Il volume si interroga sul progetto di paesaggio nel Novecento. Le opere che vi sono presentate sono significative non solo in quanto esperienze di una cultura progettuale matura e operante, ma anche per la loro capacità di interpretare temi che si intrecciano con le arti visive, le scienze naturali e sociali. Più che proporsi come un atlante di realizzazioni, questa raccolta vuole costruire un termine di confronto attraverso quattro categorie che con i progetti si è tentato di intercettare: paesaggi della memoria, paesaggi domestici, paesaggi d’invenzione, paesaggi dell’emergenza. Il contributo di Annalisa Metta si colloca nella sezione ‘paesaggi d’emergenza’ e descrive la vicenda della progettazione dei campi per migranti interni ad opera di Garrett Eckbo su incarico della Farm Security Administration, negli Stati Uniti, tra il 1939 e il 1942. Alla fine degli anni Trenta, diversi stati centrali solo colpiti dalla Dust Bowl, una tremenda e prolungata siccità. Il suolo arido si fa polvere e migliaia di famiglie disperate abbandonano le proprie terre alla volta della West Coast, in cerca di lavoro: si stima che nel solo 1930 arrivino in California oltre un milione di migranti. Di fronte a questa tragedia epocale, la FSA assume un gruppo di progettisti per offrire ai migranti delle condizioni di vita minimamente dignitose. Tra questi vi è Garrett Eckbo, architetto del paesaggio. Nei poverissimi anni Trenta, lo Stato Federale ritiene che la qualità degli spazi aperti dei campi per i migranti è fondamentale quanto lo sono le case e le strade, quanto l’acqua e l’elettricità, l’igiene e l’assistenza sanitaria; che il progetto del paesaggio è un bene di prima necessità, che è essenziale, indispensabile per riconoscere e garantire il più elementare diritto alla dignità degli esseri umani.
Metta, A. (2021). Garrett Eckbo per la FSA. Landscape for Living. In D.F. Alessandra Capuano (a cura di), Paesaggi del Novecento. Autori e progetti (pp. 182-191). Siracusa : LetteraVentidue.
Garrett Eckbo per la FSA. Landscape for Living
annalisa metta
2021-01-01
Abstract
Il volume si interroga sul progetto di paesaggio nel Novecento. Le opere che vi sono presentate sono significative non solo in quanto esperienze di una cultura progettuale matura e operante, ma anche per la loro capacità di interpretare temi che si intrecciano con le arti visive, le scienze naturali e sociali. Più che proporsi come un atlante di realizzazioni, questa raccolta vuole costruire un termine di confronto attraverso quattro categorie che con i progetti si è tentato di intercettare: paesaggi della memoria, paesaggi domestici, paesaggi d’invenzione, paesaggi dell’emergenza. Il contributo di Annalisa Metta si colloca nella sezione ‘paesaggi d’emergenza’ e descrive la vicenda della progettazione dei campi per migranti interni ad opera di Garrett Eckbo su incarico della Farm Security Administration, negli Stati Uniti, tra il 1939 e il 1942. Alla fine degli anni Trenta, diversi stati centrali solo colpiti dalla Dust Bowl, una tremenda e prolungata siccità. Il suolo arido si fa polvere e migliaia di famiglie disperate abbandonano le proprie terre alla volta della West Coast, in cerca di lavoro: si stima che nel solo 1930 arrivino in California oltre un milione di migranti. Di fronte a questa tragedia epocale, la FSA assume un gruppo di progettisti per offrire ai migranti delle condizioni di vita minimamente dignitose. Tra questi vi è Garrett Eckbo, architetto del paesaggio. Nei poverissimi anni Trenta, lo Stato Federale ritiene che la qualità degli spazi aperti dei campi per i migranti è fondamentale quanto lo sono le case e le strade, quanto l’acqua e l’elettricità, l’igiene e l’assistenza sanitaria; che il progetto del paesaggio è un bene di prima necessità, che è essenziale, indispensabile per riconoscere e garantire il più elementare diritto alla dignità degli esseri umani.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.