Se la centralità del lessico nella comunicazione verbale è difficilmente opinabile, appare altrettanto cruciale il ruolo che esso svolge nell’apprendimento della seconda lingua, tanto che la competenza lessicale è comunemente ritenuta un buon indicatore del livello linguistico raggiunto. Tra le criticità nell’apprendimento del lessico cinese quella dell’uso dei sinonimi è avvertita sin dall’inizio dello studio della lingua, da quando gli apprendenti iniziano a confrontarsi con unità lessicali caratterizzate da alta frequenza d’uso che significano ‘quasi la stessa cosa’ ma che, a ben vedere, presentano contesti d’uso specifici, funzioni sintattiche proprie e a volte anche classi lessicali diverse. È spesso il ricorso alla L1, inevitabile nel contesto dell’istruzione guidata del cinese come lingua straniera, e in particolare il riferimento ai traducenti nella lingua degli apprendenti, a rendere ancor più confuse le idee e meno efficace tanto la didattica quanto l’apprendimento di queste unità. Scopo delle seguenti pagine è i) descrivere il meccanismo della sinonimia in cinese moderno; ii) illustrare gli studi condotti nell’ambito del cinese L2 e LS; iii) presentare i dati tratti da un campione di apprendenti italofoni per giungere a possibili sviluppi di ricerca e implicazioni didattiche.

Romagnoli, C. (2021). Dire quasi la stessa cosa: l’apprendimento dei sinonimi in cinese come lingua straniera. In S.C. Chiara Romagnoli (a cura di), La lingua cinese in Italia- Studi su didattica e acquisizione (pp. 71-86). Roma : Roma Tre Press [10.13134/979-12-5977-067-7/4].

Dire quasi la stessa cosa: l’apprendimento dei sinonimi in cinese come lingua straniera

Chiara Romagnoli
2021-01-01

Abstract

Se la centralità del lessico nella comunicazione verbale è difficilmente opinabile, appare altrettanto cruciale il ruolo che esso svolge nell’apprendimento della seconda lingua, tanto che la competenza lessicale è comunemente ritenuta un buon indicatore del livello linguistico raggiunto. Tra le criticità nell’apprendimento del lessico cinese quella dell’uso dei sinonimi è avvertita sin dall’inizio dello studio della lingua, da quando gli apprendenti iniziano a confrontarsi con unità lessicali caratterizzate da alta frequenza d’uso che significano ‘quasi la stessa cosa’ ma che, a ben vedere, presentano contesti d’uso specifici, funzioni sintattiche proprie e a volte anche classi lessicali diverse. È spesso il ricorso alla L1, inevitabile nel contesto dell’istruzione guidata del cinese come lingua straniera, e in particolare il riferimento ai traducenti nella lingua degli apprendenti, a rendere ancor più confuse le idee e meno efficace tanto la didattica quanto l’apprendimento di queste unità. Scopo delle seguenti pagine è i) descrivere il meccanismo della sinonimia in cinese moderno; ii) illustrare gli studi condotti nell’ambito del cinese L2 e LS; iii) presentare i dati tratti da un campione di apprendenti italofoni per giungere a possibili sviluppi di ricerca e implicazioni didattiche.
979-12-5977-067-7
Romagnoli, C. (2021). Dire quasi la stessa cosa: l’apprendimento dei sinonimi in cinese come lingua straniera. In S.C. Chiara Romagnoli (a cura di), La lingua cinese in Italia- Studi su didattica e acquisizione (pp. 71-86). Roma : Roma Tre Press [10.13134/979-12-5977-067-7/4].
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