Da sempre lo spazio della foresta rimanda a una grande antinomia: protezione per uomini reietti, creature mostruose, banditi, streghe, ma anche rifugio per santi, predicatori. Oggi la ricerca della ‘foresta’ innesca alcuni processi di trasformazione del paesaggio che potremmo definire paradossali. Da una parte essa si formalizza come spazio vegetale all’interno della città — la cosiddetta foresta urbana, — caratterizzato da una vegetazione densa, spesso selvatica, alla quale viene data una forte valenza ecologica e sociale; dall’altra è sempre più  ‘urbanizzata’ per dinamiche riconducibili al turismo esperienziale. In entrambi i casi sembra che ci sia, da parte del cittadino, spinto forse dal desiderio di avventura oppure dalla necessità  di vivere in modo diverso in spazi inusuali, una richiesta, una necessità  di rifugiarsi, in modo più o meno estemporaneo, all’interno di uno spazio apparentemente incontrollato, selvaggio, distaccato dalla quotidianità. Il cittadino cerca un luogo, quello della foresta, che esiste solo nel suo immaginario.

Gabbianelli, A. (2022). Evadere e ripararsi: abitare nella foresta. In Antonio di Campli, Alessandro Gabbianelli (a cura di), Delinking. Lo spazio della coesistenza (pp. 77-103). Siracusa : LetteraVentidue.

Evadere e ripararsi: abitare nella foresta

Alessandro Gabbianelli
2022

Abstract

Da sempre lo spazio della foresta rimanda a una grande antinomia: protezione per uomini reietti, creature mostruose, banditi, streghe, ma anche rifugio per santi, predicatori. Oggi la ricerca della ‘foresta’ innesca alcuni processi di trasformazione del paesaggio che potremmo definire paradossali. Da una parte essa si formalizza come spazio vegetale all’interno della città — la cosiddetta foresta urbana, — caratterizzato da una vegetazione densa, spesso selvatica, alla quale viene data una forte valenza ecologica e sociale; dall’altra è sempre più  ‘urbanizzata’ per dinamiche riconducibili al turismo esperienziale. In entrambi i casi sembra che ci sia, da parte del cittadino, spinto forse dal desiderio di avventura oppure dalla necessità  di vivere in modo diverso in spazi inusuali, una richiesta, una necessità  di rifugiarsi, in modo più o meno estemporaneo, all’interno di uno spazio apparentemente incontrollato, selvaggio, distaccato dalla quotidianità. Il cittadino cerca un luogo, quello della foresta, che esiste solo nel suo immaginario.
978-88-6242-624-4
Gabbianelli, A. (2022). Evadere e ripararsi: abitare nella foresta. In Antonio di Campli, Alessandro Gabbianelli (a cura di), Delinking. Lo spazio della coesistenza (pp. 77-103). Siracusa : LetteraVentidue.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11590/400140
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