Nel variegato contesto di pratiche e poetiche del found footage internazionale le proposte del cinema d’artista italiano detengono una specificità storica e di ricerca. Le più consolidate sono sicuramente quella critico-decostruzionista (dalle pioneristiche opere di Loffredo, passando per Baruchello-Grifi, il Gruppo 70 fino a Cane Capovolto) e quella storico-elegiaca (l’esempio dei Gianikian che si apparenta al percorso di cineasti e artisti come Péter Forgás e Jean-Luc Godard). Allo stesso tempo, il lavoro di Paolo Gioli rappresenta un unicum, per assiduità e varietà, della tipologia strutturale del found footage: non a caso apprezzato e rivalutato a livello internazionale soprattutto oggi. L’animazione sperimentale e nuovi artisti come Daniele Puppi dimostrano invece come anche le ultime generazioni sappiano dialogare in maniera creativa e tecnologicamente avanzata con gli archivi. Attraversando forme e generi differenti, il found footage italiano prospetta una nozione d’archivio mobile ed evolutiva, lontana da un’idea consolidata e museografica del materiale di repertorio, dimostrando viceversa un carattere dinamico.

Ravesi, G. (2012). Sepolti nella luce. Archivio, collage, found footage. In B. Di Marino (a cura di), Cinema d'artista italiano 1912-2012. Lo sguardo espanso (pp. 79-83). Milano : Silvana Editoriale spa.

Sepolti nella luce. Archivio, collage, found footage

RAVESI, GIACOMO
2012-01-01

Abstract

Nel variegato contesto di pratiche e poetiche del found footage internazionale le proposte del cinema d’artista italiano detengono una specificità storica e di ricerca. Le più consolidate sono sicuramente quella critico-decostruzionista (dalle pioneristiche opere di Loffredo, passando per Baruchello-Grifi, il Gruppo 70 fino a Cane Capovolto) e quella storico-elegiaca (l’esempio dei Gianikian che si apparenta al percorso di cineasti e artisti come Péter Forgás e Jean-Luc Godard). Allo stesso tempo, il lavoro di Paolo Gioli rappresenta un unicum, per assiduità e varietà, della tipologia strutturale del found footage: non a caso apprezzato e rivalutato a livello internazionale soprattutto oggi. L’animazione sperimentale e nuovi artisti come Daniele Puppi dimostrano invece come anche le ultime generazioni sappiano dialogare in maniera creativa e tecnologicamente avanzata con gli archivi. Attraversando forme e generi differenti, il found footage italiano prospetta una nozione d’archivio mobile ed evolutiva, lontana da un’idea consolidata e museografica del materiale di repertorio, dimostrando viceversa un carattere dinamico.
9788836625468
Ravesi, G. (2012). Sepolti nella luce. Archivio, collage, found footage. In B. Di Marino (a cura di), Cinema d'artista italiano 1912-2012. Lo sguardo espanso (pp. 79-83). Milano : Silvana Editoriale spa.
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