Scopo del lavoro è l’esame dell’evoluzione dell’itinerario che porta i moderati, e in modo particolare i cattolici, ad affermare, alla metà degli anni Cinquanta, il proprio protagonismo resistenziale. La lettura della Resistenza sub specie etico–religiosa consentì di rappresentare il mondo cattolico come un soggetto allo stesso tempo pienamente nazionale e democratico e lavare così la macchia delle modalità con cui era avvenuta la ricomposizione della lacerazione tra appartenenza religiosa e appartenenza nazionale, ricomposizione realizzatasi tramite i sigilli dei Patti lateranensi con cui regime fascista e Santa Sede avevano chiuso la questione romana. Per la comprensione delle concrete modalità con cui i cattolici inserirono nel proprio patrimonio storico il fenomeno resistenziale si è ritenuto utile rivolgere in modo particolare l’attenzione all'uso politico che essi, soprattutto sulla carta stampata, fecero dell'universo simbolico, uso politico che si rivelò essere una vera e propria risorsa nella lotta per il potere nonché passaggio obbligato per la costruzione della hobsbawmiana «invenzione della tradizione». Da ultimo il volume si incarica di segnalare come la lettura morale ed etico–religiosa della Resistenza degli anni Cinquanta, recuperata in sede storica fin dagli anni Novanta allo scopo di continuare ad assegnare alla liberazione il valore di senso politico fondante della Nazione, si riveli scarsamente feconda ai fini di una maggiore penetrazione della realtà storica e rappresenti un serio rischio per l'autonomia della ricerca scientifica

TEDESCO L (2007). La Resistenza ritrovata. Interpretazione etico-religiosa, guerra dei simboli e uso pubblico della storia. ROMA : Aracne.

La Resistenza ritrovata. Interpretazione etico-religiosa, guerra dei simboli e uso pubblico della storia

TEDESCO, LUCA
2007

Abstract

Scopo del lavoro è l’esame dell’evoluzione dell’itinerario che porta i moderati, e in modo particolare i cattolici, ad affermare, alla metà degli anni Cinquanta, il proprio protagonismo resistenziale. La lettura della Resistenza sub specie etico–religiosa consentì di rappresentare il mondo cattolico come un soggetto allo stesso tempo pienamente nazionale e democratico e lavare così la macchia delle modalità con cui era avvenuta la ricomposizione della lacerazione tra appartenenza religiosa e appartenenza nazionale, ricomposizione realizzatasi tramite i sigilli dei Patti lateranensi con cui regime fascista e Santa Sede avevano chiuso la questione romana. Per la comprensione delle concrete modalità con cui i cattolici inserirono nel proprio patrimonio storico il fenomeno resistenziale si è ritenuto utile rivolgere in modo particolare l’attenzione all'uso politico che essi, soprattutto sulla carta stampata, fecero dell'universo simbolico, uso politico che si rivelò essere una vera e propria risorsa nella lotta per il potere nonché passaggio obbligato per la costruzione della hobsbawmiana «invenzione della tradizione». Da ultimo il volume si incarica di segnalare come la lettura morale ed etico–religiosa della Resistenza degli anni Cinquanta, recuperata in sede storica fin dagli anni Novanta allo scopo di continuare ad assegnare alla liberazione il valore di senso politico fondante della Nazione, si riveli scarsamente feconda ai fini di una maggiore penetrazione della realtà storica e rappresenti un serio rischio per l'autonomia della ricerca scientifica
978-88-548-1258-1
TEDESCO L (2007). La Resistenza ritrovata. Interpretazione etico-religiosa, guerra dei simboli e uso pubblico della storia. ROMA : Aracne.
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