Le opere di Draconzio sono testimoni dell’alterna fortuna che il poeta conobbe a Cartagine nella seconda metà del V sec. Nel libro terzo del De laudibus Dei la città è associata alla critica di personaggi cari alla tradizione mitografica africana, rei di avere anteposto la gloria terrena all’unico vero bene che è Dio; nei Romulea, invece, accanto all’occasionale menzione di luoghi e istituzioni che ne confermano la vitalità al tempo di Trasamondo (Romul. 6), l’urbs Africana compare nei versi di esordio dedicati al grammatico Feliciano (Romul. 1) e nel carme declamato dinanzi al proconsole della città (Romul. 5). Nella Controversia statuae viri fortis, in particolare, la lode del rinnovato splendore di Cartagine, risorta come fenice sotto la tutela di quegli stessi Romani che l’avevano un tempo annientata perché ostile, suona come un monito rivolto ai Vandali, affinché, quali nuovi dominatori, mostrino nei confronti dei discendenti di Romolo la medesima clementia che la sapiens potentia romana aveva inizialmente usato verso l’antica città punica.

Luceri, A. (2019). “Ne pereat Carthago”: la Cartagine di Draconzio tra mito, storia e realtà biografica. In K. Pohl (a cura di), Dichtung zwischen Römern und Vandalen. Tradition, Transformation und Innovation in den Werken des Dracontius, Herausgegeben von Katharina Pohl. Mit einer Gesamtbibliographie zu Dracontius (pp. 25-44). Stuttgart : Franz Steiner.

“Ne pereat Carthago”: la Cartagine di Draconzio tra mito, storia e realtà biografica

luceri
2019-01-01

Abstract

Le opere di Draconzio sono testimoni dell’alterna fortuna che il poeta conobbe a Cartagine nella seconda metà del V sec. Nel libro terzo del De laudibus Dei la città è associata alla critica di personaggi cari alla tradizione mitografica africana, rei di avere anteposto la gloria terrena all’unico vero bene che è Dio; nei Romulea, invece, accanto all’occasionale menzione di luoghi e istituzioni che ne confermano la vitalità al tempo di Trasamondo (Romul. 6), l’urbs Africana compare nei versi di esordio dedicati al grammatico Feliciano (Romul. 1) e nel carme declamato dinanzi al proconsole della città (Romul. 5). Nella Controversia statuae viri fortis, in particolare, la lode del rinnovato splendore di Cartagine, risorta come fenice sotto la tutela di quegli stessi Romani che l’avevano un tempo annientata perché ostile, suona come un monito rivolto ai Vandali, affinché, quali nuovi dominatori, mostrino nei confronti dei discendenti di Romolo la medesima clementia che la sapiens potentia romana aveva inizialmente usato verso l’antica città punica.
2019
978-3-515-12089-0
Luceri, A. (2019). “Ne pereat Carthago”: la Cartagine di Draconzio tra mito, storia e realtà biografica. In K. Pohl (a cura di), Dichtung zwischen Römern und Vandalen. Tradition, Transformation und Innovation in den Werken des Dracontius, Herausgegeben von Katharina Pohl. Mit einer Gesamtbibliographie zu Dracontius (pp. 25-44). Stuttgart : Franz Steiner.
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