Il volume ha per oggetto la vasta e articolata azione sviluppata dai radico-liberisti, corrente minoritaria ed eterodossa del radicalismo politico italiano, al fine di pervenire ad una compiuta democratizzazione del sistema politico e istituzionale tra ’800 e ’900. Snodandosi tra la crisi di fine secolo e la conclusione dei trattati commerciali con gli imperi centrali nella metà del primo decennio del Novecento, esso prende in esame la concezione dell’evoluzione sociale ed il rapporto governo-governati dei liberisti radicali, la riforma tributaria e doganale da essi avanzata, chiave di volta del progetto di trasformazione democratica delle istituzioni, nonché i tentativi di definire su tale impianto programmatico un’alleanza con le altre forze dell’Estrema Sinistra; radicali, socialisti e repubblicani. Nella loro elaborazione però i liberisti radicali, se non per alcuni versi Pantaleoni, non giunsero mai a teorizzare la necessità di adottare un completo laissez-faire, inteso come diffidenza assoluta e pregiudiziale nei confronti dell’intervento dei poteri pubblici in materia economica. Loro preoccupazione costante fu invece che tale intervento perseguisse sempre gli interessi generali senza piegarsi a trattamenti di favore a beneficio di ristretti gruppi di pressione. Ma il tentativo di creare una maggioranza di governo fondata sull’alleanza tra interessi agricoli legati all’esportazione e la non meglio specificata galassia dei salariati-consumatori sarebbe fallito negli anni del primo take-off industriale italiano.

TEDESCO L (2002). L'alternativa liberista. Crisi di fine secolo, antiprotezionismo e finanza democratica nei liberisti radicali (1898-1904) Soveria Mannelli : Rubbettino, c2002, stampa 2003. SOVERIA MANNELLI : Rubbettino.

L'alternativa liberista. Crisi di fine secolo, antiprotezionismo e finanza democratica nei liberisti radicali (1898-1904) Soveria Mannelli : Rubbettino, c2002, stampa 2003

TEDESCO, LUCA
2002

Abstract

Il volume ha per oggetto la vasta e articolata azione sviluppata dai radico-liberisti, corrente minoritaria ed eterodossa del radicalismo politico italiano, al fine di pervenire ad una compiuta democratizzazione del sistema politico e istituzionale tra ’800 e ’900. Snodandosi tra la crisi di fine secolo e la conclusione dei trattati commerciali con gli imperi centrali nella metà del primo decennio del Novecento, esso prende in esame la concezione dell’evoluzione sociale ed il rapporto governo-governati dei liberisti radicali, la riforma tributaria e doganale da essi avanzata, chiave di volta del progetto di trasformazione democratica delle istituzioni, nonché i tentativi di definire su tale impianto programmatico un’alleanza con le altre forze dell’Estrema Sinistra; radicali, socialisti e repubblicani. Nella loro elaborazione però i liberisti radicali, se non per alcuni versi Pantaleoni, non giunsero mai a teorizzare la necessità di adottare un completo laissez-faire, inteso come diffidenza assoluta e pregiudiziale nei confronti dell’intervento dei poteri pubblici in materia economica. Loro preoccupazione costante fu invece che tale intervento perseguisse sempre gli interessi generali senza piegarsi a trattamenti di favore a beneficio di ristretti gruppi di pressione. Ma il tentativo di creare una maggioranza di governo fondata sull’alleanza tra interessi agricoli legati all’esportazione e la non meglio specificata galassia dei salariati-consumatori sarebbe fallito negli anni del primo take-off industriale italiano.
88-498-0441-5
TEDESCO L (2002). L'alternativa liberista. Crisi di fine secolo, antiprotezionismo e finanza democratica nei liberisti radicali (1898-1904) Soveria Mannelli : Rubbettino, c2002, stampa 2003. SOVERIA MANNELLI : Rubbettino.
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