Il libertarismo, corrente del pensiero politico americano nata in opposizione al New Deal, concepisce la libertà come diritto individuale fondato sui diritti di proprietà e vincolato dal Principio di Non Aggressione (NAP), che proibisce l’uso della forza salvo in caso di difesa o ritorsione. Sostiene, inoltre, la libertà dal governo, il libero mercato e la responsabilità individuale. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, a questa filosofia politica si è aggiunta una prospettiva di genere ed è nato il femminismo libertario. Esso non è riconosciuto da una parte del movimento libertario; e la maggior parte degli altri femminismi lo ignorano, lo assimilano a quello liberale o lo criticano come antifemminismo e postfemminismo. Le sue caratteristiche principali sono: l’approccio divulgativo e retrospettivo, l’individualismo, la difesa del capitalismo, l’anti-vittimismo, l’antistatalismo e l’atteggiamento cosiddetto sex-positive o pro-sex, rifiutando separatismo e misandria. La sua critica si concentra sul ruolo dello Stato nella limitazione della libertà delle donne, nella loro infantilizzazione e vittimizzazione. Femministe libertarie come Wendy McElroy, Joan Kennedy Taylor, Camille Paglia, Christina Hoff Sommers, Sharon Presley, Nadine Strossen e Cathy Young hanno collegato l’individualismo ai corpi sessuati, dimostrando che c’erano, ci sono e ci saranno sempre diversi tipi di femminismi e definizioni di libertà.
Mastroianni Greco, G. (2025). Voci fuori dal coro. Il femminismo libertario americano contemporaneo. Roma : Roma Tre Press.
Voci fuori dal coro. Il femminismo libertario americano contemporaneo
Greta Mastroianni Greco
2025-01-01
Abstract
Il libertarismo, corrente del pensiero politico americano nata in opposizione al New Deal, concepisce la libertà come diritto individuale fondato sui diritti di proprietà e vincolato dal Principio di Non Aggressione (NAP), che proibisce l’uso della forza salvo in caso di difesa o ritorsione. Sostiene, inoltre, la libertà dal governo, il libero mercato e la responsabilità individuale. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, a questa filosofia politica si è aggiunta una prospettiva di genere ed è nato il femminismo libertario. Esso non è riconosciuto da una parte del movimento libertario; e la maggior parte degli altri femminismi lo ignorano, lo assimilano a quello liberale o lo criticano come antifemminismo e postfemminismo. Le sue caratteristiche principali sono: l’approccio divulgativo e retrospettivo, l’individualismo, la difesa del capitalismo, l’anti-vittimismo, l’antistatalismo e l’atteggiamento cosiddetto sex-positive o pro-sex, rifiutando separatismo e misandria. La sua critica si concentra sul ruolo dello Stato nella limitazione della libertà delle donne, nella loro infantilizzazione e vittimizzazione. Femministe libertarie come Wendy McElroy, Joan Kennedy Taylor, Camille Paglia, Christina Hoff Sommers, Sharon Presley, Nadine Strossen e Cathy Young hanno collegato l’individualismo ai corpi sessuati, dimostrando che c’erano, ci sono e ci saranno sempre diversi tipi di femminismi e definizioni di libertà.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


