Protagonista dello scenario artistico ligure postbellico, Gian Carozzi (La Spezia 1920 – Sarzana 2008) tra il 1949 e il 1950 si trasferisce a Milano, dove entra in contatto con Lucio Fontana e firma due manifesti dello Spazialismo, il 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) e il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). Dopo un’intensa stagione di lavoro e di frequentazioni, alla fine degli anni Cinquanta lascia Milano per Parigi, dove soggiorna per circa vent’anni, per poi far ritorno nei suoi luoghi natali alla fine degli anni Settanta. Nei primi anni Ottanta si stabilisce a Sarzana, cittadina ligure dove vive sino ai suoi ultimi giorni. A partire dagli anni Sessanta Carozzi prosegue un cammino solitario, esplorando una ricerca che mai si riduce a univoca cifra stilistica, seppur coesa attorno a una profonda continuità di pensiero, attraverso un’ininterrotta indagine sulla pittura. Una pittura che mette in crisi le definizioni e vaporizza i confini: tra astratto e figurativo, tra avanguardia e inattualità. La presente monografia, promossa dall’Archivio Gian Carozzi e curata da Lara Conte, ripercorre l’intera vicenda creativa dell’artista. Si compone di contributi critici di Giulia Carozzi, Lara Conte, Fabrizio D’Amico, Andrea Marmori e Alberto Salvadori; di un’antologia critica con testi di Luca Bertolo, Manlio Cancogni, Beniamino Joppolo e Roberto Tassi; e di un dettagliato regesto bio-bibliografico.

A protagonist of the post-war art scene in Liguria, Gian Carozzi (La Spezia 1920 – Sarzana 2008) moved to Milan between 1949 and 1950. Here he met Lucio Fontana and signed two manifestoes on Spatialism, the 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) and the Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). In the late 1950s, after an intense season of work and friendships, he left Milan for Paris, where he lived for around twenty years, to return back home in the late 1970s. During the early 1980s he moved to Sarzana, a small town in Li- guria, where he lived until his death. Starting in the 1960s, Carozzi followed a solitary path investigating, through an uninterrupted exploration of painting, on a research which is never reduced to a univocal recognizable style, even though coherent with a profound continuity of thought. An exploration challenging all labels and evaporating all boundaries: between abstraction and guration, between avant-garde and outdatedness. This monograph, edited by Lara Conte, retraces the artist’s whole career. It includes critical essays by Giulia Carozzi, Lara Conte, Fabrizio D’Amico, Andrea Marmori and Alberto Salvadori; a critical anthology with texts by Luca Bertolo, Manlio Cancogni, Beniamino Joppolo and Roberto Tassi; and an in-depth bio-bibliography.

Conte, L. (a cura di). (2019). Gian Carozzi. Milano : Skira.

Gian Carozzi

Lara Conte
2019

Abstract

Protagonista dello scenario artistico ligure postbellico, Gian Carozzi (La Spezia 1920 – Sarzana 2008) tra il 1949 e il 1950 si trasferisce a Milano, dove entra in contatto con Lucio Fontana e firma due manifesti dello Spazialismo, il 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) e il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). Dopo un’intensa stagione di lavoro e di frequentazioni, alla fine degli anni Cinquanta lascia Milano per Parigi, dove soggiorna per circa vent’anni, per poi far ritorno nei suoi luoghi natali alla fine degli anni Settanta. Nei primi anni Ottanta si stabilisce a Sarzana, cittadina ligure dove vive sino ai suoi ultimi giorni. A partire dagli anni Sessanta Carozzi prosegue un cammino solitario, esplorando una ricerca che mai si riduce a univoca cifra stilistica, seppur coesa attorno a una profonda continuità di pensiero, attraverso un’ininterrotta indagine sulla pittura. Una pittura che mette in crisi le definizioni e vaporizza i confini: tra astratto e figurativo, tra avanguardia e inattualità. La presente monografia, promossa dall’Archivio Gian Carozzi e curata da Lara Conte, ripercorre l’intera vicenda creativa dell’artista. Si compone di contributi critici di Giulia Carozzi, Lara Conte, Fabrizio D’Amico, Andrea Marmori e Alberto Salvadori; di un’antologia critica con testi di Luca Bertolo, Manlio Cancogni, Beniamino Joppolo e Roberto Tassi; e di un dettagliato regesto bio-bibliografico.
9788857238753
A protagonist of the post-war art scene in Liguria, Gian Carozzi (La Spezia 1920 – Sarzana 2008) moved to Milan between 1949 and 1950. Here he met Lucio Fontana and signed two manifestoes on Spatialism, the 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) and the Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). In the late 1950s, after an intense season of work and friendships, he left Milan for Paris, where he lived for around twenty years, to return back home in the late 1970s. During the early 1980s he moved to Sarzana, a small town in Li- guria, where he lived until his death. Starting in the 1960s, Carozzi followed a solitary path investigating, through an uninterrupted exploration of painting, on a research which is never reduced to a univocal recognizable style, even though coherent with a profound continuity of thought. An exploration challenging all labels and evaporating all boundaries: between abstraction and guration, between avant-garde and outdatedness. This monograph, edited by Lara Conte, retraces the artist’s whole career. It includes critical essays by Giulia Carozzi, Lara Conte, Fabrizio D’Amico, Andrea Marmori and Alberto Salvadori; a critical anthology with texts by Luca Bertolo, Manlio Cancogni, Beniamino Joppolo and Roberto Tassi; and an in-depth bio-bibliography.
Conte, L. (a cura di). (2019). Gian Carozzi. Milano : Skira.
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