Nella tradizione medievale il nome di Riccardo di San Vittore è legato alla fenomenologia dell’"excessus mentis" e alle modalità di rappresentazione del divino: lo stesso Dante lo definisce, nel decimo canto del Paradiso, colui che «a considerar fu più che viro». Il volume indaga la presenza, diretta e indiretta, del teologo nella "Commedia", attraverso l’analisi dei luoghi più densi di contiguità con le sue opere. Si illumina così il contributo del pensiero di Riccardo alla definizione di temi centrali nel poema: il rapporto tra immaginazione, allegoria e creazione poetica; quello tra affetti e libero arbitrio. I suoi testi si rivelano i mediatori diuna serie di potenti immagini metaforiche e allegoriche, intorno alle quali è plasmata l’alta visione del viaggio ultramondano: accanto ai due trattati più noti di Riccardo, il "Benjamin minor" e il "Benjamin maior", appare fondamentale il ruolo del "De erudizione hominis interioris", da rimeritare anche in relazione alla teoria della visione formulata nei paragrafi finali dell’"Epistola a Cangrande". Nel complesso emerge l’importanza del metodo vittorino dell’«esegesi visiva» – tecnica di edificazione spirituale fondata sulla ‘visualizzazione’ dinamica del testo sacro – per la struttura del grande theatrum memoriae rappresentato nel poema dantesco.

MOCAN M (2012). L'Arca della mente. Riccardo di San Vittore nella "Commedia" di Dante. Firenze : Leo S. Olschki.

L'Arca della mente. Riccardo di San Vittore nella "Commedia" di Dante

MOCAN, MIRA VERONICA
2012

Abstract

Nella tradizione medievale il nome di Riccardo di San Vittore è legato alla fenomenologia dell’"excessus mentis" e alle modalità di rappresentazione del divino: lo stesso Dante lo definisce, nel decimo canto del Paradiso, colui che «a considerar fu più che viro». Il volume indaga la presenza, diretta e indiretta, del teologo nella "Commedia", attraverso l’analisi dei luoghi più densi di contiguità con le sue opere. Si illumina così il contributo del pensiero di Riccardo alla definizione di temi centrali nel poema: il rapporto tra immaginazione, allegoria e creazione poetica; quello tra affetti e libero arbitrio. I suoi testi si rivelano i mediatori diuna serie di potenti immagini metaforiche e allegoriche, intorno alle quali è plasmata l’alta visione del viaggio ultramondano: accanto ai due trattati più noti di Riccardo, il "Benjamin minor" e il "Benjamin maior", appare fondamentale il ruolo del "De erudizione hominis interioris", da rimeritare anche in relazione alla teoria della visione formulata nei paragrafi finali dell’"Epistola a Cangrande". Nel complesso emerge l’importanza del metodo vittorino dell’«esegesi visiva» – tecnica di edificazione spirituale fondata sulla ‘visualizzazione’ dinamica del testo sacro – per la struttura del grande theatrum memoriae rappresentato nel poema dantesco.
978-88-222-6188-5
MOCAN M (2012). L'Arca della mente. Riccardo di San Vittore nella "Commedia" di Dante. Firenze : Leo S. Olschki.
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