La Scienza, trascendentale storico o istituzione sociale? Sulla cosiddetta oggettività scientifica è opportuno avviare una breve ricognizione storico descrittiva sul continuo, minimi e infinito nella concezione medievale, per giungere al moderno concetto di transfinito. L'approfondimento su Gregorio da Rimini mette inoltre in evidenza una proficua concezione dell'infinitesimale, con el "magnitudines", infinitamente piccole, da cui egli pensa sia costituito il continuo. Di tutti gli argomenti di filosofia naturale influenzata dalla Condanna del 1277, col suo tema dominante della potenza assoluta di Dio, nessuno fu più studiato del concetto di vuoto, l'idea stessa del quale era ritenuta da Aristotele assurda e impossibile. Innegabilmente, la possibile esistenza di spazi vuota era carica di gravi implicazioni per la Teologia. La necessità di uno spazio vuoto, antecedente alla Creazione, fu condannata nel 1277, dall'articolo 201, D'importanza decisiva fu l'impatto della teologia critica della filosofia ebraica medioevale, in particolare il rilievo teoretico di Salomon Ibn Gabirol e l'intelligenza universale nel Keter Malkhout.

Lucia, G. (2010). Oggettività scientifica e tradizioni di pensiero nel Medioevo, attraverso le Magnitudines di Gregorio da Rimini. In ROBERTA FIDANZIA (a cura di), MEDIOEVO ADRIATICO (pp. 99-125). ROMA : DRENGO SRL.

Oggettività scientifica e tradizioni di pensiero nel Medioevo, attraverso le Magnitudines di Gregorio da Rimini

GERBINO, LUCIA
2010

Abstract

La Scienza, trascendentale storico o istituzione sociale? Sulla cosiddetta oggettività scientifica è opportuno avviare una breve ricognizione storico descrittiva sul continuo, minimi e infinito nella concezione medievale, per giungere al moderno concetto di transfinito. L'approfondimento su Gregorio da Rimini mette inoltre in evidenza una proficua concezione dell'infinitesimale, con el "magnitudines", infinitamente piccole, da cui egli pensa sia costituito il continuo. Di tutti gli argomenti di filosofia naturale influenzata dalla Condanna del 1277, col suo tema dominante della potenza assoluta di Dio, nessuno fu più studiato del concetto di vuoto, l'idea stessa del quale era ritenuta da Aristotele assurda e impossibile. Innegabilmente, la possibile esistenza di spazi vuota era carica di gravi implicazioni per la Teologia. La necessità di uno spazio vuoto, antecedente alla Creazione, fu condannata nel 1277, dall'articolo 201, D'importanza decisiva fu l'impatto della teologia critica della filosofia ebraica medioevale, in particolare il rilievo teoretico di Salomon Ibn Gabirol e l'intelligenza universale nel Keter Malkhout.
978-88-88812-24-3
978-88-88812-41-0
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