Il codice civile brasiliano del 2002, primo codice del terzo millennio, presenta caratteri di significativa innovazione rispetto alle codificazioni borghesi. Difatti, da un lato la società civile è profondamente cambiata sia sul piano sociale che su quello economico; dall’altro i suoi codificatori lo hanno modellato come un codice ‘sociale’, aperto all’interpretazione, grazie al ricorrente rinvio a clausole generali. Se la ‘funzione sociale’ della proprietà è già nota – anche in Italia a partire dalla Costituzione del 1948 – la ‘funzione sociale’ del possesso, ma soprattutto quella del contratto rappresentano una vera e propria rivoluzione copernicana. Il contratto, strumento liberistico per eccellenza – il passaggio «dallo status al contratto», ha ridisegnato gli equilibri economico-sociali del mondo occidentale, facendo crollare il fondamento sociale feudale basato sulla proprietà immobiliare – ridimensiona il suo ruolo, assumendo una funzione ‘sociale’ e trasformando l’equilibrio patrimoniale tra le parti, nella visione ottocentesca ancorato esclusivamente alla libertà ed al volere dei contraenti, in un nuovo equilibrio che deve tener conto della dignità dei contraenti e, più in generale, degli scopi che tale contratto vuole raggiungere. Questo DNA, derivato da una società multiculturale in cui il cittadino destinatario del codice civile non è più solo un’élite, proietta il codice nella dimensione di «Costituzione dell’uomo comune». Come ha affermato il Prof. Reale, da cui il codice prende anche il nome: «questo non è il codice dell’individuo isolato e del suo egoismo personalista, ma della persona umana in relazione con gli altri membri della collettività».

Carbone, P. (2019). Il nuovo codice civile brasiliano. Aggiornato alla legge n° 13.792 del 3 gennaio 2019. Wolters Kluwer Italia srl/CEDAM.

Il nuovo codice civile brasiliano. Aggiornato alla legge n° 13.792 del 3 gennaio 2019

Paolo Carbone
2019

Abstract

Il codice civile brasiliano del 2002, primo codice del terzo millennio, presenta caratteri di significativa innovazione rispetto alle codificazioni borghesi. Difatti, da un lato la società civile è profondamente cambiata sia sul piano sociale che su quello economico; dall’altro i suoi codificatori lo hanno modellato come un codice ‘sociale’, aperto all’interpretazione, grazie al ricorrente rinvio a clausole generali. Se la ‘funzione sociale’ della proprietà è già nota – anche in Italia a partire dalla Costituzione del 1948 – la ‘funzione sociale’ del possesso, ma soprattutto quella del contratto rappresentano una vera e propria rivoluzione copernicana. Il contratto, strumento liberistico per eccellenza – il passaggio «dallo status al contratto», ha ridisegnato gli equilibri economico-sociali del mondo occidentale, facendo crollare il fondamento sociale feudale basato sulla proprietà immobiliare – ridimensiona il suo ruolo, assumendo una funzione ‘sociale’ e trasformando l’equilibrio patrimoniale tra le parti, nella visione ottocentesca ancorato esclusivamente alla libertà ed al volere dei contraenti, in un nuovo equilibrio che deve tener conto della dignità dei contraenti e, più in generale, degli scopi che tale contratto vuole raggiungere. Questo DNA, derivato da una società multiculturale in cui il cittadino destinatario del codice civile non è più solo un’élite, proietta il codice nella dimensione di «Costituzione dell’uomo comune». Come ha affermato il Prof. Reale, da cui il codice prende anche il nome: «questo non è il codice dell’individuo isolato e del suo egoismo personalista, ma della persona umana in relazione con gli altri membri della collettività».
9788813370725
Carbone, P. (2019). Il nuovo codice civile brasiliano. Aggiornato alla legge n° 13.792 del 3 gennaio 2019. Wolters Kluwer Italia srl/CEDAM.
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