L’analisi dei linguaggi artistici, dalla letteratura al cinema alla fotografia e alle varie forme di arti visive, musicali e performative, può essere condotta secondo più approcci metodologici, naturalmente sottesi ad orientamenti teorici che è bene ogni volta esplicitare. Le diverse proposte interpretative proprie delle scienze umanistiche (dall’estetica alla filosofia, alla storia ecc.) alle scienze umane e sociali (dalla psicologia alla sociologia) dalle neuroscienze fino alla neuroestetica, ecc., possono peraltro venire comparate, integrarsi o essere considerate nella loro reciproca complementarità, al fine di accrescere il livello di generalizzabilità dei risultati emersi attraverso l’applicazione dei diversi metodi di analisi dell’opera artistica. L’interpretazione di tipo psicologico che qui abbiamo presentato si basa sull’analisi fenomenologica delle immagini percettive e si fonda sui risultati di studi classici e recenti condotti nell’ambito della psicologia delle arti, i quali affondano le radici nella verifica empirica dei fenomeni percettivi individuati e misurati, anche grazie ad indagini sperimentali condotte in laboratorio fin dai tempi dei gestaltisti agli inizi del secolo scorso. La psicologia della percezione ha quindi fornito un importante contributo nell’applicazione del metodo fenomenologico-sperimentale per l’analisi e l’interpretazione delle produzioni artistiche. Salutiamo oggi con particolare soddisfazione l’attenzione che di recente le istituzioni ministeriali hanno voluto dirigere sulla formazione scolastica in tema di cultura artistica. Sottolineiamo peraltro che l’impegno verso la fioritura di una educazione artistica nelle nuove generazioni offre, dal punto di vista psicopedagogico, irrinunciabili opportunità per lo sviluppo del pensiero critico e della creatività. A livello educativo appare oggi prioritario sviluppare nelle nuove generazioni la conoscenza e la consapevolezza delle potenzialità e anche dei limiti e dei possibili rischi connessi all’uso dei mezzi di comunicazione virtuale oggi più diffusi e conoscere i linguaggi espressivi potrà permettere ai giovani studenti di valutare in modo critico i messaggi comunicativi medesimi: dalla propaganda pubblicitaria alle notizie diffuse attraverso i social networks che utilizzano in modo estensivo immagini e canali non verbali, veicolando per questa via i contenuti anche a livello subliminale. Ricordiamo peraltro che, oltre all’accrescimento delle conoscenze umanistiche, l’impegno educativo in ambito artistico-espressivo ha in genere una positiva ricaduta sulla formazione e sullo sviluppo della personalità del discente.

Biasi, V. (2019). Per una educazione all’immagine e ai linguaggi artistici: il metodo fenomenologico-sperimentale per la lettura degli aspetti percettivi, delle qualità espressive, dei simboli e dei significati.. In F.D. Curtis G. (a cura di), Davanti a na fotografia. Immagini, metodi d'analisi, interpretazioni (pp. 107-129). Acireale - Roma : Bonanno.

Per una educazione all’immagine e ai linguaggi artistici: il metodo fenomenologico-sperimentale per la lettura degli aspetti percettivi, delle qualità espressive, dei simboli e dei significati.

Biasi V.
2019

Abstract

L’analisi dei linguaggi artistici, dalla letteratura al cinema alla fotografia e alle varie forme di arti visive, musicali e performative, può essere condotta secondo più approcci metodologici, naturalmente sottesi ad orientamenti teorici che è bene ogni volta esplicitare. Le diverse proposte interpretative proprie delle scienze umanistiche (dall’estetica alla filosofia, alla storia ecc.) alle scienze umane e sociali (dalla psicologia alla sociologia) dalle neuroscienze fino alla neuroestetica, ecc., possono peraltro venire comparate, integrarsi o essere considerate nella loro reciproca complementarità, al fine di accrescere il livello di generalizzabilità dei risultati emersi attraverso l’applicazione dei diversi metodi di analisi dell’opera artistica. L’interpretazione di tipo psicologico che qui abbiamo presentato si basa sull’analisi fenomenologica delle immagini percettive e si fonda sui risultati di studi classici e recenti condotti nell’ambito della psicologia delle arti, i quali affondano le radici nella verifica empirica dei fenomeni percettivi individuati e misurati, anche grazie ad indagini sperimentali condotte in laboratorio fin dai tempi dei gestaltisti agli inizi del secolo scorso. La psicologia della percezione ha quindi fornito un importante contributo nell’applicazione del metodo fenomenologico-sperimentale per l’analisi e l’interpretazione delle produzioni artistiche. Salutiamo oggi con particolare soddisfazione l’attenzione che di recente le istituzioni ministeriali hanno voluto dirigere sulla formazione scolastica in tema di cultura artistica. Sottolineiamo peraltro che l’impegno verso la fioritura di una educazione artistica nelle nuove generazioni offre, dal punto di vista psicopedagogico, irrinunciabili opportunità per lo sviluppo del pensiero critico e della creatività. A livello educativo appare oggi prioritario sviluppare nelle nuove generazioni la conoscenza e la consapevolezza delle potenzialità e anche dei limiti e dei possibili rischi connessi all’uso dei mezzi di comunicazione virtuale oggi più diffusi e conoscere i linguaggi espressivi potrà permettere ai giovani studenti di valutare in modo critico i messaggi comunicativi medesimi: dalla propaganda pubblicitaria alle notizie diffuse attraverso i social networks che utilizzano in modo estensivo immagini e canali non verbali, veicolando per questa via i contenuti anche a livello subliminale. Ricordiamo peraltro che, oltre all’accrescimento delle conoscenze umanistiche, l’impegno educativo in ambito artistico-espressivo ha in genere una positiva ricaduta sulla formazione e sullo sviluppo della personalità del discente.
978-88-6318-221-7
Biasi, V. (2019). Per una educazione all’immagine e ai linguaggi artistici: il metodo fenomenologico-sperimentale per la lettura degli aspetti percettivi, delle qualità espressive, dei simboli e dei significati.. In F.D. Curtis G. (a cura di), Davanti a na fotografia. Immagini, metodi d'analisi, interpretazioni (pp. 107-129). Acireale - Roma : Bonanno.
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