La tortura è un crimine contro l’umanità commesso da uomini in carne e ossa nel nome di un fine superiore e non dicibile. In questo libro, piuttosto che ripercorrere la storia della sua pratica o della sua proibizione, è stata scelta un'altra chiave narrativa che è data dalle parole della tortura. La tortura ha un suo vocabolario che intreccia concetti, fatti e norme. Attraverso queste parole si è intesi andare oltre la descrizione legale o l’indignazione etica. Esiste un mondo profondo sotteso alla tortura. La prima delle parole selezionate è dignità umana. In realtà non è solo una parola.Non c’è modo di comprendere la necessità giuridica, politica, sociale, umana di punire chi tortura se non si crede nella primarietà della dignità umana. La dignità umana è il bene giuridico protetto dalle norme penali, laddove esistenti, che incriminano la tortura. La dignità umana è la non degradazione dell’uomo a cosa, la sua irriducibilità a mezzo. La tortura degrada l’uomo a cosa, lo riduce a mezzo. La tortura è sempre finalizzata a strumentalizzare l’uomo in funzione investigativa o punitiva. La dignità umana non è riassumibile nella sola integrità fisica, psichica o psico-fisica. La dignità umana è qualcosa di diverso, di meno tangibile, di più complesso. La dignità umana è il fondamento dei diritti umani, è il criterio di esigibilità, è il diritto ad avere diritti. La sua essenza e la sua forza giuridica sono dati dalla sua indefinitezza. Esistono varie teorie che la definiscono. Optare per una o per un’altra tesi non è una operazione neutra. Il diritto penale del nemico ha optato per la tesi secondo cui la dignità umana è legata indissolubilmente al rispetto dei doveri imposti. Il diritto internazionale dei diritti umani ha optato per la sua dotazione universale non eccepibile. Attraverso le altre parole della tortura sono stati definiti i contorni navigando tra luoghi, circostanze, situazioni, esseri umani, storie. È un intreccio di questioni filosofiche, giuridiche, sociali ed etiche.

Gonnella, P. (2013). La tortura in Italia. Parole, luoghi e pratiche della violenza pubblica. ROMA : DeriveApprodi.

La tortura in Italia. Parole, luoghi e pratiche della violenza pubblica

GONNELLA, PATRIZIO
2013

Abstract

La tortura è un crimine contro l’umanità commesso da uomini in carne e ossa nel nome di un fine superiore e non dicibile. In questo libro, piuttosto che ripercorrere la storia della sua pratica o della sua proibizione, è stata scelta un'altra chiave narrativa che è data dalle parole della tortura. La tortura ha un suo vocabolario che intreccia concetti, fatti e norme. Attraverso queste parole si è intesi andare oltre la descrizione legale o l’indignazione etica. Esiste un mondo profondo sotteso alla tortura. La prima delle parole selezionate è dignità umana. In realtà non è solo una parola.Non c’è modo di comprendere la necessità giuridica, politica, sociale, umana di punire chi tortura se non si crede nella primarietà della dignità umana. La dignità umana è il bene giuridico protetto dalle norme penali, laddove esistenti, che incriminano la tortura. La dignità umana è la non degradazione dell’uomo a cosa, la sua irriducibilità a mezzo. La tortura degrada l’uomo a cosa, lo riduce a mezzo. La tortura è sempre finalizzata a strumentalizzare l’uomo in funzione investigativa o punitiva. La dignità umana non è riassumibile nella sola integrità fisica, psichica o psico-fisica. La dignità umana è qualcosa di diverso, di meno tangibile, di più complesso. La dignità umana è il fondamento dei diritti umani, è il criterio di esigibilità, è il diritto ad avere diritti. La sua essenza e la sua forza giuridica sono dati dalla sua indefinitezza. Esistono varie teorie che la definiscono. Optare per una o per un’altra tesi non è una operazione neutra. Il diritto penale del nemico ha optato per la tesi secondo cui la dignità umana è legata indissolubilmente al rispetto dei doveri imposti. Il diritto internazionale dei diritti umani ha optato per la sua dotazione universale non eccepibile. Attraverso le altre parole della tortura sono stati definiti i contorni navigando tra luoghi, circostanze, situazioni, esseri umani, storie. È un intreccio di questioni filosofiche, giuridiche, sociali ed etiche.
978-88-6548-062-5
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