O andar é um ato cognitivo e criativo capaz de transformar simbólica e fisicamente tanto o espaço natural como o antrópico. Este livro narra uma história da percepção da paisagem através do ato de caminhar: do nomadismo primitivo às vanguardas artísticas do começo do século xx, da Internacional Letrista à Internacional Situacionista, do minimalismo à land art, Francesco Careri revisa algumas das propostas históricas que conceberam o ato de deambular não só como uma ferramenta de configuração da paisagem, mas como uma forma autônoma de arte, um instrumento estético de conhecimento e de modificação física do espaço atravessado, que se transforma em intervenção humana. Pela primeira vez é publicado em português o clássico de Careri, baseado na segunda edição do original, incluindo um epílogo do próprio autor em que este faz um balanço da trajetória do livro desde sua primeira edição em 2002.

This is the portugaise translation of the original text published in English and Spanish by Editorial Gustavo Gili of Barcelona. The books cross different moment of the history of the walking man. The act of crossing space stems from the natural necessity to move to find the food and information required for survival. But once these basic needs have been satisfied, walking takes on a symbolic form that has enabled man to dwell in the world. By modifying the sense of the space crossed, walking becomes man’s first aesthetic act, penetrating the territories of chaos, constructing an order on which to develop the architecture of situated objects. Walking is an art from whose loins spring the menhir, sculpture, architecture, landscape. This simple action has given rise to the most important relationships man has established with the land, the territory. This is the perspective in which we have taken a deeper look at three important moments of passage in art history —all absolutely familiar to historians— in which an experience linked to walking represented a turning point. These are the passages from Dada to Surrealism (1921-1924), from the Lettrist International to the Situationist International (1956-1957) and from Minimal Art to Land Art (1966-1967). Analyzing these episodes we simultaneously obtain a history of the roamed city that goes from the banal city of Dada to the entropic city of Smithson, passing through the unconscious and oneiric city of the Surrealists and the playful and nomadic city of the Situationists. What the rovings of the artists discover is a liquid city, an amniotic fluid where the spaces of the elsewhere take spontaneous form, an urban archipelago in which to navigate by drifting. A city in which the spaces of staying are the islands in the great sea formed by the space of going.

Si tratta della traduzione portoghese del testo originale del libro che era stato pubblicato quattro anni prima in inglese e spagnolo dalla Editorial Gustavo Gili di Barcellona. Il libro attraversa diversi momenti della storia dell’uomo che cammina. L'atto di attraversare lo spazio nasce dal bisogno naturale di muoversi per reperire il cibo e le informazioni necessarie alla propria sopravvivenza. Ma una volta soddisfatte le esigenze primarie il camminare si è trasformato in forma simbolica che ha permesso all'uomo di abitare il mondo. Modificando i significati dello spazio attraversato, il percorso è stato la prima azione estetica che ha penetrato i territori del caos costruendovi un nuovo ordine sul quale si è sviluppata l'architettura degli oggetti situati. Il camminare è un'arte che porta in grembo il menhir, la scultura, l'architettura e il paesaggio. Da questa semplice azione si sono sviluppate le più importanti relazioni che l'uomo intesse con il territorio. È in questa prospettiva che sono stati approfonditi tre importanti momenti di passaggio della storia dell’arte - tutti assolutamente noti agli storici - che hanno avuto come punto di svolta un'esperienza legata al camminare. Si tratta dei passaggi dal dadaismo al surrealismo (1921-24), dall’Internazionale Lettrista all'Internazionale Situazionista (1956-57) e dal minimalismo alla land art (1966-67). Analizzando questi episodi si ottiene simultaneamente una storia della città percorsa che va dalla città banale di Dada alla città entropica di Smithson, passando per la città inconscia e onirica dei surrealisti e per quella ludica e nomade dei situazionisti. Quella che viene scoperta dalle erranze degli artisti è una città liquida, un liquido amniotico dove si formano spontaneamente gli spazi dell’altrove, un arcipelago urbano da navigare andando alla deriva. Una città in cui gli spazi dello stare sono le isole del grande mare formato dallo spazio dell’andare.

Careri, F. (2013). Walkscapes. O caminhar como prática estética. Sao Paulo : Editora G. Gili.

Walkscapes. O caminhar como prática estética

CARERI, FRANCESCO
2013-01-01

Abstract

O andar é um ato cognitivo e criativo capaz de transformar simbólica e fisicamente tanto o espaço natural como o antrópico. Este livro narra uma história da percepção da paisagem através do ato de caminhar: do nomadismo primitivo às vanguardas artísticas do começo do século xx, da Internacional Letrista à Internacional Situacionista, do minimalismo à land art, Francesco Careri revisa algumas das propostas históricas que conceberam o ato de deambular não só como uma ferramenta de configuração da paisagem, mas como uma forma autônoma de arte, um instrumento estético de conhecimento e de modificação física do espaço atravessado, que se transforma em intervenção humana. Pela primeira vez é publicado em português o clássico de Careri, baseado na segunda edição do original, incluindo um epílogo do próprio autor em que este faz um balanço da trajetória do livro desde sua primeira edição em 2002.
978-85-65985-16-1
Si tratta della traduzione portoghese del testo originale del libro che era stato pubblicato quattro anni prima in inglese e spagnolo dalla Editorial Gustavo Gili di Barcellona. Il libro attraversa diversi momenti della storia dell’uomo che cammina. L'atto di attraversare lo spazio nasce dal bisogno naturale di muoversi per reperire il cibo e le informazioni necessarie alla propria sopravvivenza. Ma una volta soddisfatte le esigenze primarie il camminare si è trasformato in forma simbolica che ha permesso all'uomo di abitare il mondo. Modificando i significati dello spazio attraversato, il percorso è stato la prima azione estetica che ha penetrato i territori del caos costruendovi un nuovo ordine sul quale si è sviluppata l'architettura degli oggetti situati. Il camminare è un'arte che porta in grembo il menhir, la scultura, l'architettura e il paesaggio. Da questa semplice azione si sono sviluppate le più importanti relazioni che l'uomo intesse con il territorio. È in questa prospettiva che sono stati approfonditi tre importanti momenti di passaggio della storia dell’arte - tutti assolutamente noti agli storici - che hanno avuto come punto di svolta un'esperienza legata al camminare. Si tratta dei passaggi dal dadaismo al surrealismo (1921-24), dall’Internazionale Lettrista all'Internazionale Situazionista (1956-57) e dal minimalismo alla land art (1966-67). Analizzando questi episodi si ottiene simultaneamente una storia della città percorsa che va dalla città banale di Dada alla città entropica di Smithson, passando per la città inconscia e onirica dei surrealisti e per quella ludica e nomade dei situazionisti. Quella che viene scoperta dalle erranze degli artisti è una città liquida, un liquido amniotico dove si formano spontaneamente gli spazi dell’altrove, un arcipelago urbano da navigare andando alla deriva. Una città in cui gli spazi dello stare sono le isole del grande mare formato dallo spazio dell’andare.
This is the portugaise translation of the original text published in English and Spanish by Editorial Gustavo Gili of Barcelona. The books cross different moment of the history of the walking man. The act of crossing space stems from the natural necessity to move to find the food and information required for survival. But once these basic needs have been satisfied, walking takes on a symbolic form that has enabled man to dwell in the world. By modifying the sense of the space crossed, walking becomes man’s first aesthetic act, penetrating the territories of chaos, constructing an order on which to develop the architecture of situated objects. Walking is an art from whose loins spring the menhir, sculpture, architecture, landscape. This simple action has given rise to the most important relationships man has established with the land, the territory. This is the perspective in which we have taken a deeper look at three important moments of passage in art history —all absolutely familiar to historians— in which an experience linked to walking represented a turning point. These are the passages from Dada to Surrealism (1921-1924), from the Lettrist International to the Situationist International (1956-1957) and from Minimal Art to Land Art (1966-1967). Analyzing these episodes we simultaneously obtain a history of the roamed city that goes from the banal city of Dada to the entropic city of Smithson, passing through the unconscious and oneiric city of the Surrealists and the playful and nomadic city of the Situationists. What the rovings of the artists discover is a liquid city, an amniotic fluid where the spaces of the elsewhere take spontaneous form, an urban archipelago in which to navigate by drifting. A city in which the spaces of staying are the islands in the great sea formed by the space of going.
Careri, F. (2013). Walkscapes. O caminhar como prática estética. Sao Paulo : Editora G. Gili.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/184846
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