“L’Europa non si potrà fare contro, ma solo con le nazioni e con le loro legittime specificità, e dal canto loro le nazioni dovranno imparare a vedere anche se stesse come agglomerati di diverse componenti etniche, linguistiche e culturali” . (H. Schulze, Il ritorno di Europa. La nuova Germania e il vecchio continente, Donzelli, Roma, 1995, p.42.) Dall'introduzione "L'Europa che nasce": "Provate a dare uno sguardo ad una cartina geografica del continente all’inizio del nuovo millennio e cercate di immaginare… Un mare sempre più piccolo, il Mediterraneo, culla di antiche civiltà, attraversato da movimenti sempre più fitti di uomini da sud a nord, e di merci da sud a nord -manufatti non finiti- e da nord a sud -manufatti finiti-. La globalizzazione permea anche il Vecchio Continente con le sue potenzialità e le sue logiche di profitto e sfruttamento. Da più di dieci anni la “cortina di ferro” non esiste più e ora l’Est spinge per entrare nell’Unione. A metà novembre del 2001 l’Unione europea ha annunciato che a 10 paesi - Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Malta e Cipro - sarà consentito di accedere all’Unione prima delle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2004. Chi l’avrebbe mai detto solo dieci anni fa? Inoltre tre di questi paesi sono passati dal Patto di Varsavia alla Nato. Sembrano veramente altri tempi quelli della Guerra Fredda. Con i nuovi ingressi nell’Unione cambieranno molte cose: anzitutto le istituzioni segneranno il passo e dovranno confrontarsi con le nuove realtà." (...)

Ruspini, P. (2000). Nuovi modi di pensare l’Europa. In A. Marazzi (a cura di), Una bussola per l’Europa (pp. 91-95). MILANO - ITA : Hoepli-Fondazione Cariplo ISMU.

Nuovi modi di pensare l’Europa

RUSPINI P
2000-01-01

Abstract

“L’Europa non si potrà fare contro, ma solo con le nazioni e con le loro legittime specificità, e dal canto loro le nazioni dovranno imparare a vedere anche se stesse come agglomerati di diverse componenti etniche, linguistiche e culturali” . (H. Schulze, Il ritorno di Europa. La nuova Germania e il vecchio continente, Donzelli, Roma, 1995, p.42.) Dall'introduzione "L'Europa che nasce": "Provate a dare uno sguardo ad una cartina geografica del continente all’inizio del nuovo millennio e cercate di immaginare… Un mare sempre più piccolo, il Mediterraneo, culla di antiche civiltà, attraversato da movimenti sempre più fitti di uomini da sud a nord, e di merci da sud a nord -manufatti non finiti- e da nord a sud -manufatti finiti-. La globalizzazione permea anche il Vecchio Continente con le sue potenzialità e le sue logiche di profitto e sfruttamento. Da più di dieci anni la “cortina di ferro” non esiste più e ora l’Est spinge per entrare nell’Unione. A metà novembre del 2001 l’Unione europea ha annunciato che a 10 paesi - Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Malta e Cipro - sarà consentito di accedere all’Unione prima delle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2004. Chi l’avrebbe mai detto solo dieci anni fa? Inoltre tre di questi paesi sono passati dal Patto di Varsavia alla Nato. Sembrano veramente altri tempi quelli della Guerra Fredda. Con i nuovi ingressi nell’Unione cambieranno molte cose: anzitutto le istituzioni segneranno il passo e dovranno confrontarsi con le nuove realtà." (...)
Ruspini, P. (2000). Nuovi modi di pensare l’Europa. In A. Marazzi (a cura di), Una bussola per l’Europa (pp. 91-95). MILANO - ITA : Hoepli-Fondazione Cariplo ISMU.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/405914
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