I saggi che compongono il presente volume hanno per oggetto testi di autori della letteratura italiana, europea e africana letti con l’intenzione di rintracciarne, in una prospettiva contrappuntistica e interculturale, temi e stilemi relativi alla rappresentazione del mondo non occidentale, al riconoscimento o alla negazione delle diversità interne ed esterne ai diversi contesti nazionali, ai conflitti ed alle contaminazioni tra centro e periferia, alla pluralità di fonti e di prestiti provenienti da molteplici tradizioni culturali. Il presente lavoro vorrebbe essere un modesto tentativo di riproporre l’idea goethiana di letteratura mondiale, di restituire cioè una dimensione internazionale alle opere letterarie, testimonianze di verità di frontiera sotto cui giacciono remote e talvolta lontane stratificazioni culturali da scoprire e riscoprire. Tale prospettiva nasce dalle sollecitazioni del presente, ed in particolare dalla presenza nei paesi dell’Occidente capitalistico di milioni di “dannati della terra”, migranti in cerca di migliori condizioni di vita e di lavoro che portano nelle nostre metropoli tutto il carico di aspettative, di rabbia e di cultura dei paesi dai cui provengono. Tale prospettiva, inoltre, nasce da esperienze didattiche e sollecitazioni teoriche relative al vasto campo di quella disciplina di frontiera che è la pedagogia interculturale. Una frontiera attraversata da altri saperi che concorrono a definire un’interculturalità pedagogica “forte” (storia, filosofia, sociologia, economia, antropologia, psicologia), e, insieme, una frontiera che chiama in causa persone provenienti da tante parti del mondo che sempre di più abitano il nostro Paese. Il titolo del volume, infine, fa riferimento a una categoria, quella della mediazione, che consideriamo centrale per comprendere un’opera letteraria. Mediazione letteraria non significa neutralità asettica e priva di conflitti. Non è un luogo di coesistenza pacifica degli opposti, una terra di nessuno dove si allineano, privi di ordine gerarchico, parole e pensieri. Essa, al contrario, è lo spazio del conflitto tra differenti tradizioni, tra molteplici orizzonti di senso, tra scelte di carattere artistico, morale, politico. Scegliere un determinato universo simbolico, cioè una lingua e un contenuto specifici al posto di un’altra lingua e di un altro contenuto, significa scegliere, da parte dell’autore, una certa idea di uomo, di società, di storia, significa esprimere una classe, una visione del mondo necessariamente parziale e condizionata dai repertori linguistici, dagli apparati ideologici, dai corredi concettuali che in una determinata epoca si offrono all’individualità espressiva come possibile e limitata scelta creativa.

Santarone, D. (2005). La mediazione letteraria. Percorsi interculturali su testi di Dante, Tasso, Moravia, Fortini, Arbasino, Defoe, Tournier, Coetzee, Emecheta, Saro-Wiwa. PALERMO : Palumbo.

La mediazione letteraria. Percorsi interculturali su testi di Dante, Tasso, Moravia, Fortini, Arbasino, Defoe, Tournier, Coetzee, Emecheta, Saro-Wiwa

SANTARONE, DONATO
2005-01-01

Abstract

I saggi che compongono il presente volume hanno per oggetto testi di autori della letteratura italiana, europea e africana letti con l’intenzione di rintracciarne, in una prospettiva contrappuntistica e interculturale, temi e stilemi relativi alla rappresentazione del mondo non occidentale, al riconoscimento o alla negazione delle diversità interne ed esterne ai diversi contesti nazionali, ai conflitti ed alle contaminazioni tra centro e periferia, alla pluralità di fonti e di prestiti provenienti da molteplici tradizioni culturali. Il presente lavoro vorrebbe essere un modesto tentativo di riproporre l’idea goethiana di letteratura mondiale, di restituire cioè una dimensione internazionale alle opere letterarie, testimonianze di verità di frontiera sotto cui giacciono remote e talvolta lontane stratificazioni culturali da scoprire e riscoprire. Tale prospettiva nasce dalle sollecitazioni del presente, ed in particolare dalla presenza nei paesi dell’Occidente capitalistico di milioni di “dannati della terra”, migranti in cerca di migliori condizioni di vita e di lavoro che portano nelle nostre metropoli tutto il carico di aspettative, di rabbia e di cultura dei paesi dai cui provengono. Tale prospettiva, inoltre, nasce da esperienze didattiche e sollecitazioni teoriche relative al vasto campo di quella disciplina di frontiera che è la pedagogia interculturale. Una frontiera attraversata da altri saperi che concorrono a definire un’interculturalità pedagogica “forte” (storia, filosofia, sociologia, economia, antropologia, psicologia), e, insieme, una frontiera che chiama in causa persone provenienti da tante parti del mondo che sempre di più abitano il nostro Paese. Il titolo del volume, infine, fa riferimento a una categoria, quella della mediazione, che consideriamo centrale per comprendere un’opera letteraria. Mediazione letteraria non significa neutralità asettica e priva di conflitti. Non è un luogo di coesistenza pacifica degli opposti, una terra di nessuno dove si allineano, privi di ordine gerarchico, parole e pensieri. Essa, al contrario, è lo spazio del conflitto tra differenti tradizioni, tra molteplici orizzonti di senso, tra scelte di carattere artistico, morale, politico. Scegliere un determinato universo simbolico, cioè una lingua e un contenuto specifici al posto di un’altra lingua e di un altro contenuto, significa scegliere, da parte dell’autore, una certa idea di uomo, di società, di storia, significa esprimere una classe, una visione del mondo necessariamente parziale e condizionata dai repertori linguistici, dagli apparati ideologici, dai corredi concettuali che in una determinata epoca si offrono all’individualità espressiva come possibile e limitata scelta creativa.
88-6017-004-4
Santarone, D. (2005). La mediazione letteraria. Percorsi interculturali su testi di Dante, Tasso, Moravia, Fortini, Arbasino, Defoe, Tournier, Coetzee, Emecheta, Saro-Wiwa. PALERMO : Palumbo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/179451
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