Shakespeare’s theatre was born in an age of radical change. While the scientific method was spreading throughout Europe and in England an early idea of nation-state was dawning Shakespeare’s theatre became an instrument, as it were, not only to observe and study the modern world but also to give it “its form and pressure”. Metaphors drawn from a nascent science of the earth became useful tools to meaningfully connect inanimate bodies and human bodies (“Chapt. 1: The Theatre of the Earth”). Different forms of communication, including theatre itself, were put under scrutiny in order to discover which was more effective when it came to persuade the “populace”, a subject of the greatest importance for rulers (Chapt. 2: The Theatre of Politics). European Romantics immediately understood the extraordinary capacity of Shakespeare’s theatre in “giving shape” to what it did not exist before, as, for instance, a “national awareness” and they endorsed translations of his dramatic texts in those country that had not developed it yet (Chapt. 3: The Nation at the Theatre). This most peculiar ability to both represent while “giving form” to the world is also what makes of Shakespeare one of the most adapted playwrights for the screen: his imaginative writing fascinated filmmakers who have always payed homage to him while often feeling towards him a sort of anxiety of influence (Chapt. 5: The Screen as a Theatre). Shakespeare helped to make the modern world as it now is, therefore it is inevitable to see his traces all around when we look at that world. But those traces do not lead us to the discovery of an historical figure, quite on the contrary they lead to a host of narratives paving the way for the birth of a modern figure of myth (Chapt. 5: The Author on Stage).

Il teatro di Shakespeare nasce in un'epoca di cambiamenti radicali sia sul piano scientifico – con la diffusione in tutta Europa del metodo sperimentale – che sul piano politico, con la progressiva affermazione di una precoce idea di stato-nazione. Esso si presenta pertanto come uno “strumento” di osservazione del mondo che nel mettere come sotto una lente d’ingrandimento la realtà umana è tuttavia capace di dare a quella realtà una sua specifica forma. Così, le immagini ispirate ad una nascente scienza della terra diventano utili metafore per costruire relazioni analogiche fra corpi inanimati e corpi umani (Cap. 1: Il teatro della terra); mentre la retorica è oggetto di un intenso studio che vuol dar conto dei suoi effetti sulla massa a seconda dei diversi mezzi di comunicazione in cui viene esercitata (Cap. 2: Il teatro della politica). Lo straordinario potere “formativo” del teatro di Shakespeare viene compreso e abbracciato dal Romanticismo europeo, che attraverso la traduzione, ne diffonde l’effetto presso quelle culture che non avevano ancora elaborato una propria idea di stato-nazione (Cap. 3: La nazione a teatro). Questa efficacissima capacità di “rappresentare formando” viene avvertita anche dai cineasti che l’adattano alla nuova arte per le masse, appropriandosi dei testi shakespeariani per lo schermo, avvertendo al contempo una sorta di ansia dell’influenza nei suoi confronti (Cap. 4: Lo schermo come teatro). Se il teatro di Shakespeare, fatto di linguaggio immaginativo e corporeità in potenza, ha contribuito a forgiare la moderna percezione della realtà è inevitabile che, oggi, nel guardare il mondo vi si scorgano le tracce di Shakespeare. Quelle tracce sembrano volerci condurre ad un Autore, ma la nostra ricerca, districandosi fra diversi mezzi di comunicazione, non ci porterà ad una figura storica quanto piuttosto ad un ventaglio di narrazioni e, infine, ad una moderna figura del mito (Cap. 5: Va in scena l’autore).

Pennacchia, M. (2008). Tracce del moderno nel teatro di Shakespeare. NAPOLI : Edizioni Scientifiche Italiane.

Tracce del moderno nel teatro di Shakespeare

PENNACCHIA, MADDALENA
2008-01-01

Abstract

Shakespeare’s theatre was born in an age of radical change. While the scientific method was spreading throughout Europe and in England an early idea of nation-state was dawning Shakespeare’s theatre became an instrument, as it were, not only to observe and study the modern world but also to give it “its form and pressure”. Metaphors drawn from a nascent science of the earth became useful tools to meaningfully connect inanimate bodies and human bodies (“Chapt. 1: The Theatre of the Earth”). Different forms of communication, including theatre itself, were put under scrutiny in order to discover which was more effective when it came to persuade the “populace”, a subject of the greatest importance for rulers (Chapt. 2: The Theatre of Politics). European Romantics immediately understood the extraordinary capacity of Shakespeare’s theatre in “giving shape” to what it did not exist before, as, for instance, a “national awareness” and they endorsed translations of his dramatic texts in those country that had not developed it yet (Chapt. 3: The Nation at the Theatre). This most peculiar ability to both represent while “giving form” to the world is also what makes of Shakespeare one of the most adapted playwrights for the screen: his imaginative writing fascinated filmmakers who have always payed homage to him while often feeling towards him a sort of anxiety of influence (Chapt. 5: The Screen as a Theatre). Shakespeare helped to make the modern world as it now is, therefore it is inevitable to see his traces all around when we look at that world. But those traces do not lead us to the discovery of an historical figure, quite on the contrary they lead to a host of narratives paving the way for the birth of a modern figure of myth (Chapt. 5: The Author on Stage).
2008
978-88-495-1695-1
Il teatro di Shakespeare nasce in un'epoca di cambiamenti radicali sia sul piano scientifico – con la diffusione in tutta Europa del metodo sperimentale – che sul piano politico, con la progressiva affermazione di una precoce idea di stato-nazione. Esso si presenta pertanto come uno “strumento” di osservazione del mondo che nel mettere come sotto una lente d’ingrandimento la realtà umana è tuttavia capace di dare a quella realtà una sua specifica forma. Così, le immagini ispirate ad una nascente scienza della terra diventano utili metafore per costruire relazioni analogiche fra corpi inanimati e corpi umani (Cap. 1: Il teatro della terra); mentre la retorica è oggetto di un intenso studio che vuol dar conto dei suoi effetti sulla massa a seconda dei diversi mezzi di comunicazione in cui viene esercitata (Cap. 2: Il teatro della politica). Lo straordinario potere “formativo” del teatro di Shakespeare viene compreso e abbracciato dal Romanticismo europeo, che attraverso la traduzione, ne diffonde l’effetto presso quelle culture che non avevano ancora elaborato una propria idea di stato-nazione (Cap. 3: La nazione a teatro). Questa efficacissima capacità di “rappresentare formando” viene avvertita anche dai cineasti che l’adattano alla nuova arte per le masse, appropriandosi dei testi shakespeariani per lo schermo, avvertendo al contempo una sorta di ansia dell’influenza nei suoi confronti (Cap. 4: Lo schermo come teatro). Se il teatro di Shakespeare, fatto di linguaggio immaginativo e corporeità in potenza, ha contribuito a forgiare la moderna percezione della realtà è inevitabile che, oggi, nel guardare il mondo vi si scorgano le tracce di Shakespeare. Quelle tracce sembrano volerci condurre ad un Autore, ma la nostra ricerca, districandosi fra diversi mezzi di comunicazione, non ci porterà ad una figura storica quanto piuttosto ad un ventaglio di narrazioni e, infine, ad una moderna figura del mito (Cap. 5: Va in scena l’autore).
Pennacchia, M. (2008). Tracce del moderno nel teatro di Shakespeare. NAPOLI : Edizioni Scientifiche Italiane.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/183957
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