Questo saggio analizza le principali politiche di riforma delle pubbliche amministrazioni implementate in Italia a partire dal 1990, alla luce dell'evoluzione del modello organizzativo, dei processi di valorizzazione delle risorse umane e del ruolo svolto dalla dirigenza nel governo dei profondi mutamenti che hanno caratterizzato questo importante periodo storico. Le riflessioni contenute in questo volume sono avvalorate dai risultati della ricerca sul tema "Luoghi di vitalità dirigenziale", realizzata nel corso del 2002, nell'ambito di una più vasta indagine promossa dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Più in dettaglio, le variabili qui analizzate si propongono di prendere in esame quelle "realtà amministrative plurali" che, in questi ultimi anni, hanno maggiormente operato in una logica di innovazione strategica, organizzativa e gestionale, attraverso la definizione (e la pianificazione) di un "progetto mirato di cambiamento" dell'insieme dell'amministrazione. Questo tipo di scelta è da ricondurre ad un riscontro empirico messo in luce da una recente indagine dell'Ocse, che è stato recepito come "assunto sociologico di base" nell'ipotesi di ricerca, secondo il quale si ritiene che si possano riscontrare "inevitabili criticità" nel processo di implementazione delle riforme, in particolare nella fase di trasferimento operativo e di concreta "messa in opera" dei cambiamenti. Tali criticità chiamano in causa il ruolo del dirigente quale attore fondamentale per una gestione efficace dei cambiamenti e si presentano come una serie di "nodi critici" che danno luogo a loro volta ad un mutamento, oltreché politico e amministrativo, di tipo culturale, organizzativo, gestionale e relazionale. Infatti, per comprendere meglio la portata esplicativa del fenomeno è necessario passare dal concetto di cambiamento, inteso come variazione di tipo quantitativo, a quello di mutamento, che presuppone una variazione sistemica e qualitativa, a volte di evoluzione dello stesso paradigma interpretativo di riferimento. In definitiva, sulla base dell'analisi condotta in questo saggio, si può affermare che con l'introduzione nel nostro ordinamento amministrativo dei principi ispirati al decentramento, all'autonomia, alla sussidiarietà si avvia una vera riforma rivoluzionaria, in quanto si creano le condizioni per poter passare da un modello di pubbliche amministrazioni di tipo burocratico e centralistico, ad un sistema pubblico decentrato e reticolare dove prende forma un nuovo modello organizzativo di tipo telocratico.

COCOZZA A (2004). La riforma rivoluzionaria. Leadership, gruppi professionali e valorizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni. MILANO : FrancoAngeli.

La riforma rivoluzionaria. Leadership, gruppi professionali e valorizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni

COCOZZA, ANTONIO
2004

Abstract

Questo saggio analizza le principali politiche di riforma delle pubbliche amministrazioni implementate in Italia a partire dal 1990, alla luce dell'evoluzione del modello organizzativo, dei processi di valorizzazione delle risorse umane e del ruolo svolto dalla dirigenza nel governo dei profondi mutamenti che hanno caratterizzato questo importante periodo storico. Le riflessioni contenute in questo volume sono avvalorate dai risultati della ricerca sul tema "Luoghi di vitalità dirigenziale", realizzata nel corso del 2002, nell'ambito di una più vasta indagine promossa dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Più in dettaglio, le variabili qui analizzate si propongono di prendere in esame quelle "realtà amministrative plurali" che, in questi ultimi anni, hanno maggiormente operato in una logica di innovazione strategica, organizzativa e gestionale, attraverso la definizione (e la pianificazione) di un "progetto mirato di cambiamento" dell'insieme dell'amministrazione. Questo tipo di scelta è da ricondurre ad un riscontro empirico messo in luce da una recente indagine dell'Ocse, che è stato recepito come "assunto sociologico di base" nell'ipotesi di ricerca, secondo il quale si ritiene che si possano riscontrare "inevitabili criticità" nel processo di implementazione delle riforme, in particolare nella fase di trasferimento operativo e di concreta "messa in opera" dei cambiamenti. Tali criticità chiamano in causa il ruolo del dirigente quale attore fondamentale per una gestione efficace dei cambiamenti e si presentano come una serie di "nodi critici" che danno luogo a loro volta ad un mutamento, oltreché politico e amministrativo, di tipo culturale, organizzativo, gestionale e relazionale. Infatti, per comprendere meglio la portata esplicativa del fenomeno è necessario passare dal concetto di cambiamento, inteso come variazione di tipo quantitativo, a quello di mutamento, che presuppone una variazione sistemica e qualitativa, a volte di evoluzione dello stesso paradigma interpretativo di riferimento. In definitiva, sulla base dell'analisi condotta in questo saggio, si può affermare che con l'introduzione nel nostro ordinamento amministrativo dei principi ispirati al decentramento, all'autonomia, alla sussidiarietà si avvia una vera riforma rivoluzionaria, in quanto si creano le condizioni per poter passare da un modello di pubbliche amministrazioni di tipo burocratico e centralistico, ad un sistema pubblico decentrato e reticolare dove prende forma un nuovo modello organizzativo di tipo telocratico.
9788846460158
COCOZZA A (2004). La riforma rivoluzionaria. Leadership, gruppi professionali e valorizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni. MILANO : FrancoAngeli.
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