Una delle questioni rilevanti che le aree metropolitane di molti paesi si trovano ad affrontare è rappresentata dalla presenza, al loro interno, di zone in cui si determina una forte concentrazione di problemi di natura economica, sociale, urbanistica, ambientale. In sintesi le periferie urbane più svantaggiate sperimentano una considerevole deprivazione multipla in diversi ambiti quali la disoccupazione, la povertà, gli scarsi livelli di qualificazione professionale, l’analfabetismo di ritorno, la depressione, la stigmatizzazione negativa dell’immagine del quartiere. Il corollario di tale processo è lo sviluppo del fenomeno dell’entropia urbana in cui si assiste ad un’estensione e ad una dilatazione della città nelle campagne. Negli ultimi tempi, infatti, le periferie delle città europee si allargano fino ad inglobare i molti paesi ed i tanti territori della cintura che una volta erano distinti dal centro. E’ rilevante notare come nella trama di relazioni e di flussi, che scavalcano le vecchie demarcazioni città/campagna, le idee, le persone e le merci si muovano in uno spazio diventato entropico ed irriconoscibile, con identità labili e frammentate . In genere questi contesti periferici rappresentano il milieu dove si producono povertà e subordinazioni culturali creando sempre più spesso contesti marginali in cui i giovani appaiano essere tra le categorie sociali più vulnerabili.Nel presente articolo, partendo dalla definizione del concetto di marginalità si ridefinisce in rapporto alle nuove, e a volte inedite, emergenze sociali scaturite all’interno della società complessa e post-moderna. Si intende così dar concretezza alla questione della marginalità giovanile vista sempre più come fenomeno multidimensionale in cui acquistano un peso rilevante le dimensioni culturali, relazionali ed emotive oltre ovviamente a quelle classiche strettamente connesse agli aspetti economici e produttivi. In questa prospettiva la marginalità giovanile spesso rappresenta una situazione sociale in cui si sovrappongono vecchie e nuove forme di malessere che possono nascere da condizione di povertà materiale, da forme di esclusione legate all’emigrazione, da deficit informativo, culturale, relazionale oppure dal mancato soddisfacimento di bisogni tipicamente post-moderni In secondo luogo viene proposta una riflessione teorica in merito ai modelli di intervento educativi e sociali rivolti ai giovani in condizione di marginalità nelle aree periferiche e degradate.

GIARDIELLO MAURO (2006). Giovani e Marginalità nella società contemporanea.

Giovani e Marginalità nella società contemporanea

GIARDIELLO, MAURO
2006

Abstract

Una delle questioni rilevanti che le aree metropolitane di molti paesi si trovano ad affrontare è rappresentata dalla presenza, al loro interno, di zone in cui si determina una forte concentrazione di problemi di natura economica, sociale, urbanistica, ambientale. In sintesi le periferie urbane più svantaggiate sperimentano una considerevole deprivazione multipla in diversi ambiti quali la disoccupazione, la povertà, gli scarsi livelli di qualificazione professionale, l’analfabetismo di ritorno, la depressione, la stigmatizzazione negativa dell’immagine del quartiere. Il corollario di tale processo è lo sviluppo del fenomeno dell’entropia urbana in cui si assiste ad un’estensione e ad una dilatazione della città nelle campagne. Negli ultimi tempi, infatti, le periferie delle città europee si allargano fino ad inglobare i molti paesi ed i tanti territori della cintura che una volta erano distinti dal centro. E’ rilevante notare come nella trama di relazioni e di flussi, che scavalcano le vecchie demarcazioni città/campagna, le idee, le persone e le merci si muovano in uno spazio diventato entropico ed irriconoscibile, con identità labili e frammentate . In genere questi contesti periferici rappresentano il milieu dove si producono povertà e subordinazioni culturali creando sempre più spesso contesti marginali in cui i giovani appaiano essere tra le categorie sociali più vulnerabili.Nel presente articolo, partendo dalla definizione del concetto di marginalità si ridefinisce in rapporto alle nuove, e a volte inedite, emergenze sociali scaturite all’interno della società complessa e post-moderna. Si intende così dar concretezza alla questione della marginalità giovanile vista sempre più come fenomeno multidimensionale in cui acquistano un peso rilevante le dimensioni culturali, relazionali ed emotive oltre ovviamente a quelle classiche strettamente connesse agli aspetti economici e produttivi. In questa prospettiva la marginalità giovanile spesso rappresenta una situazione sociale in cui si sovrappongono vecchie e nuove forme di malessere che possono nascere da condizione di povertà materiale, da forme di esclusione legate all’emigrazione, da deficit informativo, culturale, relazionale oppure dal mancato soddisfacimento di bisogni tipicamente post-moderni In secondo luogo viene proposta una riflessione teorica in merito ai modelli di intervento educativi e sociali rivolti ai giovani in condizione di marginalità nelle aree periferiche e degradate.
GIARDIELLO MAURO (2006). Giovani e Marginalità nella società contemporanea.
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