Bonaventura Cerretti, after being auditor in the apostolic delegation to the United States from 1906 to 1914 and first apostolic delegate in Australia and New Zealand in 1914, represented the Holy See at the Paris Peace Conference in Paris from May to June 1919 in order to try involving the Great Powers to accept the principles of the Peace Note of Pope Benedict XV. Finally, he was appointed to serve as nuncio in France in 1921 before having been created Cardinal by Pope Pius XI in the consistory of 14 December 1925. This paper is focused on the patient diplomatic action of Msgr. Cerretti who, during his career, found himself in the middle of several thorny problems: some of them inherited from the past and from the traditional national State (the uneasy relationship between Church and State in Italy and in France); others arisen from the Great War in the new Globalizing World: the American Translatio imperii above the European powers in decline or even the ethnicization of the political conflict (planning of retaliatory actions based on ethnic or national origin) which - during the Peace Conference - emerges in the case of expulsion policies against the German Catholic missions from Asia and from Africa. Uditore della delegazione apostolica negli Stati Uniti dal 1906 al 1914 e delegato apostolico in Australia e in Nuova Zelanda nel 1914, Bonaventura Cerretti rappresentò la Santa Sede alla Conferenza di pace di Parigi dove tentò di convincere le Grandi Potenze ad accettare i principi della Nota di Pace di Papa Benedetto XV. Infine, fu nominato Nunzio in Francia nel 1921 e creato Cardinale da Papa Pio XI nel concistoro del 14 dicembre 1925. Questo articolo focalizza la paziente azione diplomatica di mons. Cerretti che si colloca al crocevia dei grandi problemi strategici della sua epoca: alcuni sono un'eredità dell'Ottocento e dell'esperienza dello Stato nazionale (come il controverso rapporto Stato-Chiesa in l’Italia e in Francia); altri sono invece il prodotto della modernità novecentesca, generati dal passaggio di fase della prima guerra mondiale in uno scenario già globalizzato. Fra questi la Translatio imperii americana, l'affermazione cioè dell'egemonia degli Stati Uniti sulle potenze europee in declino, o ancora l'etnicizzazione del conflitto (la pianificazione di azioni di rappresaglia su base etnica o nazionale), testimoniata dal trattamento umiliante riservato dall'Intesa alle missioni cattoliche tedesche nei territori coloniali europei, fatte oggetto di indiscriminate misure di espulsione.

Sergio, M.L. (2017). Bonaventura Cerretti e le missioni impossibili. In G.C. A. Melloni (a cura di), Benedetto XV. Papa Giacomo Della Chiesa nel mondo dell'«inutile strage (pp. 987-1000). Bologna : il Mulino.

Bonaventura Cerretti e le missioni impossibili

Sergio, Marialuisa Lucia
2017-01-01

Abstract

Bonaventura Cerretti, after being auditor in the apostolic delegation to the United States from 1906 to 1914 and first apostolic delegate in Australia and New Zealand in 1914, represented the Holy See at the Paris Peace Conference in Paris from May to June 1919 in order to try involving the Great Powers to accept the principles of the Peace Note of Pope Benedict XV. Finally, he was appointed to serve as nuncio in France in 1921 before having been created Cardinal by Pope Pius XI in the consistory of 14 December 1925. This paper is focused on the patient diplomatic action of Msgr. Cerretti who, during his career, found himself in the middle of several thorny problems: some of them inherited from the past and from the traditional national State (the uneasy relationship between Church and State in Italy and in France); others arisen from the Great War in the new Globalizing World: the American Translatio imperii above the European powers in decline or even the ethnicization of the political conflict (planning of retaliatory actions based on ethnic or national origin) which - during the Peace Conference - emerges in the case of expulsion policies against the German Catholic missions from Asia and from Africa. Uditore della delegazione apostolica negli Stati Uniti dal 1906 al 1914 e delegato apostolico in Australia e in Nuova Zelanda nel 1914, Bonaventura Cerretti rappresentò la Santa Sede alla Conferenza di pace di Parigi dove tentò di convincere le Grandi Potenze ad accettare i principi della Nota di Pace di Papa Benedetto XV. Infine, fu nominato Nunzio in Francia nel 1921 e creato Cardinale da Papa Pio XI nel concistoro del 14 dicembre 1925. Questo articolo focalizza la paziente azione diplomatica di mons. Cerretti che si colloca al crocevia dei grandi problemi strategici della sua epoca: alcuni sono un'eredità dell'Ottocento e dell'esperienza dello Stato nazionale (come il controverso rapporto Stato-Chiesa in l’Italia e in Francia); altri sono invece il prodotto della modernità novecentesca, generati dal passaggio di fase della prima guerra mondiale in uno scenario già globalizzato. Fra questi la Translatio imperii americana, l'affermazione cioè dell'egemonia degli Stati Uniti sulle potenze europee in declino, o ancora l'etnicizzazione del conflitto (la pianificazione di azioni di rappresaglia su base etnica o nazionale), testimoniata dal trattamento umiliante riservato dall'Intesa alle missioni cattoliche tedesche nei territori coloniali europei, fatte oggetto di indiscriminate misure di espulsione.
978-88-15-27317-8
Sergio, M.L. (2017). Bonaventura Cerretti e le missioni impossibili. In G.C. A. Melloni (a cura di), Benedetto XV. Papa Giacomo Della Chiesa nel mondo dell'«inutile strage (pp. 987-1000). Bologna : il Mulino.
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