La difficoltà di "collocare" le attività economiche derivanti dalla cultura e dalla creatività in un contesto di coerenza ed intelligibilità ha impedito agli studiosi e ai responsabili delle politiche economiche di giungere a conclusioni condivise sui criteri di definizione di questo settore economico. La mancanza di chiarezza nella terminologia raggiunse l'apice alla fine degli anni Novanta, quando le "industrie creative" sostituirono le "industrie culturali", termine fino ad allora ampiamente diffuso e utilizzato nelle politiche culturali nazionali e internazionali. Alla luce dell'intenso dibattito accademico sviluppato attorno alle industrie culturali e creative, la prima parte di questo libro analizza tensioni, dibattiti e divergenze nelle definizioni, nonché le peculiari caratteristiche di queste industrie. Vengono inoltre illustrati gli effetti dell'applicazione di diversi schemi di classificazione del settore culturale e creativo sul suo peso economico, e discusse le difficoltà che esso incontra nella competizione con altri settori per accedere ai programmi di finanziamento europeo. La seconda parte del libro indaga le molteplici relazioni che le industrie creative installano tra di loro e con il contesto urbano. I modelli di localizzazione delle imprese creative vengono analizzati in un caso di studio nella Città metropolitana di Roma. Le distribuzioni spaziali dei diversi settori creativi sono studiate utilizzando punti georiferiti come input per un modello statistico basato sulla funzione K di Ripley. Un'ipotesi nulla di distribuzione casuale viene verificata per le seguenti condizioni: analizzando la distribuzione spaziale di ogni singolo settore creativo rispetto al resto delle attività creative; confrontando a coppie i settori creativi per identificare quelli che rivelano attrazione reciproca; confrontando, per ciascun settore creativo, i modelli di localizzazione delle attività core-creative rispetto alla localizzazione delle rispettive funzioni di servizio. L'analisi empirica ha mostrato che, nella maggior parte dei casi, i settori core-creativi hanno la tendenza di raggrupparsi nello spazio a piccole distanze mentre i rispettivi settori di servizio sono dispersi internamente e disposti attorno al cuore. I confronti reciproci hanno rivelato l'esistenza di cluster creativi urbani caratterizzati dalla coesistenza di diverse attività creative.

Lelo, K. (2019). FROM THE SUBSIDIZED MUSE TO CREATIVE INDUSTRIES: CONVERGENCES AND COMPROMISES With a case study in Greater Rome. Roma : Roma TrE-Press.

FROM THE SUBSIDIZED MUSE TO CREATIVE INDUSTRIES: CONVERGENCES AND COMPROMISES With a case study in Greater Rome

Keti Lelo
2019-01-01

Abstract

La difficoltà di "collocare" le attività economiche derivanti dalla cultura e dalla creatività in un contesto di coerenza ed intelligibilità ha impedito agli studiosi e ai responsabili delle politiche economiche di giungere a conclusioni condivise sui criteri di definizione di questo settore economico. La mancanza di chiarezza nella terminologia raggiunse l'apice alla fine degli anni Novanta, quando le "industrie creative" sostituirono le "industrie culturali", termine fino ad allora ampiamente diffuso e utilizzato nelle politiche culturali nazionali e internazionali. Alla luce dell'intenso dibattito accademico sviluppato attorno alle industrie culturali e creative, la prima parte di questo libro analizza tensioni, dibattiti e divergenze nelle definizioni, nonché le peculiari caratteristiche di queste industrie. Vengono inoltre illustrati gli effetti dell'applicazione di diversi schemi di classificazione del settore culturale e creativo sul suo peso economico, e discusse le difficoltà che esso incontra nella competizione con altri settori per accedere ai programmi di finanziamento europeo. La seconda parte del libro indaga le molteplici relazioni che le industrie creative installano tra di loro e con il contesto urbano. I modelli di localizzazione delle imprese creative vengono analizzati in un caso di studio nella Città metropolitana di Roma. Le distribuzioni spaziali dei diversi settori creativi sono studiate utilizzando punti georiferiti come input per un modello statistico basato sulla funzione K di Ripley. Un'ipotesi nulla di distribuzione casuale viene verificata per le seguenti condizioni: analizzando la distribuzione spaziale di ogni singolo settore creativo rispetto al resto delle attività creative; confrontando a coppie i settori creativi per identificare quelli che rivelano attrazione reciproca; confrontando, per ciascun settore creativo, i modelli di localizzazione delle attività core-creative rispetto alla localizzazione delle rispettive funzioni di servizio. L'analisi empirica ha mostrato che, nella maggior parte dei casi, i settori core-creativi hanno la tendenza di raggrupparsi nello spazio a piccole distanze mentre i rispettivi settori di servizio sono dispersi internamente e disposti attorno al cuore. I confronti reciproci hanno rivelato l'esistenza di cluster creativi urbani caratterizzati dalla coesistenza di diverse attività creative.
2019
978-88-32136-80-7
Lelo, K. (2019). FROM THE SUBSIDIZED MUSE TO CREATIVE INDUSTRIES: CONVERGENCES AND COMPROMISES With a case study in Greater Rome. Roma : Roma TrE-Press.
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