Bari è sola. Da sempre. Senza territori da dirigere, né centri imperiali cui obbedire, se non altro perché lontani. È periferia nella periferia. Non ha radici gloriose da onorare, né quarti di nobiltà da difendere. Chi è solo deve, innanzi tutto, sbrigarsela da solo, guadagnarsi ogni cosa, massimizzando continuamente i benefici attingibili dal contesto e dagli assetti egemoni. Arraffando, all’occorrenza: come nel mito fondativo della “traslazione” (=furto) da Mira delle spoglie del Santo (Nicola). L’assenza di vincoli originari, d’altro canto, conferisce a Bari una speciale leggerezza, ossia la disponibilità a gettarsi nella sperimentazione dei modelli nuovi che capitano a tiro, dunque a investire sul futuro. Nella letteratura diffusa, la città è (mal)reputata soprattutto per la prima attitudine, quella al realizzo nel breve (“pochi, maledetti e subito”). Della seconda c’è poca traccia o, meglio, essa non viene presa sul serio. Al massimo è considerata come funzionale alla prima: per catalizzare risorse occorre sapersi adeguare rapidamente ai quadri regolativi e ai poteri emergenti. Per questo la città appare, ad un tempo, conservatrice (riluttante a staccarsi dalla greppia usata) e novatrice (desiderosa di aggredire nuove fonti d’abbondanza). Disorientando gli analisti.

Romano, O. (2017). Bari. In Gianfranco Viesti, Bruno Simili (a cura di), Viaggio in Italia. Racconto di un paese difficile e bellissimo (pp. 219-222). ITA : Il Mulino.

Bari

Onofrio Romano
2017-01-01

Abstract

Bari è sola. Da sempre. Senza territori da dirigere, né centri imperiali cui obbedire, se non altro perché lontani. È periferia nella periferia. Non ha radici gloriose da onorare, né quarti di nobiltà da difendere. Chi è solo deve, innanzi tutto, sbrigarsela da solo, guadagnarsi ogni cosa, massimizzando continuamente i benefici attingibili dal contesto e dagli assetti egemoni. Arraffando, all’occorrenza: come nel mito fondativo della “traslazione” (=furto) da Mira delle spoglie del Santo (Nicola). L’assenza di vincoli originari, d’altro canto, conferisce a Bari una speciale leggerezza, ossia la disponibilità a gettarsi nella sperimentazione dei modelli nuovi che capitano a tiro, dunque a investire sul futuro. Nella letteratura diffusa, la città è (mal)reputata soprattutto per la prima attitudine, quella al realizzo nel breve (“pochi, maledetti e subito”). Della seconda c’è poca traccia o, meglio, essa non viene presa sul serio. Al massimo è considerata come funzionale alla prima: per catalizzare risorse occorre sapersi adeguare rapidamente ai quadri regolativi e ai poteri emergenti. Per questo la città appare, ad un tempo, conservatrice (riluttante a staccarsi dalla greppia usata) e novatrice (desiderosa di aggredire nuove fonti d’abbondanza). Disorientando gli analisti.
9788815261199
Romano, O. (2017). Bari. In Gianfranco Viesti, Bruno Simili (a cura di), Viaggio in Italia. Racconto di un paese difficile e bellissimo (pp. 219-222). ITA : Il Mulino.
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