This paper opens with a re-thinking of the etymology of “educare”, in order to reflect on the existence of a permanent in educational processes. This exploration continues with a reading of some pages in Plato’s Republic and Aristotle’s Poetics where these authors recognise a crucial and problematic dynamism for human education: mimesis. In the closing section, with the help of contemporary authors, I reflect on the possible implications of this recognition.

Partendo da un ripensamento sull’etimologia di ‘educare’, questo contributo si sofferma a riflettere sull’esistenza di un permanente nell’azione educativa, qualunque sia l’età degli esseri umani implicati nel processo. La riflessione dapprima prende in esame alcune pagine de “La Repubblica” e della “Poetica”, quelle in cui Platone e Aristotele presentano il dinamismo che essi riconoscono come cruciale nella dinamica educativa; quindi si focalizza, fruendo dell’aiuto di pensatori contemporanei, su le possibili implicazioni educative di questo riconoscimento. Platone, nella prima compiuta riflessione occidentale su quel che è educazione (paideia), riflette ripetutamente (II, III e X libro) su un dinamismo chiave che la caratterizza e la rende problematica: mimesis. Aristotele costruisce la “Poetica” intorno a questo stesso dinamismo, riconoscendo in esso, tra l’altro, anche il mistero dell’apprendere e del comprendere umano fin dall’età bambina. Il presente contributo ri-valuta il significato di mimesis, liberando il termini dagli stretti, e fuorvianti, confini in cui si trova costretto quando lo si risolve con ‘imitazione’ e ne apre il senso verso la dimensione creativa e espressiva che esso significa. L’attività mimetica umana è stata oggetto di riflessione in tempi recenti da parte di numerosi studiosi e/o artisti di scuole diverse, ma tutti attenti ai dinamismi profondi che sviluppano l’umanità dell’essere umano. Qui ci si avvarrà degli studi di Benjamin, Pirandello, Gadamer, Adorno, Jousse, Costa, Halliwell, Wulf per individuare i dinamismi che permangono nell’agire educativo.

Scaramuzzo, G. (2016). Quel che è permanente nell'educare, dalle prime età della vita all'età adulta: una rilettura di testi antichi per riflettere su problemi contemporanei. In Lilina Dozza e Simonetta Ulivieri (a cura di), L'educazione permanente a partire dalle prime età della vita.

Quel che è permanente nell'educare, dalle prime età della vita all'età adulta: una rilettura di testi antichi per riflettere su problemi contemporanei

SCARAMUZZO, Gilberto
2016-01-01

Abstract

Partendo da un ripensamento sull’etimologia di ‘educare’, questo contributo si sofferma a riflettere sull’esistenza di un permanente nell’azione educativa, qualunque sia l’età degli esseri umani implicati nel processo. La riflessione dapprima prende in esame alcune pagine de “La Repubblica” e della “Poetica”, quelle in cui Platone e Aristotele presentano il dinamismo che essi riconoscono come cruciale nella dinamica educativa; quindi si focalizza, fruendo dell’aiuto di pensatori contemporanei, su le possibili implicazioni educative di questo riconoscimento. Platone, nella prima compiuta riflessione occidentale su quel che è educazione (paideia), riflette ripetutamente (II, III e X libro) su un dinamismo chiave che la caratterizza e la rende problematica: mimesis. Aristotele costruisce la “Poetica” intorno a questo stesso dinamismo, riconoscendo in esso, tra l’altro, anche il mistero dell’apprendere e del comprendere umano fin dall’età bambina. Il presente contributo ri-valuta il significato di mimesis, liberando il termini dagli stretti, e fuorvianti, confini in cui si trova costretto quando lo si risolve con ‘imitazione’ e ne apre il senso verso la dimensione creativa e espressiva che esso significa. L’attività mimetica umana è stata oggetto di riflessione in tempi recenti da parte di numerosi studiosi e/o artisti di scuole diverse, ma tutti attenti ai dinamismi profondi che sviluppano l’umanità dell’essere umano. Qui ci si avvarrà degli studi di Benjamin, Pirandello, Gadamer, Adorno, Jousse, Costa, Halliwell, Wulf per individuare i dinamismi che permangono nell’agire educativo.
978-88-917-3419-8
This paper opens with a re-thinking of the etymology of “educare”, in order to reflect on the existence of a permanent in educational processes. This exploration continues with a reading of some pages in Plato’s Republic and Aristotle’s Poetics where these authors recognise a crucial and problematic dynamism for human education: mimesis. In the closing section, with the help of contemporary authors, I reflect on the possible implications of this recognition.
Scaramuzzo, G. (2016). Quel che è permanente nell'educare, dalle prime età della vita all'età adulta: una rilettura di testi antichi per riflettere su problemi contemporanei. In Lilina Dozza e Simonetta Ulivieri (a cura di), L'educazione permanente a partire dalle prime età della vita.
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