Si vuole soprattutto riflettere, anche coivolgendo prospettive diverse, su problemi di fondo che, per l’essere umano, sono sempre aperti e irrisolti: i problemi emblematicamente posti, appunto, da Antigone, immortalata nell’omonima tragedia di Sofocle. Antigone, segno di contraddizione – Orfana dello sfortunato Edipo, sorella di due fratelli che si uccidono a vicenda, l’uno tradendo la sua patria, l’altro difendendola, e donna, ma di stirpe regale: Antigone, con la sua regalità e debolezza, si fa carico – e diventa simbolo – di una serie di contraddizioni, che continuano a lacerare l’essere umano e la storia. Come agire, quando la legge della comunità particolare in cui si vive cade in contrasto con un ordine di giustizia universale? Come gestire il conflitto, che si crea in conseguenza a questo contrasto, tra chi esercita il potere e chi decide di attenersi ad una giustizia diversa e più ampia? E come e perché l’essere umano, natura debole e forte insieme, vive di questi conflitti? E infine: come riflettere su questi conflitti, attraverso la poesia, pensando per immagini, o mettando a frutto l’elaborazione etico-politica contemporanea? – Sono domande sempre vive, queste: basti pensare all’opposizione che si crea, in certe comunità, fra la tutela dei diritti umani e le leggi dello stato, o le leggi religiose, particolari; o si consideri la legittimità della pena di morte in società che, per altro verso, si ispirano a ideali di giustizia validi per tutti gli uomini. Si pensi, ancora, alla ricerca di un linguaggio e di uno stile argomentativo, per l’etica, differenti da quelli del discorso scientifico, eppure comunicativi e, a loro modo, esatti. Di tutto ciò il libro si occupa nei capitoli finali. In particolare seguendo un’ indicazione preziosa di Hans Blumemberg che ritiene possibile “mettere al lavoro e alla prova i miti”, per rispondere a nuovi interrogativi e consapevoli dell’impossibilità di una comprensione globale o totale, “le nostre menti non sono predisposte in modo da afferrare con uno sguardo saldo e completo un oggetto linguistico dalle dimensioni dell’Antigone di Sofocle”, tenteremo una lettura frammentaria e prospettica, in cui i vari personaggi, come cifre paradigmatiche, più e più volte, saranno chiamati in causa in una sorta di caleidoscopio simbolico. Ai nostri giorni ci sembra urgente re-interrogare Antigone proprio in uno dei suoi temi centrali: l’individuo di fronte a uno Stato e ad istituzioni più o meno autoritarie: se la città del XX secolo, come afferma Simone Fraisse, è più conflittuale che armonica, il suo equilibrio sarà sempre frutto di tensione tra leggi, norme, usi che si contrappongono: “contestataria per eccellenza Antigone, sempre vinta e sempre risorta, è cifra di ogni chiusura ai despoti e ai carnefici .Nella storia occidentale l’interpretazione del suo atto è inseparabile dalla storia politica degli ultimi due secoli”. L’esigenza di confrontarsi, ancora oggi, con Antigone – Non stupisce, quindi, che da millenni, la figura di Antigone, abbia esercitato un fascino e un influsso grandissimi: su poeti, drammaturghi, letterati; ma anche su filosofi che studiano l’essere umano, la politica e la storia. E non stupisce l’esigenza di confrontarsi, ancora oggi, o forse oggi più che mai, con Antigone. Si può ri cordare il giudizio hegeliano sull’eccellenza dell’Antigone non solo per la consapevolezza del fascino esercitato da questo testo nel corso dei secoli, ma insieme per affermarne il valore di ‘canone’, di paridigma iniziale, da cui deriva in questo mito la capacità di interpellarci ancora: l’Antigone condivide con il lettore di oggi le sorprese, i quesiti irrisolti, il legame tra passato e presente. Tale capacità chiameremo il suo ‘da pensare’. -

Brezzi, F. (2004). Antigone e la philia. Le passioni tra etica e politica. Milano : Franco Angeli.

Antigone e la philia. Le passioni tra etica e politica

BREZZI, Francesca
2004-01-01

Abstract

Si vuole soprattutto riflettere, anche coivolgendo prospettive diverse, su problemi di fondo che, per l’essere umano, sono sempre aperti e irrisolti: i problemi emblematicamente posti, appunto, da Antigone, immortalata nell’omonima tragedia di Sofocle. Antigone, segno di contraddizione – Orfana dello sfortunato Edipo, sorella di due fratelli che si uccidono a vicenda, l’uno tradendo la sua patria, l’altro difendendola, e donna, ma di stirpe regale: Antigone, con la sua regalità e debolezza, si fa carico – e diventa simbolo – di una serie di contraddizioni, che continuano a lacerare l’essere umano e la storia. Come agire, quando la legge della comunità particolare in cui si vive cade in contrasto con un ordine di giustizia universale? Come gestire il conflitto, che si crea in conseguenza a questo contrasto, tra chi esercita il potere e chi decide di attenersi ad una giustizia diversa e più ampia? E come e perché l’essere umano, natura debole e forte insieme, vive di questi conflitti? E infine: come riflettere su questi conflitti, attraverso la poesia, pensando per immagini, o mettando a frutto l’elaborazione etico-politica contemporanea? – Sono domande sempre vive, queste: basti pensare all’opposizione che si crea, in certe comunità, fra la tutela dei diritti umani e le leggi dello stato, o le leggi religiose, particolari; o si consideri la legittimità della pena di morte in società che, per altro verso, si ispirano a ideali di giustizia validi per tutti gli uomini. Si pensi, ancora, alla ricerca di un linguaggio e di uno stile argomentativo, per l’etica, differenti da quelli del discorso scientifico, eppure comunicativi e, a loro modo, esatti. Di tutto ciò il libro si occupa nei capitoli finali. In particolare seguendo un’ indicazione preziosa di Hans Blumemberg che ritiene possibile “mettere al lavoro e alla prova i miti”, per rispondere a nuovi interrogativi e consapevoli dell’impossibilità di una comprensione globale o totale, “le nostre menti non sono predisposte in modo da afferrare con uno sguardo saldo e completo un oggetto linguistico dalle dimensioni dell’Antigone di Sofocle”, tenteremo una lettura frammentaria e prospettica, in cui i vari personaggi, come cifre paradigmatiche, più e più volte, saranno chiamati in causa in una sorta di caleidoscopio simbolico. Ai nostri giorni ci sembra urgente re-interrogare Antigone proprio in uno dei suoi temi centrali: l’individuo di fronte a uno Stato e ad istituzioni più o meno autoritarie: se la città del XX secolo, come afferma Simone Fraisse, è più conflittuale che armonica, il suo equilibrio sarà sempre frutto di tensione tra leggi, norme, usi che si contrappongono: “contestataria per eccellenza Antigone, sempre vinta e sempre risorta, è cifra di ogni chiusura ai despoti e ai carnefici .Nella storia occidentale l’interpretazione del suo atto è inseparabile dalla storia politica degli ultimi due secoli”. L’esigenza di confrontarsi, ancora oggi, con Antigone – Non stupisce, quindi, che da millenni, la figura di Antigone, abbia esercitato un fascino e un influsso grandissimi: su poeti, drammaturghi, letterati; ma anche su filosofi che studiano l’essere umano, la politica e la storia. E non stupisce l’esigenza di confrontarsi, ancora oggi, o forse oggi più che mai, con Antigone. Si può ri cordare il giudizio hegeliano sull’eccellenza dell’Antigone non solo per la consapevolezza del fascino esercitato da questo testo nel corso dei secoli, ma insieme per affermarne il valore di ‘canone’, di paridigma iniziale, da cui deriva in questo mito la capacità di interpellarci ancora: l’Antigone condivide con il lettore di oggi le sorprese, i quesiti irrisolti, il legame tra passato e presente. Tale capacità chiameremo il suo ‘da pensare’. -
8846456696
Brezzi, F. (2004). Antigone e la philia. Le passioni tra etica e politica. Milano : Franco Angeli.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/183995
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