Il presente volume è dedicato al plurilinguismo e alla competenza plurilingue, un tema che da qualche anno a questa parte è sempre più al centro dell’attenzione di ricerca e didattica delle lingue straniere. La competenza plurilingue è per la nostra epoca, caratterizzata da crescente globalizzazione culturale un obiettivo particolarmente auspicabile, indiscusso è il suo alto valore per gli individui e la società. In Europa il riconoscimento sociale del plurilinguismo non è al passo con il notevole sviluppo del fenomeno. Se il plurilinguismo ha ottenuto adeguata diffusione nel dibattito scientifico, nella prassi didattica la prospettiva plurilingue sta guadagnando terreno con lentezza, nelle università come pure nelle scuole. In sede di apprendimento istituzionale, gli approcci plurilingue sono ancora oggi l’eccezione e non la regola. Considerate tali premesse, nel 2012 l’Istituto Italiano di Studi Germanici/IISG Roma ha dato vita a un progetto con gli obiettivi di rivedere e ampliare lo stato dell’arte nella didattica della lingua terza (L3) e la ricerca sull’intercomprensione, effettuare analisi empiriche e presentare proposte concrete per l’attuazione in aula del concetto di plurilinguismo, anche al fine di rendere più efficace il processo di apprendimento delle lingue straniere. Il progetto di ricerca dedicato a lingua terza e intercomprensione nel contesto del plurilinguismo nell’Unione Europea e nel Mediterraneo nasce dalla collaborazione tra Martina Nied Curcio e Marianne Hepp, responsabili scientifiche, e Monica di Benedetto, coordinatrice del progetto . Gli esiti delle ricerche sono stati via via presentati in seminari e corsi di formazione per insegnanti e infine nel convegno conclusivo, svoltosi presso l’IISG di Roma nel gennaio del 2017. I preziosi impulsi scaturenti dal convegno hanno fornito la base per il presente volume, la cui fisionomia originale si deve a una serie di approfondimenti e nuovi contributi. Il volume affronta il tema del plurilinguismo da varie prospettive. I contributi del volume sono organizzati in base a criteri tematici in sei parti, per quanto alcuni di essi, di carattere trasversale, avrebbero potuto essere allocati anche in un’altra sezione. La prima parte (Plurilinguismo e le discipline di riferimento) riassume aspetti fondamentali del plurilinguismo e delle discipline che se ne occupano (neuro, psico e sociolinguistica). Temi trattati sono la rappresentazione cerebrale dell’attività cognitiva nell’espressione linguistica (Riehl), le scelte di politica culturale in conseguenza dell’incremento della popolazione scolastica plurilingue (Krumm), una proposta di ampliamento del repertorio linguistico nelle classi plurilingue a partire da uno studio condotto in Alto Adige (Zanasi e Platzgummer). La seconda parte raccoglie una serie di contributi sul tema Plurilinguismo e politiche linguistiche, equivalenti ad altrettante proposte programmatiche per l’adeguato riconoscimento del plurilinguismo nella società di oggi (Roche), per un modello di università trilingue su esempio dell’Università di Bolzano (Zanin), le scelte di offerta formativa plurilingue in un paese prevalentemente monolingue come il Regno Unito (Koglbauer), la conservazione della biodiversità linguistica e culturale nelle regioni con lingue autoctone (Spinelli). La terza parte (Plurilinguismo e il ruolo dell’inglese) si concentra sul plurilinguismo e il ruolo dell’inglese. Il saggio introduttivo (Lopriore) tratta del ruolo dell’inglese come lingua franca e le conseguenze per l’insegnamento delle lingue e la formazione degli insegnanti. Il secondo articolo (Nied Curcio) illustra l’importanza dell’inglese come lingua ponte per l’apprendimento del tedesco e di altre lingue straniere. Nella quarta parte (Plurilinguismo e intercomprensione), incentrata sull’intercomprensione delle lingue romanze, si discute il ruolo delle strategie di interproduzione nella comunicazione plurilingue tra parlanti di lingue romanze e inglese L1 (Capucho). Il saggio successivo (Pippa) tratta il tema dell’intercomprensione scritta con focus sul livello tecnico del linguaggio. La quinta parte del volume (Plurilinguismo e tedesco come lingua straniera) presta attenzione al tedesco come lingua straniera in un contesto plurilingue. Il saggio introduttivo (Missaglia) si basa sull’acquisizione della lingua tedesca L3 in Italia (per lo più studiato come seconda ingua straniera dopo l’inglese L2), mostrando come i modelli prosodici del tedesco L3 possano essere più facilmente riprodotti per via delle similarità con l’inglese L2. Il saggio seguente (Ricci Garotti) presenta i risultati di un progetto di ricerca sull’alfabetizzazione plurilingue in Trentino, descrivendo nel dettaglio l’influenza dell’inglese L2 sulla produzione testuale del tedesco L3 e, di contro, l’importanza del tedesco L2 per l’acquisizione dell’inglese L3. Il contributo successivo (Cosentino) dimostra tramite una sperimentazione didattica come il plurilinguismo possa essere efficacemente implementato nella comunicazione scientifica. Il contributo conclusivo della quinta parte (Flinz) è dedicato al plurilinguismo nel sistema scolastico italiano, in particolare nella scuola media, mettendo in luce le potenzialità di un insegnamento multidisciplinare delle lingue. L’ultima parte del volume (Plurilinguismo e linguistica testuale) riguarda l’uso di strumentari della linguistica testuale nella didattica plurilingue universitaria. Il primo saggio (Malloggi) illustra come specifiche strategie di lettura inferenziale possano attivare la conoscenza del mondo, ad esempio la conoscenza di altre lingue apprese in precedenza, producendo una consapevolezza linguistica valida non solo per una specifica lingua. Il saggio che segue (Salzmann) verte su una didattica dei generi testuali di orientamento plurilingue, utile a potenziare il trasferimento di competenze testuali translinguistiche. L’ultimo saggio (Hepp), dedicato all’uso di testi paralleli di tipologia giornalistica, rileva il ruolo svolto dalle caratteristiche transculturali dei generi testuali nello sviluppo di una consapevolezza testuale plurilingue.

Claudia Maria Riehl, ., Hans-Jürgen, K., Lorenzo, Z., Verena, P., Jörg, R., Roberta, Z., et al. (a cura di). (2018). Educazione plurilingue: ricerca, didattica e politiche linguistiche. Bildung zur Mehrsprachigkeit: Forschung, Didaktik und Sprachpolitik. Plurilingual education: research, teaching and language policies. Roma : Istituto Italiano Studi Germanici.

Educazione plurilingue: ricerca, didattica e politiche linguistiche. Bildung zur Mehrsprachigkeit: Forschung, Didaktik und Sprachpolitik. Plurilingual education: research, teaching and language policies

Lucilla Lopriore;Martina Nied
;
Missaglia, Federica;
2018

Abstract

Il presente volume è dedicato al plurilinguismo e alla competenza plurilingue, un tema che da qualche anno a questa parte è sempre più al centro dell’attenzione di ricerca e didattica delle lingue straniere. La competenza plurilingue è per la nostra epoca, caratterizzata da crescente globalizzazione culturale un obiettivo particolarmente auspicabile, indiscusso è il suo alto valore per gli individui e la società. In Europa il riconoscimento sociale del plurilinguismo non è al passo con il notevole sviluppo del fenomeno. Se il plurilinguismo ha ottenuto adeguata diffusione nel dibattito scientifico, nella prassi didattica la prospettiva plurilingue sta guadagnando terreno con lentezza, nelle università come pure nelle scuole. In sede di apprendimento istituzionale, gli approcci plurilingue sono ancora oggi l’eccezione e non la regola. Considerate tali premesse, nel 2012 l’Istituto Italiano di Studi Germanici/IISG Roma ha dato vita a un progetto con gli obiettivi di rivedere e ampliare lo stato dell’arte nella didattica della lingua terza (L3) e la ricerca sull’intercomprensione, effettuare analisi empiriche e presentare proposte concrete per l’attuazione in aula del concetto di plurilinguismo, anche al fine di rendere più efficace il processo di apprendimento delle lingue straniere. Il progetto di ricerca dedicato a lingua terza e intercomprensione nel contesto del plurilinguismo nell’Unione Europea e nel Mediterraneo nasce dalla collaborazione tra Martina Nied Curcio e Marianne Hepp, responsabili scientifiche, e Monica di Benedetto, coordinatrice del progetto . Gli esiti delle ricerche sono stati via via presentati in seminari e corsi di formazione per insegnanti e infine nel convegno conclusivo, svoltosi presso l’IISG di Roma nel gennaio del 2017. I preziosi impulsi scaturenti dal convegno hanno fornito la base per il presente volume, la cui fisionomia originale si deve a una serie di approfondimenti e nuovi contributi. Il volume affronta il tema del plurilinguismo da varie prospettive. I contributi del volume sono organizzati in base a criteri tematici in sei parti, per quanto alcuni di essi, di carattere trasversale, avrebbero potuto essere allocati anche in un’altra sezione. La prima parte (Plurilinguismo e le discipline di riferimento) riassume aspetti fondamentali del plurilinguismo e delle discipline che se ne occupano (neuro, psico e sociolinguistica). Temi trattati sono la rappresentazione cerebrale dell’attività cognitiva nell’espressione linguistica (Riehl), le scelte di politica culturale in conseguenza dell’incremento della popolazione scolastica plurilingue (Krumm), una proposta di ampliamento del repertorio linguistico nelle classi plurilingue a partire da uno studio condotto in Alto Adige (Zanasi e Platzgummer). La seconda parte raccoglie una serie di contributi sul tema Plurilinguismo e politiche linguistiche, equivalenti ad altrettante proposte programmatiche per l’adeguato riconoscimento del plurilinguismo nella società di oggi (Roche), per un modello di università trilingue su esempio dell’Università di Bolzano (Zanin), le scelte di offerta formativa plurilingue in un paese prevalentemente monolingue come il Regno Unito (Koglbauer), la conservazione della biodiversità linguistica e culturale nelle regioni con lingue autoctone (Spinelli). La terza parte (Plurilinguismo e il ruolo dell’inglese) si concentra sul plurilinguismo e il ruolo dell’inglese. Il saggio introduttivo (Lopriore) tratta del ruolo dell’inglese come lingua franca e le conseguenze per l’insegnamento delle lingue e la formazione degli insegnanti. Il secondo articolo (Nied Curcio) illustra l’importanza dell’inglese come lingua ponte per l’apprendimento del tedesco e di altre lingue straniere. Nella quarta parte (Plurilinguismo e intercomprensione), incentrata sull’intercomprensione delle lingue romanze, si discute il ruolo delle strategie di interproduzione nella comunicazione plurilingue tra parlanti di lingue romanze e inglese L1 (Capucho). Il saggio successivo (Pippa) tratta il tema dell’intercomprensione scritta con focus sul livello tecnico del linguaggio. La quinta parte del volume (Plurilinguismo e tedesco come lingua straniera) presta attenzione al tedesco come lingua straniera in un contesto plurilingue. Il saggio introduttivo (Missaglia) si basa sull’acquisizione della lingua tedesca L3 in Italia (per lo più studiato come seconda ingua straniera dopo l’inglese L2), mostrando come i modelli prosodici del tedesco L3 possano essere più facilmente riprodotti per via delle similarità con l’inglese L2. Il saggio seguente (Ricci Garotti) presenta i risultati di un progetto di ricerca sull’alfabetizzazione plurilingue in Trentino, descrivendo nel dettaglio l’influenza dell’inglese L2 sulla produzione testuale del tedesco L3 e, di contro, l’importanza del tedesco L2 per l’acquisizione dell’inglese L3. Il contributo successivo (Cosentino) dimostra tramite una sperimentazione didattica come il plurilinguismo possa essere efficacemente implementato nella comunicazione scientifica. Il contributo conclusivo della quinta parte (Flinz) è dedicato al plurilinguismo nel sistema scolastico italiano, in particolare nella scuola media, mettendo in luce le potenzialità di un insegnamento multidisciplinare delle lingue. L’ultima parte del volume (Plurilinguismo e linguistica testuale) riguarda l’uso di strumentari della linguistica testuale nella didattica plurilingue universitaria. Il primo saggio (Malloggi) illustra come specifiche strategie di lettura inferenziale possano attivare la conoscenza del mondo, ad esempio la conoscenza di altre lingue apprese in precedenza, producendo una consapevolezza linguistica valida non solo per una specifica lingua. Il saggio che segue (Salzmann) verte su una didattica dei generi testuali di orientamento plurilingue, utile a potenziare il trasferimento di competenze testuali translinguistiche. L’ultimo saggio (Hepp), dedicato all’uso di testi paralleli di tipologia giornalistica, rileva il ruolo svolto dalle caratteristiche transculturali dei generi testuali nello sviluppo di una consapevolezza testuale plurilingue.
978-88-95868-25-7
Claudia Maria Riehl, ., Hans-Jürgen, K., Lorenzo, Z., Verena, P., Jörg, R., Roberta, Z., et al. (a cura di). (2018). Educazione plurilingue: ricerca, didattica e politiche linguistiche. Bildung zur Mehrsprachigkeit: Forschung, Didaktik und Sprachpolitik. Plurilingual education: research, teaching and language policies. Roma : Istituto Italiano Studi Germanici.
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