La monografia, affrontando l’esegesi della Vita beati Tommaso da Celano, prima agiografia sull’Assisiate autorizzata dal papato intorno al 1229, a distanza di pochi anni dalla morte del fondatore dei Minori ( 1226), s’interroga su alcuni processi storici e tornanti storiografici relativi al primo francescanesimo, a partire da un angolo di osservazione differente rispetto agli studi precedenti: il quale è fondato sul cambiamento del nome della fonte, conosciuta nella storiografia come Vita prima e posta in relazione comparativa con quelle successive ( Vita seconda, Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, ecc. ) ora letta e interpretata, invece, come Vita beati Francisci, ovvero come unica Vita esistente sull’Assisiate nel momento della sua composizione. La collocazione della scrittura all’interno del contesto coevo e, nello stesso tempo, una ‘lettura totale’ dell’opera che tenga conto di tutta la narrazione, senza privilegiare solo i consueti luoghi agiografici visitati dalla storiografia, consente di indagare alcuni processi decisivi per la comprensione del fenomeno francescano e minoritico: tra i quali il passaggio dalla memoria storica dell’uomo religioso alla costruzione del santo, la rappresentazione della nascita dell’Ordine dei Minori, tra mitizzazione delle origini e riconoscibilita’ delle dinamiche storiche conflittuali, la relazione tra Francesco, l’ordine e la curia di Roma, l’innovazione agiografica e teologica delle stimmate come privilegio esclusivo del nuovo santo, la rappresentazione agiografica della cerimonia giuridica della canonizzazione. Nel complesso si propone di accantonare una tradizione storiografica del sospetto, che ha aleggiato attorno alla prima opera di Tommaso da Celano per tutto il XX secolo, considerata inaffidabile e priva di una dimensione di storicità utile alla conoscenza storica odierna, per recuperare la complessità’ della costruzione e ‘invenzione’ religiosa del nuovo santo mendicante: al confine tra recupero della memoria storica, costruzione della rappresentazione agiografica e, soprattutto, prima definizione teologica del ruolo provvidenziale di Francesco d’Assisi e dei Minori. In particolare si mette in evidenza come la novità salvifica di Francesco e dell’Ordine minoritico non si presenti fin da subito come una proposta religiosa che si affianca alle altre tradizioni religiose e le altre intepretazioni del cristianesimo che convivono nella Chiesa romana, anche ma non solo gli altri ordini religiosi, ma come quella che le supera e, in un certo senso, le esclude, configurandosi, fin da subito, come l’unica risposta salvifica fedele alla ‘verita’ evangelica’: un processo che è possibile verificare subito a ridosso della morte dell’Assisiate e che si manifesterà con maggiore spessore teologico e robustezza argomentativo durante il corso del XIII e XIV secolo.

Michetti, R. (2004). Francesco d’Assisi e il paradosso della minoritas. La Vita beati Francisci di Tommaso da Celano. Roma : Istituto Storico Italiano per il Medio Evo.

Francesco d’Assisi e il paradosso della minoritas. La Vita beati Francisci di Tommaso da Celano

MICHETTI, Raimondo
2004

Abstract

La monografia, affrontando l’esegesi della Vita beati Tommaso da Celano, prima agiografia sull’Assisiate autorizzata dal papato intorno al 1229, a distanza di pochi anni dalla morte del fondatore dei Minori ( 1226), s’interroga su alcuni processi storici e tornanti storiografici relativi al primo francescanesimo, a partire da un angolo di osservazione differente rispetto agli studi precedenti: il quale è fondato sul cambiamento del nome della fonte, conosciuta nella storiografia come Vita prima e posta in relazione comparativa con quelle successive ( Vita seconda, Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, ecc. ) ora letta e interpretata, invece, come Vita beati Francisci, ovvero come unica Vita esistente sull’Assisiate nel momento della sua composizione. La collocazione della scrittura all’interno del contesto coevo e, nello stesso tempo, una ‘lettura totale’ dell’opera che tenga conto di tutta la narrazione, senza privilegiare solo i consueti luoghi agiografici visitati dalla storiografia, consente di indagare alcuni processi decisivi per la comprensione del fenomeno francescano e minoritico: tra i quali il passaggio dalla memoria storica dell’uomo religioso alla costruzione del santo, la rappresentazione della nascita dell’Ordine dei Minori, tra mitizzazione delle origini e riconoscibilita’ delle dinamiche storiche conflittuali, la relazione tra Francesco, l’ordine e la curia di Roma, l’innovazione agiografica e teologica delle stimmate come privilegio esclusivo del nuovo santo, la rappresentazione agiografica della cerimonia giuridica della canonizzazione. Nel complesso si propone di accantonare una tradizione storiografica del sospetto, che ha aleggiato attorno alla prima opera di Tommaso da Celano per tutto il XX secolo, considerata inaffidabile e priva di una dimensione di storicità utile alla conoscenza storica odierna, per recuperare la complessità’ della costruzione e ‘invenzione’ religiosa del nuovo santo mendicante: al confine tra recupero della memoria storica, costruzione della rappresentazione agiografica e, soprattutto, prima definizione teologica del ruolo provvidenziale di Francesco d’Assisi e dei Minori. In particolare si mette in evidenza come la novità salvifica di Francesco e dell’Ordine minoritico non si presenti fin da subito come una proposta religiosa che si affianca alle altre tradizioni religiose e le altre intepretazioni del cristianesimo che convivono nella Chiesa romana, anche ma non solo gli altri ordini religiosi, ma come quella che le supera e, in un certo senso, le esclude, configurandosi, fin da subito, come l’unica risposta salvifica fedele alla ‘verita’ evangelica’: un processo che è possibile verificare subito a ridosso della morte dell’Assisiate e che si manifesterà con maggiore spessore teologico e robustezza argomentativo durante il corso del XIII e XIV secolo.
88-89190-05-1
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