Uno degli impedimenti di maggior rilievo alla ripresa degli studi sul tema dell’origine del linguaggio è la concezione cartesiana oggi prevalente negli studi di stampo cognitivo. Per Cartesio, l’anima razionale è alla base della «differenza qualitativa» tra gli umani e gli altri animali: per molti studiosi contemporanei il linguaggio (che ha preso il posto dell’anima) è una caratteristica capace di rendere gli umani delle entità «speciali» nella natura. Pensare al linguaggio nei termini della differenza qualitativa con il resto del mondo animale, recide alla radice ogni possibilità di guardare alle capacità verbali umane come una forma di adattamento biologico dovuto alla selezione naturale. Dal punto di vista adottato in questo libro, il fatto che si possa andare orgogliosi delle straordinarie abilità che caratterizzano la nostra specie non è affatto in contrasto con l’idea che tali abilità siano da ricondurre alla natura animale degli esseri umani. Quando prendiamo in considerazione la prospettiva evoluzionistica darwiniana appare chiaro che l’indagine relativa alle peculiarità distintive della nostra specie debba procedere di pari passo con l’analisi delle condizioni generali comuni anche ad altre specie animali. L’idea che l’origine del linguaggio debba essere analizzata in riferimento a nozioni quali «sforzo di equilibrio» e «navigazione nello spazio» rappresenta il centro teorico di questo libro. Considerare il tema dell’origine del linguaggio a partire da nozioni di questo tipo è un modo per evidenziare che l’indagine relativa alle caratteristiche più peculiari della natura umana deve essere sempre supportata dall’indagine relativa alle caratteristiche più generali che gli umani condividono con altre specie. È in riferimento a una operazione del genere che l’insegnamento di Darwin di guardare agli esseri umani come animali tra gli altri animali trova piena realizzazione.

Ferretti, F. (2010). Alle origini del linguaggio umano. BARI : Laterza.

Alle origini del linguaggio umano

2010

Abstract

Uno degli impedimenti di maggior rilievo alla ripresa degli studi sul tema dell’origine del linguaggio è la concezione cartesiana oggi prevalente negli studi di stampo cognitivo. Per Cartesio, l’anima razionale è alla base della «differenza qualitativa» tra gli umani e gli altri animali: per molti studiosi contemporanei il linguaggio (che ha preso il posto dell’anima) è una caratteristica capace di rendere gli umani delle entità «speciali» nella natura. Pensare al linguaggio nei termini della differenza qualitativa con il resto del mondo animale, recide alla radice ogni possibilità di guardare alle capacità verbali umane come una forma di adattamento biologico dovuto alla selezione naturale. Dal punto di vista adottato in questo libro, il fatto che si possa andare orgogliosi delle straordinarie abilità che caratterizzano la nostra specie non è affatto in contrasto con l’idea che tali abilità siano da ricondurre alla natura animale degli esseri umani. Quando prendiamo in considerazione la prospettiva evoluzionistica darwiniana appare chiaro che l’indagine relativa alle peculiarità distintive della nostra specie debba procedere di pari passo con l’analisi delle condizioni generali comuni anche ad altre specie animali. L’idea che l’origine del linguaggio debba essere analizzata in riferimento a nozioni quali «sforzo di equilibrio» e «navigazione nello spazio» rappresenta il centro teorico di questo libro. Considerare il tema dell’origine del linguaggio a partire da nozioni di questo tipo è un modo per evidenziare che l’indagine relativa alle caratteristiche più peculiari della natura umana deve essere sempre supportata dall’indagine relativa alle caratteristiche più generali che gli umani condividono con altre specie. È in riferimento a una operazione del genere che l’insegnamento di Darwin di guardare agli esseri umani come animali tra gli altri animali trova piena realizzazione.
9788842094661
Ferretti, F. (2010). Alle origini del linguaggio umano. BARI : Laterza.
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