Nel contesto della genesi di Madama Butterfly, la messa a punto dell’incontro tra Cio-Cio-San e Kate Pinkerton causò notevoli difficoltà a Puccini e ai suoi collaboratori e fu oggetto di ripensamenti e modifiche nelle varie versioni dell’opera. Questo intervento ricostruisce il percorso creativo accidentato di questo episodio operistico a partire da uno scontro tra Puccini e Giacosa che si verificò a ridosso della prima rappresentazione, dall’esito catastrofico, di Madama Butterfly alla Scala di Milano nel febbraio 1904 e di cui resta traccia nella corrispondenza tra i due. L’insistenza di Puccini nel contestare una scelta lessicale del librettista che egli ritiene inopportuna, corredata di sue controproposte al riguardo, mostra l’attenzione che il compositore rivolge a ogni dettaglio della sua opera. Come altre testimonianze che insistono su aspetti analoghi, è inoltre rivelatrice del valore che Puccini associa alla parola nei drammi che mette in musica. La parola si presenta come una cellula essenziale del sistema complesso, stratificato e coerente che è l’opera pucciniana nel suo insieme. In alcune scelte lessicali di Puccini, come in questo caso, sembrano riflettersi, accanto a criteri funzionali come quelli dell’efficacia rappresentativa e drammatica, i lineamenti più profondi della poetica operistica di Puccini e della sua peculiare e sensibilissima attitudine nel cogliere il senso profondo di toccanti scorci di vita e di renderlo, per emozionanti istantanee, attraverso le forme del melodramma.
Giuggioli, M. (2025). Puccini e il valore della parola: scelte lessicali e drammaturgiche a confronto nella "scena delle donne" in "Madama Butterfly". In Fiammetta Papi (a cura di), Giacomo Puccini nella storia della lingua italiana. Libretti, lettere, poesie (pp. 205-223). Pisa : Pacini Editore.
Puccini e il valore della parola: scelte lessicali e drammaturgiche a confronto nella "scena delle donne" in "Madama Butterfly"
Matteo Giuggioli
2025-01-01
Abstract
Nel contesto della genesi di Madama Butterfly, la messa a punto dell’incontro tra Cio-Cio-San e Kate Pinkerton causò notevoli difficoltà a Puccini e ai suoi collaboratori e fu oggetto di ripensamenti e modifiche nelle varie versioni dell’opera. Questo intervento ricostruisce il percorso creativo accidentato di questo episodio operistico a partire da uno scontro tra Puccini e Giacosa che si verificò a ridosso della prima rappresentazione, dall’esito catastrofico, di Madama Butterfly alla Scala di Milano nel febbraio 1904 e di cui resta traccia nella corrispondenza tra i due. L’insistenza di Puccini nel contestare una scelta lessicale del librettista che egli ritiene inopportuna, corredata di sue controproposte al riguardo, mostra l’attenzione che il compositore rivolge a ogni dettaglio della sua opera. Come altre testimonianze che insistono su aspetti analoghi, è inoltre rivelatrice del valore che Puccini associa alla parola nei drammi che mette in musica. La parola si presenta come una cellula essenziale del sistema complesso, stratificato e coerente che è l’opera pucciniana nel suo insieme. In alcune scelte lessicali di Puccini, come in questo caso, sembrano riflettersi, accanto a criteri funzionali come quelli dell’efficacia rappresentativa e drammatica, i lineamenti più profondi della poetica operistica di Puccini e della sua peculiare e sensibilissima attitudine nel cogliere il senso profondo di toccanti scorci di vita e di renderlo, per emozionanti istantanee, attraverso le forme del melodramma.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


