The essay examines Roberto Bolaño’s 2666 as a threshold work of the twenty-first-century global novel, combining encyclopedic ambition, postmodern fragmentation and a renewed aspiration to the “total novel”. Through its five-part structure, apparently autonomous yet deeply interconnected, the book constructs a polyphonic narrative device that intertwines literary criticism, crime chronicle, historical narration and visionary fiction. Special attention is devoted to The Part about the Crimes, read as an unprecedented form of “imaginative documentation” that blends techniques of nonfiction (forensic report, enumeration, seriality) with a symbolic representation of systemic violence and evil. The article argues that 2666 stages a crisis of narrative totality: the drive to comprehend the world clashes with the irreducibility of reality, the dispersion of plots and the opacity of history. In this perspective, the figure of Benno von Arcimboldi and the multiplicity of voices become emblematic of a contemporary literature oscillating between encyclopedic scope and the awareness of incompleteness, between the dream of a total novel and the impossibility of a final synthesis of meaning.

Il contributo analizza 2666 di Roberto Bolaño come una delle opere-soglia del romanzo globale del XXI secolo, capace di tenere insieme ambizione enciclopedica, frammentazione postmoderna e ritorno dell’“opera-mondo”. Attraverso la struttura in cinque parti, apparentemente autonome ma profondamente interconnesse, il romanzo costruisce un dispositivo narrativo polifonico che intreccia critica letteraria, cronaca giudiziaria, racconto storico e finzione visionaria. Particolare attenzione è rivolta alla sezione La parte dei delitti, interpretata come una forma inedita di “documentazione immaginativa” che ibrida tecniche della nonfiction (rapporto forense, enumerazione, serialità) con una costruzione simbolica del male e della violenza sistemica. L’articolo mostra come 2666 metta in scena una crisi della totalità narrativa: il desiderio di comprendere il mondo si scontra con l’irriducibilità del reale, con la dispersione delle trame e con l’enigma della storia. In questa prospettiva, la figura di Benno von Arcimboldi e la molteplicità dei punti di vista diventano emblemi di una letteratura che, nel contemporaneo, oscilla tra aspirazione enciclopedica e consapevolezza dell’incompiuto, tra romanzo totale e impossibilità di una sintesi conclusiva del senso.

Episcopo, G. (2025). Roberto Bolaño, 2666 (2004). In F.d.C. Elisabetta Abignente (a cura di), Osservazioni sul romanzo contemporaneo. Materiali e strumenti per lo studio del romanzo dopo il 2000 (pp. 182-186). Roma : tab.

Roberto Bolaño, 2666 (2004)

Giuseppe Episcopo
2025-01-01

Abstract

The essay examines Roberto Bolaño’s 2666 as a threshold work of the twenty-first-century global novel, combining encyclopedic ambition, postmodern fragmentation and a renewed aspiration to the “total novel”. Through its five-part structure, apparently autonomous yet deeply interconnected, the book constructs a polyphonic narrative device that intertwines literary criticism, crime chronicle, historical narration and visionary fiction. Special attention is devoted to The Part about the Crimes, read as an unprecedented form of “imaginative documentation” that blends techniques of nonfiction (forensic report, enumeration, seriality) with a symbolic representation of systemic violence and evil. The article argues that 2666 stages a crisis of narrative totality: the drive to comprehend the world clashes with the irreducibility of reality, the dispersion of plots and the opacity of history. In this perspective, the figure of Benno von Arcimboldi and the multiplicity of voices become emblematic of a contemporary literature oscillating between encyclopedic scope and the awareness of incompleteness, between the dream of a total novel and the impossibility of a final synthesis of meaning.
2025
Il contributo analizza 2666 di Roberto Bolaño come una delle opere-soglia del romanzo globale del XXI secolo, capace di tenere insieme ambizione enciclopedica, frammentazione postmoderna e ritorno dell’“opera-mondo”. Attraverso la struttura in cinque parti, apparentemente autonome ma profondamente interconnesse, il romanzo costruisce un dispositivo narrativo polifonico che intreccia critica letteraria, cronaca giudiziaria, racconto storico e finzione visionaria. Particolare attenzione è rivolta alla sezione La parte dei delitti, interpretata come una forma inedita di “documentazione immaginativa” che ibrida tecniche della nonfiction (rapporto forense, enumerazione, serialità) con una costruzione simbolica del male e della violenza sistemica. L’articolo mostra come 2666 metta in scena una crisi della totalità narrativa: il desiderio di comprendere il mondo si scontra con l’irriducibilità del reale, con la dispersione delle trame e con l’enigma della storia. In questa prospettiva, la figura di Benno von Arcimboldi e la molteplicità dei punti di vista diventano emblemi di una letteratura che, nel contemporaneo, oscilla tra aspirazione enciclopedica e consapevolezza dell’incompiuto, tra romanzo totale e impossibilità di una sintesi conclusiva del senso.
Episcopo, G. (2025). Roberto Bolaño, 2666 (2004). In F.d.C. Elisabetta Abignente (a cura di), Osservazioni sul romanzo contemporaneo. Materiali e strumenti per lo studio del romanzo dopo il 2000 (pp. 182-186). Roma : tab.
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