Le strutture produttive della grande provincia tardoromana di Aemilia et Liguria, nel cui centro amministrativo, Milano, svolse la sua missione Ambrogio, erano costituite da dominii rurali caratterizzati dalla policoltura intensiva, razionalmente organizzata in unità di dimensioni contenute, il cui prodotto eccedente all’autoconsumo gestionale era immagazzinato, per essere destinato alla vendita nel momento più vantaggioso per imporre un prezzo alto sui mercati. La gestione diretta della filiera da parte dei proprietari padani del IV secolo, esposta alle congiunture negative del clima e della fiscalità, imponeva loro la vendita dei prodotti in momenti di forte richiesta sul mercato al fine di ricavare la cospicua rendita in oro, fonte di status sociale. Per massimizzare i profitti le élite urbane tendevano a occultare il prodotto, per non inondare i mercati urbani di beni, onde aumentarne la domanda e quindi il prezzo. Ambrogio condannò drasticamente il comportamento economico appena descritto (avaritia), volto alla gestione egoista dei frutti della terra, dono comune di Dio, da parte dei soli proprietari a loro vantaggio. Questa prassi generava il prestito a usura, l’appropriazione dei beni produttivi dei debitori più deboli, e alimentava la riprovevole ostentazione del lusso. The late Roman province of Aemilia et Liguria, in whose administrative center, Milan, Ambrose carried out his mission, was made up of rural domains characterized by intensive polyculture, rationally organized in small size units. Landowners, to avoid troubles due to periods of bad weather and heavy taxation, used to store their excess product and put it on sale when the demand was high, in order to gain a great amount of gold. To maximize profits urban élites tended to hide their products, just to increase demand and therefore prices. Ambrose sharply condemned this kind of avaritia, because it aimed to a selfish management of the soil products, which should be considered as a common gift of God. This practice generated usury, expropriation of goods of indebted people, and fed the immoral ostentation of luxury.

Porena, P. (2017). Le dinamiche di formazione della rendita agraria nell’Italia settentrionale del IV secolo e la morale economica di Ambrogio. In R. Passarella (a cura di), Ambrogio e la questione sociale (pp. 61-85). Milano - Roma : Biblioteca Ambrosiana - Bulzoni.

Le dinamiche di formazione della rendita agraria nell’Italia settentrionale del IV secolo e la morale economica di Ambrogio

PORENA, PIERFRANCESCO
2017-01-01

Abstract

Le strutture produttive della grande provincia tardoromana di Aemilia et Liguria, nel cui centro amministrativo, Milano, svolse la sua missione Ambrogio, erano costituite da dominii rurali caratterizzati dalla policoltura intensiva, razionalmente organizzata in unità di dimensioni contenute, il cui prodotto eccedente all’autoconsumo gestionale era immagazzinato, per essere destinato alla vendita nel momento più vantaggioso per imporre un prezzo alto sui mercati. La gestione diretta della filiera da parte dei proprietari padani del IV secolo, esposta alle congiunture negative del clima e della fiscalità, imponeva loro la vendita dei prodotti in momenti di forte richiesta sul mercato al fine di ricavare la cospicua rendita in oro, fonte di status sociale. Per massimizzare i profitti le élite urbane tendevano a occultare il prodotto, per non inondare i mercati urbani di beni, onde aumentarne la domanda e quindi il prezzo. Ambrogio condannò drasticamente il comportamento economico appena descritto (avaritia), volto alla gestione egoista dei frutti della terra, dono comune di Dio, da parte dei soli proprietari a loro vantaggio. Questa prassi generava il prestito a usura, l’appropriazione dei beni produttivi dei debitori più deboli, e alimentava la riprovevole ostentazione del lusso. The late Roman province of Aemilia et Liguria, in whose administrative center, Milan, Ambrose carried out his mission, was made up of rural domains characterized by intensive polyculture, rationally organized in small size units. Landowners, to avoid troubles due to periods of bad weather and heavy taxation, used to store their excess product and put it on sale when the demand was high, in order to gain a great amount of gold. To maximize profits urban élites tended to hide their products, just to increase demand and therefore prices. Ambrose sharply condemned this kind of avaritia, because it aimed to a selfish management of the soil products, which should be considered as a common gift of God. This practice generated usury, expropriation of goods of indebted people, and fed the immoral ostentation of luxury.
9788868970734
Porena, P. (2017). Le dinamiche di formazione della rendita agraria nell’Italia settentrionale del IV secolo e la morale economica di Ambrogio. In R. Passarella (a cura di), Ambrogio e la questione sociale (pp. 61-85). Milano - Roma : Biblioteca Ambrosiana - Bulzoni.
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