Questo libro vuole offrire al lettore argomentazioni e riflessioni sui problemi etici e giuridici (inizio e fine vita, sperimentazione, ricerca scientifica, ecc.) suscitati dallo sviluppo sempre più accelerato della moderna biomedicina e biotecnologia. La scienza appare interessata non solo a curare un ordine perturbato, ma anche a modificare un ordine naturale, tanto da far ritenere che l’uomo del terzo millennio, grazie ad essa, possa sfuggire ad una predeterminazione fatale dell’accadere e rivendicare un diritto all’antidestino. La nascita artificiale e la dolce morte segnano l’inizio e la fine di una vicenda esistenziale in cui l’uomo si eleva allo stadio di vero signore e padrone della natura, così da sancire l’eclissi della post-modernità e l’inizio di una bio-ecoreligione finalizzata alla salute perfetta. Lungo questo crinale, dunque, all’uomo di oggi si ripropone il problema antico della salvaguardia della propria identità, dignità, libertà e della uguaglianza formale di sé con gli altri uomini. La questione, allora, dell’opportunità e dei limiti di un intervento del legislatore nell’ambito delle biotecnologie occupa un posto primario nel dibattito contenuto nel volume, che tiene altresì conto delle scelte e dell’esperienza legislativa e giurisprudenziale non solo del nostro Paese, ma anche di quelle europee e nordamericane. Il volume è articolato in cinque capitoli. Nel primo vengono esaminate le diverse tesi contrarie o favorevoli all’intervento legislativo nel campo delle biotecnologie e pertanto vengono messi a confronto modelli etici e legislativi che muovono da posizioni ora più “individualiste” e “libertarie” ora più “personaliste” preoccupate di tutelare i diritti fondamentali e i principi costituzionali dei ciascun Paese. Nel secondo capitolo si vuole tracciare da un punto di vista generale una cornice giuridica per assicurare nel campo delle biotecnologie un ordine pubblico, anche minimo. Pertanto vengono illustrati diversi criteri normativi: - il necessario riesame dei meccanismi istituzionali e comunicativi attraverso i quali le questioni giuridiche sulla ricerca biomedica vengono dibattute, anche nell’ottica della sua evoluzione e del processo di globalizzazione in atto; - l’elaborazione di norme, anche meramente primarie, che permettano di dare indicazioni certe ed efficaci sulla legittimità della ricerca biotecnologica e sulle sue applicazioni in campo medico, alimentare, ambientale, industriale; - l’introduzione di nuove forme di mediazione tra scienza e società, tenuto conto della trasformazione e crescita che i diritti fondamenti hanno subito in tempi recenti. Nel terzo capitolo si discute intorno al riconoscimento dello statuto dell’embrione in considerazione degli orientamenti filosofici e di quelli giuridici. Ne consegue anche una ampia riflessione nei confronti della ricerca sull’embrione e di conseguenza sulle cellule staminali embrionali, mettendo a confronto interrogativi morali sollevati nell’ambito di un “trattamento strettamente terapeutico”, finalizzato al beneficio dell’embrione stesso, o di una “ricerca non terapeutica” che ha per obiettivo la conoscenza scientifica, indipendentemente dal beneficio che uno specifico embrione ne ricava. Nel quarto capitolo vengono prese in considerazione le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), discutendo le problematiche che questa solleva e raffrontando molteplici soluzioni normative, spesso in contrasto tra loro, e le ragioni etiche e giuridiche che le giustificano. Una particolare attenzione critica viene riservata alla legge 40/2004 che ha regolamentato la PMA in Italia e le modifiche che questa ha subito attraverso gli interventi giurisprudenziali e quelli più ricostruttivi della Corte costituzionale. Il capitolo quinto esamina le scelte etiche e giuridiche di fine vita, tenendo conto delle diverse correnti di pensiero che muovono da principi contrapposti: la vita come bene indisponibile; la vita come valore proprio dell’individuo e pertanto prevalentemente rimessa alla propria autonomia. Si discutono in specie le problematiche concernenti l’eutanasia, il rapporto medico-paziente, il consenso/dissenso al trattamento terapeutico, la “voce” dell’incapace e le dichiarazioni anticipate di trattamento. Questa analisi tiene conto della nostra normativa e della nostra giurisprudenza che è intervenuta in occasione delle vicende Welby ed Englaro. Il testo è corredato da riferimenti normativi nazionali ed internazionali; da un glossario e dall’indice dei nomi.

D'Avack, L. (2009). Verso un antidestino. Biotecnologie e scelte di vita. TORINO : Giappichelli.

Verso un antidestino. Biotecnologie e scelte di vita

D'AVACK, Lorenzo
2009-01-01

Abstract

Questo libro vuole offrire al lettore argomentazioni e riflessioni sui problemi etici e giuridici (inizio e fine vita, sperimentazione, ricerca scientifica, ecc.) suscitati dallo sviluppo sempre più accelerato della moderna biomedicina e biotecnologia. La scienza appare interessata non solo a curare un ordine perturbato, ma anche a modificare un ordine naturale, tanto da far ritenere che l’uomo del terzo millennio, grazie ad essa, possa sfuggire ad una predeterminazione fatale dell’accadere e rivendicare un diritto all’antidestino. La nascita artificiale e la dolce morte segnano l’inizio e la fine di una vicenda esistenziale in cui l’uomo si eleva allo stadio di vero signore e padrone della natura, così da sancire l’eclissi della post-modernità e l’inizio di una bio-ecoreligione finalizzata alla salute perfetta. Lungo questo crinale, dunque, all’uomo di oggi si ripropone il problema antico della salvaguardia della propria identità, dignità, libertà e della uguaglianza formale di sé con gli altri uomini. La questione, allora, dell’opportunità e dei limiti di un intervento del legislatore nell’ambito delle biotecnologie occupa un posto primario nel dibattito contenuto nel volume, che tiene altresì conto delle scelte e dell’esperienza legislativa e giurisprudenziale non solo del nostro Paese, ma anche di quelle europee e nordamericane. Il volume è articolato in cinque capitoli. Nel primo vengono esaminate le diverse tesi contrarie o favorevoli all’intervento legislativo nel campo delle biotecnologie e pertanto vengono messi a confronto modelli etici e legislativi che muovono da posizioni ora più “individualiste” e “libertarie” ora più “personaliste” preoccupate di tutelare i diritti fondamentali e i principi costituzionali dei ciascun Paese. Nel secondo capitolo si vuole tracciare da un punto di vista generale una cornice giuridica per assicurare nel campo delle biotecnologie un ordine pubblico, anche minimo. Pertanto vengono illustrati diversi criteri normativi: - il necessario riesame dei meccanismi istituzionali e comunicativi attraverso i quali le questioni giuridiche sulla ricerca biomedica vengono dibattute, anche nell’ottica della sua evoluzione e del processo di globalizzazione in atto; - l’elaborazione di norme, anche meramente primarie, che permettano di dare indicazioni certe ed efficaci sulla legittimità della ricerca biotecnologica e sulle sue applicazioni in campo medico, alimentare, ambientale, industriale; - l’introduzione di nuove forme di mediazione tra scienza e società, tenuto conto della trasformazione e crescita che i diritti fondamenti hanno subito in tempi recenti. Nel terzo capitolo si discute intorno al riconoscimento dello statuto dell’embrione in considerazione degli orientamenti filosofici e di quelli giuridici. Ne consegue anche una ampia riflessione nei confronti della ricerca sull’embrione e di conseguenza sulle cellule staminali embrionali, mettendo a confronto interrogativi morali sollevati nell’ambito di un “trattamento strettamente terapeutico”, finalizzato al beneficio dell’embrione stesso, o di una “ricerca non terapeutica” che ha per obiettivo la conoscenza scientifica, indipendentemente dal beneficio che uno specifico embrione ne ricava. Nel quarto capitolo vengono prese in considerazione le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), discutendo le problematiche che questa solleva e raffrontando molteplici soluzioni normative, spesso in contrasto tra loro, e le ragioni etiche e giuridiche che le giustificano. Una particolare attenzione critica viene riservata alla legge 40/2004 che ha regolamentato la PMA in Italia e le modifiche che questa ha subito attraverso gli interventi giurisprudenziali e quelli più ricostruttivi della Corte costituzionale. Il capitolo quinto esamina le scelte etiche e giuridiche di fine vita, tenendo conto delle diverse correnti di pensiero che muovono da principi contrapposti: la vita come bene indisponibile; la vita come valore proprio dell’individuo e pertanto prevalentemente rimessa alla propria autonomia. Si discutono in specie le problematiche concernenti l’eutanasia, il rapporto medico-paziente, il consenso/dissenso al trattamento terapeutico, la “voce” dell’incapace e le dichiarazioni anticipate di trattamento. Questa analisi tiene conto della nostra normativa e della nostra giurisprudenza che è intervenuta in occasione delle vicende Welby ed Englaro. Il testo è corredato da riferimenti normativi nazionali ed internazionali; da un glossario e dall’indice dei nomi.
978-88-348-8776-9
D'Avack, L. (2009). Verso un antidestino. Biotecnologie e scelte di vita. TORINO : Giappichelli.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/188565
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