esempi, molto diversi tra loro, in cui questo rapporto sembra particolarmente riuscito, anche perché - in molti casi - convalidato da alcuni anni di esercizio. La selezione, infatti, privilegia musei piuttosto recenti, entrati in funzione a partire dal 2000, senza peraltro trascurare qualche caso meno recente, ma in cui la rispondenza dell’edificio al proprio scopo culturale appare particolarmente significativa. Nello stesso tempo, gli esempi cercano anche di presentare un ventaglio articolato sia riguardo ai tipi di collezioni ospitate (archeologiche, scientifiche, di arte contemporanea, parchi museo, spazi per mostre temporanee), sia riguardo al tipo di intervento (nuovo impianto, riusi, aggiunte a musei esistenti). Da questo punto di vista, se i nuovi edifici sono prevalenti, è perché su di essi si può sviluppare un’analisi tipologico-organizzativa più utile in ambito manualistico, i cui risultati sono peraltro facilmente estensibili anche all’impianto di musei in edifici esistenti - caso molto diffuso nel nostro paese. Questo è il senso dell’analisi comparata, nella prima parte della sezione D, degli edifici di nuovo impianto riportati nelle schede della sezione precedente, che mette a confronto le aree assegnate alle diverse funzioni, la loro articolazione planimetrica e i rispettivi pesi in rapporto alla superficie complessiva dell’edificio. La sezione D passa poi ad analizzare per settori funzionali le principali componenti d’uso del museo, generalmente astraendo dalle diverse tipologie di collezioni, ma indicando di volta in volta le specificità di rilievo. Nella lettura di questa sezione bisogna considerare che il museo è ormai a tutti gli effetti un edificio polifunzionale, contenente al suo interno anche elementi riconducibili all’architettura delle biblioteche, delle sale da spettacolo, degli uffici, degli edifici per il commercio e la ristorazione. In questi casi il testo mette in luce le peculiarità di tali funzioni quando sono ospitate all’interno dei musei e le relazioni che esse devono istituire con le altre parti funzionali, rinviando alla manualistica di settore per informazioni più dettagliate. La sezione E affronta invece il tema del museo nelle sue interazioni con l’ambiente, ponendo l’accento sull’edificio come manufatto fisico che ha lo scopo di contemperare in un equilibrio sostenibile le esigenze - non sempre convergenti - di conservazione, fruizione e sicurezza legate alla presenza delle collezioni, del pubblico e degli addetti. La prima appendice della sezione F è dedicata alla didattica museale, o meglio, come discusso più diffusamente nel testo, alla mediazione culturale, tema cruciale del museo contemporaneo, che ha ricadute notevoli sull’organizzazione sia dell’istituzione più in generale, sia delle sue componenti architettoniche. La seconda appendice propone invece una rassegna aggiornata delle professioni museali. Si tratta di un approfondimento sulle attività che si svolgono all’interno dei musei e delle relative figure professionali, base conoscitiva imprescindibile nelle fasi di programmazione e di organizzazione spaziale dell’edificio. Concludono il volume una raccolta di normative e di atti di indirizzo nazionali e internazionali - di natura tecnica, culturale e istituzionale -, e una bibliografia tematica.
Longobardi, G. (2007). Manuale di progettazione. Musei. ROMA : Mancosu Editore.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/178506
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