Attraverso un excursus storico-letterario l’articolo dimostra innanzi tutto come la tematica del mare, per la sua complessità e la sua sostanziale “indicibilità” ed estraneità per l’essere umano, sia da sempre stata oggetto di rappresentazioni testuali che rendessero questo elemento “pensabile”, motivo di confluenza di intertestualità molteplici. Queste rappresentazioni del mare in continua evoluzione, trasformazione e stratificazione, mostrano un rapporto biunivoco con i comportamenti nel mondo reale, tanto individuali che collettivi, venendone condizionate e condizionando a loro volta l’azione umana sul mondo. Ad esemplificazione di questa riflessione generale, sono analizzati testi di area francese e francofona a partire dagli anni della decolonizzazione in cui la rappresentazione del mare si accompagna alla pratica della navigazione, all’utopia di un modo in cui le frontiere – geopolitiche e mentali – vengano progressivamente abbattute, a pratiche sociali di emulazione , di azione e di educazione in direzione della medesima utopia. L’articolo formula infine l’ipotesi che, per le ragioni strutturali espresse precedentemente, la tematica marina possa essere un valido supporto, in ambito educativo , al conseguimento degli obiettivi auspicati da Edgar Morin con il concetto di una “testa ben fatta” e conseguentemente alle indicazioni europee di integrazione dei saperi e delle competenze che si sono almeno in parte ispirate a questi principi.

Geat, M. (2015). Mare e testualità. Per un contributo nella prospettiva educativa della “tête bien faite” .. In V.D. Marina Geat (a cura di), LA MER EN TEXTE, LA MER EN CLASSE. Réflexions littéraires et didactiques autour du sujet marin dans des écoles en Italie et en France. (pp. 37-78). Roma : Aracne.

Mare e testualità. Per un contributo nella prospettiva educativa della “tête bien faite” .

GEAT, MARINA
2015

Abstract

Attraverso un excursus storico-letterario l’articolo dimostra innanzi tutto come la tematica del mare, per la sua complessità e la sua sostanziale “indicibilità” ed estraneità per l’essere umano, sia da sempre stata oggetto di rappresentazioni testuali che rendessero questo elemento “pensabile”, motivo di confluenza di intertestualità molteplici. Queste rappresentazioni del mare in continua evoluzione, trasformazione e stratificazione, mostrano un rapporto biunivoco con i comportamenti nel mondo reale, tanto individuali che collettivi, venendone condizionate e condizionando a loro volta l’azione umana sul mondo. Ad esemplificazione di questa riflessione generale, sono analizzati testi di area francese e francofona a partire dagli anni della decolonizzazione in cui la rappresentazione del mare si accompagna alla pratica della navigazione, all’utopia di un modo in cui le frontiere – geopolitiche e mentali – vengano progressivamente abbattute, a pratiche sociali di emulazione , di azione e di educazione in direzione della medesima utopia. L’articolo formula infine l’ipotesi che, per le ragioni strutturali espresse precedentemente, la tematica marina possa essere un valido supporto, in ambito educativo , al conseguimento degli obiettivi auspicati da Edgar Morin con il concetto di una “testa ben fatta” e conseguentemente alle indicazioni europee di integrazione dei saperi e delle competenze che si sono almeno in parte ispirate a questi principi.
978-88-548-9118-0
Geat, M. (2015). Mare e testualità. Per un contributo nella prospettiva educativa della “tête bien faite” .. In V.D. Marina Geat (a cura di), LA MER EN TEXTE, LA MER EN CLASSE. Réflexions littéraires et didactiques autour du sujet marin dans des écoles en Italie et en France. (pp. 37-78). Roma : Aracne.
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