All’inizio degli anni Novanta, il quartiere Ostiense-Marconi ha visto l’avvio di un processo di trasformazione e rigenerazione urbana con il Progetto Urbano, in cui la Università degli Studi Roma Tre ha svolto il ruolo di anchor institution. L’idea di "Città della conoscenza" ha progressivamente sostituito la precedente immagine di "Città fabbrica", delineando un nuovo modello di sviluppo per il territorio. A distanza di trent’anni, si rende necessaria una riflessione sul rapporto tra l’Università, le istituzioni culturali, le imprese e gli enti del terzo settore all’interno di questo processo di trasformazione. Attraverso un approccio di conoscenza-contatto, sviluppato mediante interviste mirate con attori chiave del quadrante Ostiense-Marconi, questa ricerca ha monitorato le reti di relazioni che caratterizzano il quartiere. Le connessioni informali tra gli attori locali si configurano come una rete dinamica e collaborativa che va oltre le interazioni istituzionali formali, rivelandosi un elemento chiave per il carattere sperimentale e innovativo dell’area. Questo network astratto non solo favorisce l’uso condiviso degli spazi, ma facilita anche la creazione di sinergie capaci di promuovere progetti culturali e sociali. La presenza di istituzioni accademiche, spazi di coworking e realtà culturali ha reso Ostiense un laboratorio urbano in continua evoluzione, in cui la rigenerazione non è solo fisica ma anche sociale e culturale. Dai risultati emerge la necessità di nuovi spazi pubblici che rispondano ai bisogni di una comunità in trasformazione. Il coinvolgimento di realtà come Industrie Fluviali, Porto Fluviale, Millepiani, NABA, Biblioteca Marconi e Municipio VIII testimonia un impegno congiunto verso l’inclusione sociale e l’accessibilità culturale, promuovendo modelli di governance partecipativa. Inoltre, la ricerca ha messo in luce aree di indagine future, come il ruolo degli spazi di coworking nella rigenerazione urbana, la funzione di Roma Tre nella terza missione e il potenziale inespresso del fiume Tevere come risorsa per il quartiere. Queste tematiche suggeriscono una prospettiva di rigenerazione che va oltre la semplice riqualificazione fisica, includendo la dimensione relazionale e sociale del territorio.

Milanese, A. (In corso di stampa). Reti visibili e invisibili. La conoscenza-contatto. In A.L.M. Romina D’Ascanio (a cura di), ECOSISTEMA OSTIENSE. SPAZIO DI RETI E RELAZIONI .

Reti visibili e invisibili. La conoscenza-contatto

Ana Milanese
In corso di stampa

Abstract

All’inizio degli anni Novanta, il quartiere Ostiense-Marconi ha visto l’avvio di un processo di trasformazione e rigenerazione urbana con il Progetto Urbano, in cui la Università degli Studi Roma Tre ha svolto il ruolo di anchor institution. L’idea di "Città della conoscenza" ha progressivamente sostituito la precedente immagine di "Città fabbrica", delineando un nuovo modello di sviluppo per il territorio. A distanza di trent’anni, si rende necessaria una riflessione sul rapporto tra l’Università, le istituzioni culturali, le imprese e gli enti del terzo settore all’interno di questo processo di trasformazione. Attraverso un approccio di conoscenza-contatto, sviluppato mediante interviste mirate con attori chiave del quadrante Ostiense-Marconi, questa ricerca ha monitorato le reti di relazioni che caratterizzano il quartiere. Le connessioni informali tra gli attori locali si configurano come una rete dinamica e collaborativa che va oltre le interazioni istituzionali formali, rivelandosi un elemento chiave per il carattere sperimentale e innovativo dell’area. Questo network astratto non solo favorisce l’uso condiviso degli spazi, ma facilita anche la creazione di sinergie capaci di promuovere progetti culturali e sociali. La presenza di istituzioni accademiche, spazi di coworking e realtà culturali ha reso Ostiense un laboratorio urbano in continua evoluzione, in cui la rigenerazione non è solo fisica ma anche sociale e culturale. Dai risultati emerge la necessità di nuovi spazi pubblici che rispondano ai bisogni di una comunità in trasformazione. Il coinvolgimento di realtà come Industrie Fluviali, Porto Fluviale, Millepiani, NABA, Biblioteca Marconi e Municipio VIII testimonia un impegno congiunto verso l’inclusione sociale e l’accessibilità culturale, promuovendo modelli di governance partecipativa. Inoltre, la ricerca ha messo in luce aree di indagine future, come il ruolo degli spazi di coworking nella rigenerazione urbana, la funzione di Roma Tre nella terza missione e il potenziale inespresso del fiume Tevere come risorsa per il quartiere. Queste tematiche suggeriscono una prospettiva di rigenerazione che va oltre la semplice riqualificazione fisica, includendo la dimensione relazionale e sociale del territorio.
In corso di stampa
Milanese, A. (In corso di stampa). Reti visibili e invisibili. La conoscenza-contatto. In A.L.M. Romina D’Ascanio (a cura di), ECOSISTEMA OSTIENSE. SPAZIO DI RETI E RELAZIONI .
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/529720
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact