È stato giustamente osservato (Trifone 1995, p. 232) come soltanto con Goldoni si possa identificare un superamento del «parlato in maschera», che a partire dall’Improvvisa aveva qualificato per due secoli la lingua della commedia italiana, e all’ideazione di un modello comunicativo più sottilmente incisivo, che con maggior verosimiglianza si approssimasse a una simulazione teatrale di parlato. La creazione, da parte del grande veneziano, di personaggi nuovi ispirati alla realtà sociale settecentesca e portatori di comiche debolezze, di personalità emblematiche ben più complesse, realistiche e originali delle maschere tradizionali andò di pari passo con la rinunzia agli schematismi e ai facili effetti della commedia a soggetto, alla prevedibilità degli intrecci e del repertorio dei comici improvvisatori e, sul versante linguistico, alla tipizzazione idiomatica dei personaggi: tipizzazione che, nel tempo, era stata vieppiù assolutizzata, irrigidita e codificata in tipi linguistici fortemente ripetitivi e palesemente fittizi. Ciononostante, com’è risaputo, nel porre mano alla sua riforma Goldoni fu saggiamente conciliante, anche in fatto di lingua e stile: preferì assorbire e reinterpretare i motivi vitali della Commedia dell’Arte, abolendo gradualmente le maschere e allineandosi parzialmente, soprattutto nelle opere d’esordio, agli schemi canonici del genere comico che prescrivevano una stereotipata caratterizzazione linguistica dei personaggi. Il saggio intende soffermarsi su un particolare aspetto della poetica goldoniana, l’identità linguistica, sociale e psicologica del personaggio nelle commedie dei primi anni. Scopo dell’analisi è verificarne un eventuale percorso evolutivo rispetto alla commedia cinque-seicentesca. La scelta ricadrà su tre noti lavori composti nel decennio 1743-1753: "La donna di garbo", "L’uomo prudente" e "La bottega del caffè". Pioneristica la prima, impegnata nella critica di costume la seconda, appartenente al gruppo delle sedici commedie nuove del 1750 la terza, queste tre commedie presentano, come vedremo, elementi d’innovazione e di regresso, che lasciano comunque intravvedere la progressiva, eppur cauta maturazione del personaggio goldoniano da maschera a carattere.

Consales, I. (2015). L’identità linguistica e socio-culturale del personaggio goldoniano: tre commedie. In laura Mariottini (a cura di), Identità e discorsi. Studi offerti a Franca Orletti (pp. 139-160). Roma : Roma TrE-Press.

L’identità linguistica e socio-culturale del personaggio goldoniano: tre commedie

CONSALES, ILDE
2015

Abstract

È stato giustamente osservato (Trifone 1995, p. 232) come soltanto con Goldoni si possa identificare un superamento del «parlato in maschera», che a partire dall’Improvvisa aveva qualificato per due secoli la lingua della commedia italiana, e all’ideazione di un modello comunicativo più sottilmente incisivo, che con maggior verosimiglianza si approssimasse a una simulazione teatrale di parlato. La creazione, da parte del grande veneziano, di personaggi nuovi ispirati alla realtà sociale settecentesca e portatori di comiche debolezze, di personalità emblematiche ben più complesse, realistiche e originali delle maschere tradizionali andò di pari passo con la rinunzia agli schematismi e ai facili effetti della commedia a soggetto, alla prevedibilità degli intrecci e del repertorio dei comici improvvisatori e, sul versante linguistico, alla tipizzazione idiomatica dei personaggi: tipizzazione che, nel tempo, era stata vieppiù assolutizzata, irrigidita e codificata in tipi linguistici fortemente ripetitivi e palesemente fittizi. Ciononostante, com’è risaputo, nel porre mano alla sua riforma Goldoni fu saggiamente conciliante, anche in fatto di lingua e stile: preferì assorbire e reinterpretare i motivi vitali della Commedia dell’Arte, abolendo gradualmente le maschere e allineandosi parzialmente, soprattutto nelle opere d’esordio, agli schemi canonici del genere comico che prescrivevano una stereotipata caratterizzazione linguistica dei personaggi. Il saggio intende soffermarsi su un particolare aspetto della poetica goldoniana, l’identità linguistica, sociale e psicologica del personaggio nelle commedie dei primi anni. Scopo dell’analisi è verificarne un eventuale percorso evolutivo rispetto alla commedia cinque-seicentesca. La scelta ricadrà su tre noti lavori composti nel decennio 1743-1753: "La donna di garbo", "L’uomo prudente" e "La bottega del caffè". Pioneristica la prima, impegnata nella critica di costume la seconda, appartenente al gruppo delle sedici commedie nuove del 1750 la terza, queste tre commedie presentano, come vedremo, elementi d’innovazione e di regresso, che lasciano comunque intravvedere la progressiva, eppur cauta maturazione del personaggio goldoniano da maschera a carattere.
978-88-97524-23-6
Consales, I. (2015). L’identità linguistica e socio-culturale del personaggio goldoniano: tre commedie. In laura Mariottini (a cura di), Identità e discorsi. Studi offerti a Franca Orletti (pp. 139-160). Roma : Roma TrE-Press.
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