Con 'Roger Fry', Virginia Woolf concepisce una biografia che mette in discussione la storiografia tradizionale, proponendo invece una narrazione frammentaria, capace di sfuggire all’illusione retorica di un io coerente e unitario. Il presente articolo vuole indagare come Woolf adotti una struttura polifonica, dettata dall’empatia, in modo che la vita di Fry, seppur raccontata da un’altra voce, conservi il tratto autentico della voce del protagonista. Prendendo le distanze dal carattere teleologico della biografia vittoriana, l’opera di Woolf si configura come un connubio tra arte e artigianato in grado di restituire la vita attraverso una “forma significativa” che ne esprima ermeneuticamente la complessità emotiva.
Raso, A. (2025). Craft vs. Art? 'Roger Fry' di Virginia Woolf e l’empatia trans-autoriale. In G.B. Livia Bellardini (a cura di), Difetti d’autore. Forme e significati dell’autorialità (pp. 107-123). Roma : RomaTre-Press [10.13134/979-12-5977-482-8].
Craft vs. Art? 'Roger Fry' di Virginia Woolf e l’empatia trans-autoriale
Andrea Raso
2025-01-01
Abstract
Con 'Roger Fry', Virginia Woolf concepisce una biografia che mette in discussione la storiografia tradizionale, proponendo invece una narrazione frammentaria, capace di sfuggire all’illusione retorica di un io coerente e unitario. Il presente articolo vuole indagare come Woolf adotti una struttura polifonica, dettata dall’empatia, in modo che la vita di Fry, seppur raccontata da un’altra voce, conservi il tratto autentico della voce del protagonista. Prendendo le distanze dal carattere teleologico della biografia vittoriana, l’opera di Woolf si configura come un connubio tra arte e artigianato in grado di restituire la vita attraverso una “forma significativa” che ne esprima ermeneuticamente la complessità emotiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


