Il progetto che il gruppo di lavoro del Dipartimento di Architettura di Roma Tre ha sviluppato per il quadrante 8, nell’ambito della consultazione Roma 2025, è stato caratterizzato da un atteggiamento realista, che ha preso atto delle difficili condizioni culturali e operative all’interno quali un processo di pianificazione può sperare di trasformare una realtà urbana come quella romana oggi. Questa presa d’atto ha spinto ad adottare una strategia da bricoleurs, che ha rinunciato preventivamente a tracciare grandi segni e ha puntato piuttosto a riassemblare le parti di una porzione organismo urbano nato dalla sovrapposizione di interventi incoerenti tra loro. Questo processo di decongestionamento, di restituzione di un senso logico all’insieme, si è espresso in operazioni che hanno puntato a riconoscere le risorse fisiche e ambientali presenti nel quadrante e a metterle in valore, quasi senza costruire nulla. Ciò ha comportato da un lato un lavoro di recupero, riorganizzazione e connessione dei sistemi vegetali e agricoli, dall’altro un lavoro sistematico di definizione di spazi pubblici di piccola e media scala. L’organizzazione degli spazi a uso collettivo è consistita nella creazione di “pontili”, ambiti di supporto alla viabilità esistente, destinati a ospitare una mobilità “dolce”, di connessione del costruito alle reti di trasporto pubblico. Pontili popolati da attrezzature e dispositivi per la misura e la messa in scena dei frammenti di paesaggio agricolo ancora presenti nell’area. All’interno del tessuto edilizio residenziale il progetto ha liberato gli spazi interstiziali tra gli edifici ai piani terreni, delineando una rete di percorrenza pedonale. L’opera di decongestione ha restituito le cubature eliminate alla quota della città sulle coperture dei fabbricati. Alla liberazione dell’attacco a terra è corrisposta così la definizione di un principio d’ordine per l’attacco al cielo. Una memoria sublimata delle altane della Roma storica.

Giovanni, C., Giovanni, L., Valerio, P., Ostilio, R.P., Sandro, M., & Silvia, B. (2016). Un progetto realista. In G.L. Giovanni Caudo (a cura di), Roma città territorio. Biennale Sessions- Reporting from the Italian front (pp. 8-9). Roma : Edizioni Efesto.

Un progetto realista

CAUDO, GIOVANNI;LONGOBARDI, GIOVANNI;PALMIERI, VALERIO;
2016

Abstract

Il progetto che il gruppo di lavoro del Dipartimento di Architettura di Roma Tre ha sviluppato per il quadrante 8, nell’ambito della consultazione Roma 2025, è stato caratterizzato da un atteggiamento realista, che ha preso atto delle difficili condizioni culturali e operative all’interno quali un processo di pianificazione può sperare di trasformare una realtà urbana come quella romana oggi. Questa presa d’atto ha spinto ad adottare una strategia da bricoleurs, che ha rinunciato preventivamente a tracciare grandi segni e ha puntato piuttosto a riassemblare le parti di una porzione organismo urbano nato dalla sovrapposizione di interventi incoerenti tra loro. Questo processo di decongestionamento, di restituzione di un senso logico all’insieme, si è espresso in operazioni che hanno puntato a riconoscere le risorse fisiche e ambientali presenti nel quadrante e a metterle in valore, quasi senza costruire nulla. Ciò ha comportato da un lato un lavoro di recupero, riorganizzazione e connessione dei sistemi vegetali e agricoli, dall’altro un lavoro sistematico di definizione di spazi pubblici di piccola e media scala. L’organizzazione degli spazi a uso collettivo è consistita nella creazione di “pontili”, ambiti di supporto alla viabilità esistente, destinati a ospitare una mobilità “dolce”, di connessione del costruito alle reti di trasporto pubblico. Pontili popolati da attrezzature e dispositivi per la misura e la messa in scena dei frammenti di paesaggio agricolo ancora presenti nell’area. All’interno del tessuto edilizio residenziale il progetto ha liberato gli spazi interstiziali tra gli edifici ai piani terreni, delineando una rete di percorrenza pedonale. L’opera di decongestione ha restituito le cubature eliminate alla quota della città sulle coperture dei fabbricati. Alla liberazione dell’attacco a terra è corrisposta così la definizione di un principio d’ordine per l’attacco al cielo. Una memoria sublimata delle altane della Roma storica.
978-88-99104-87-0
Giovanni, C., Giovanni, L., Valerio, P., Ostilio, R.P., Sandro, M., & Silvia, B. (2016). Un progetto realista. In G.L. Giovanni Caudo (a cura di), Roma città territorio. Biennale Sessions- Reporting from the Italian front (pp. 8-9). Roma : Edizioni Efesto.
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