L’intercomprensione (d’ora in poi IC) è un fenomeno più diffuso di quanto non si creda, che si basa su un tipo di comunicazione in cui gli interlocutori si esprimono nella propria lingua e comprendono la lingua dell'altro. Questa capacità di comunicazione basata sulla comprensione reciproca tra parlanti di lingue diverse può essere accelerata tramite un insegnamento specifico. Le applicazioni didattiche dell’IC promuovono il plurilinguismo, preservano il multilinguismo, permettono lo sviluppo delle abilità ricettive e favoriscono l’autonomia, la consapevolezza linguistica, metalinguistica e cognitiva dell'apprendente. Con questo lavoro le autrici intendono delinare uno stato dell’arte completo e aggiornato dell’IC, riunendo in una sintesi più di trent’anni di ricerca, e illustrando i principi, le metodologie, i vantaggi, e le prospettive dell’IC in riferimento all’educazione linguistica. L’idea del volume nasce dall’incontro e dalla collaborazione dalle autrici, che rappresentano due scuole di IC diverse che per anni sono state considerate antitetiche. Da una parte la scuola di Claire Blanche-Benveniste, di cui è portavoce Elisabetta Bonvino, dall’altra la scuola di Louise Dabène, di cui è portavoce Sandra Garbarino. La prima scuola, come vedremo, ha dato impulso alla dimensione ricettiva dell’IC, la seconda alla dimensione interattiva. I differenti approcci dell’IC hanno rimodellato le pratiche didattiche di numerosi formatori, docenti e ricercatori, imprimendo un nuovo slancio all'insegnamento delle lingue, (ri)orientandolo verso la didattica plurilingue e l'IC, cui hanno saputo associare le nuove tecnologie e lo sviluppo delle digital literacies. Dall’incontro delle due prospettive nasce una visione organica, originale e completa dell’IC. L’IC è stata al centro di numerosi progetti di cooperazione europea, i cui finanziamenti hanno permesso la produzione di materiale didattico, l’elaborazione di percorsi formativi, la creazione di reti universitarie. Tuttavia, l’approccio didattico dell’IC è ancora poco conosciuto perfino nell’ambito della didattica delle lingue. Riteniamo che oggi, in un contesto in cui sono favoriti gli spostamenti e gli scambi tra i cittadini (per lavoro, per studio o per piacere), in cui si affermano aziende multinazionali e nascono le prime Università europee transnazionali, si sono finalmente create le condizioni per una piena diffusione dell’IC. La promozione delle istanze del plurilinguismo e dell’IC possono inserirsi in una nuova interpretazione secondo una prospettiva internazionale delle Dieci Tesi per l’educazione linguistica democratica (GISCEL 1975). Nell’Italia degli anni Settanta, l’obiettivo delle Dieci Tesi era quello di sottolineare la centralità e la trasversalità del linguaggio verbale (Tesi 1) e la necessità di una educazione linguistica efficace e democratica, intesa a promuovere l’uguaglianza dei cittadini, dando piena legittimità a ciascuna varietà linguistica (Tesi 4). Anche oggi, in un’Europa sempre più multilingue e multiculturale, i cittadini devono poter avere pari opportunità di esercitare i propri diritti, ed è perciò fondamentale che per farlo dispongano degli strumenti linguistici che permettano loro di comprendere le lingue degli altri e di farsi comprendere. Per introdurre l’argomento e presentare i principali dati sull’IC, il primo capitolo di questo libro risponde ad alcune domande di carattere generale: in quanti modi si può comunicare con le lingue? Quante parole vengono utilizzate per descrivere il fenomeno dell’IC? Quanto è praticata l’IC, da quanti anni, in quanti luoghi? Quanti progetti la riguardano? Quante lingue si possono insegnare (e apprendere) in uno stesso corso? Il secondo capitolo descrive come funziona l’IC, illustrando i principi che caratterizzano l’approccio in tutte le sue declinazioni e le competenze che lo compongono. Nella seconda parte del capitolo vengono gettate le basi per una misurazione delle competenze dell’IC. Il terzo e il quarto capitolo mostrano più da vicino i principali strumenti didattici e le strategie che riguardano la dimensione ricettiva (cap 3) e quella interattiva (cap 4).

Bonvino, E., Garbarino, S. (2022). Intercomprensione. Cesena/Bologna : Caissa Italia.

Intercomprensione

Elisabetta Bonvino
;
2022

Abstract

L’intercomprensione (d’ora in poi IC) è un fenomeno più diffuso di quanto non si creda, che si basa su un tipo di comunicazione in cui gli interlocutori si esprimono nella propria lingua e comprendono la lingua dell'altro. Questa capacità di comunicazione basata sulla comprensione reciproca tra parlanti di lingue diverse può essere accelerata tramite un insegnamento specifico. Le applicazioni didattiche dell’IC promuovono il plurilinguismo, preservano il multilinguismo, permettono lo sviluppo delle abilità ricettive e favoriscono l’autonomia, la consapevolezza linguistica, metalinguistica e cognitiva dell'apprendente. Con questo lavoro le autrici intendono delinare uno stato dell’arte completo e aggiornato dell’IC, riunendo in una sintesi più di trent’anni di ricerca, e illustrando i principi, le metodologie, i vantaggi, e le prospettive dell’IC in riferimento all’educazione linguistica. L’idea del volume nasce dall’incontro e dalla collaborazione dalle autrici, che rappresentano due scuole di IC diverse che per anni sono state considerate antitetiche. Da una parte la scuola di Claire Blanche-Benveniste, di cui è portavoce Elisabetta Bonvino, dall’altra la scuola di Louise Dabène, di cui è portavoce Sandra Garbarino. La prima scuola, come vedremo, ha dato impulso alla dimensione ricettiva dell’IC, la seconda alla dimensione interattiva. I differenti approcci dell’IC hanno rimodellato le pratiche didattiche di numerosi formatori, docenti e ricercatori, imprimendo un nuovo slancio all'insegnamento delle lingue, (ri)orientandolo verso la didattica plurilingue e l'IC, cui hanno saputo associare le nuove tecnologie e lo sviluppo delle digital literacies. Dall’incontro delle due prospettive nasce una visione organica, originale e completa dell’IC. L’IC è stata al centro di numerosi progetti di cooperazione europea, i cui finanziamenti hanno permesso la produzione di materiale didattico, l’elaborazione di percorsi formativi, la creazione di reti universitarie. Tuttavia, l’approccio didattico dell’IC è ancora poco conosciuto perfino nell’ambito della didattica delle lingue. Riteniamo che oggi, in un contesto in cui sono favoriti gli spostamenti e gli scambi tra i cittadini (per lavoro, per studio o per piacere), in cui si affermano aziende multinazionali e nascono le prime Università europee transnazionali, si sono finalmente create le condizioni per una piena diffusione dell’IC. La promozione delle istanze del plurilinguismo e dell’IC possono inserirsi in una nuova interpretazione secondo una prospettiva internazionale delle Dieci Tesi per l’educazione linguistica democratica (GISCEL 1975). Nell’Italia degli anni Settanta, l’obiettivo delle Dieci Tesi era quello di sottolineare la centralità e la trasversalità del linguaggio verbale (Tesi 1) e la necessità di una educazione linguistica efficace e democratica, intesa a promuovere l’uguaglianza dei cittadini, dando piena legittimità a ciascuna varietà linguistica (Tesi 4). Anche oggi, in un’Europa sempre più multilingue e multiculturale, i cittadini devono poter avere pari opportunità di esercitare i propri diritti, ed è perciò fondamentale che per farlo dispongano degli strumenti linguistici che permettano loro di comprendere le lingue degli altri e di farsi comprendere. Per introdurre l’argomento e presentare i principali dati sull’IC, il primo capitolo di questo libro risponde ad alcune domande di carattere generale: in quanti modi si può comunicare con le lingue? Quante parole vengono utilizzate per descrivere il fenomeno dell’IC? Quanto è praticata l’IC, da quanti anni, in quanti luoghi? Quanti progetti la riguardano? Quante lingue si possono insegnare (e apprendere) in uno stesso corso? Il secondo capitolo descrive come funziona l’IC, illustrando i principi che caratterizzano l’approccio in tutte le sue declinazioni e le competenze che lo compongono. Nella seconda parte del capitolo vengono gettate le basi per una misurazione delle competenze dell’IC. Il terzo e il quarto capitolo mostrano più da vicino i principali strumenti didattici e le strategie che riguardano la dimensione ricettiva (cap 3) e quella interattiva (cap 4).
9788867291298
Bonvino, E., Garbarino, S. (2022). Intercomprensione. Cesena/Bologna : Caissa Italia.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11590/400441
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact