La trasformazione digitale coinvolge la vita delle persone e l’intero sistema economico, incidendo in modo rilevante anche sul settore bancario che si trova al centro di un cambiamento strutturale, guidato dall’innovazione tecnologica, dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori e dall’intensificarsi della concorrenza. In questo contesto, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) assumono un ruolo sempre più strategico, ma comportano anche complessità operative, costi e rischi crescenti. Ciò rende necessario un adeguamento della corporate governance e lo sviluppo di competenze specialistiche, che vanno oltre il tradizionale ambito finanziario. Dopo aver delineato il contesto economico, normativo e settoriale e aver approfondito il trattamento contabile dei costi ICT secondo gli standard internazionali IAS/IFRS, lo studio esamina la relazione tra digitalizzazione e redditività delle banche europee quotate, con l’obiettivo di fornire evidenze empiriche e strumenti utili per interpretare il fenomeno. Il lavoro adotta un approccio quantitativo, utilizzando indicatori di redditività contabile affiancati da indici di performance di mercato e individuando, per la digitalizzazione, una proxy replicabile basata sui dati di bilancio. In particolare, vengono considerate sia le spese correnti in ICT sia gli investimenti in software tra le attività immateriali, ritenuti particolarmente rappresentativi del processo di innovazione digitale. Inoltre, viene esaminato l’impatto su tali investimenti del più favorevole trattamento prudenziale dei software, introdotto in Europa nel 2020 con l’applicazione del Capital Requirements Regulation 2 (CRR2). Le evidenze empiriche mostrano una relazione positiva e robusta tra digitalizzazione e redditività, persistente nel tempo e riconducibile a differenze strutturali tra gli istituti. Questo risultato è coerente con l’interpretazione economica secondo cui le banche più digitalizzate ottengono performance superiori grazie a processi e assetti organizzativi efficienti, in grado di sostenere la creazione di valore nel lungo periodo. Non emerge, inoltre, un punto di svolta della relazione statisticamente significativo, in linea con un incremento atteso dei costi ICT e con le politiche dell’Unione Europea volte a promuovere lo sviluppo digitale degli Stati membri. I risultati evidenziano, infine, la capacità del mercato d’incorporare efficacemente nelle valutazioni le prospettive di redditività futura associate alle attività immateriali, confermando l’importanza della disclosure contabile per gli investitori. Non si riscontra, invece, evidenza di un nesso causale tra l’applicazione del CRR2 e il livello dei software iscritti tra le attività immateriali, sebbene il beneficio patrimoniale introdotto dalla norma contribuisca alla competitività degli istituti bancari in quanto gli investimenti in software risultano allineati allo sviluppo del business aziendale. Il lavoro, pertanto, si inserisce nell’ambito della letteratura sulle determinanti del valore d’impresa e offre indicazioni utili per le scelte di corporate governance, per gli stakeholder aziendali e per i policy maker, evidenziando il ruolo strategico della digitalizzazione per il settore bancario.

Cardinali, A. (2026). Digitalizzazione e redditività nell’impresa bancaria europea : evidenze empiriche da un data panel di aziende quotate..

Digitalizzazione e redditività nell’impresa bancaria europea : evidenze empiriche da un data panel di aziende quotate.

Alessandro Cardinali
2026-04-27

Abstract

La trasformazione digitale coinvolge la vita delle persone e l’intero sistema economico, incidendo in modo rilevante anche sul settore bancario che si trova al centro di un cambiamento strutturale, guidato dall’innovazione tecnologica, dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori e dall’intensificarsi della concorrenza. In questo contesto, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) assumono un ruolo sempre più strategico, ma comportano anche complessità operative, costi e rischi crescenti. Ciò rende necessario un adeguamento della corporate governance e lo sviluppo di competenze specialistiche, che vanno oltre il tradizionale ambito finanziario. Dopo aver delineato il contesto economico, normativo e settoriale e aver approfondito il trattamento contabile dei costi ICT secondo gli standard internazionali IAS/IFRS, lo studio esamina la relazione tra digitalizzazione e redditività delle banche europee quotate, con l’obiettivo di fornire evidenze empiriche e strumenti utili per interpretare il fenomeno. Il lavoro adotta un approccio quantitativo, utilizzando indicatori di redditività contabile affiancati da indici di performance di mercato e individuando, per la digitalizzazione, una proxy replicabile basata sui dati di bilancio. In particolare, vengono considerate sia le spese correnti in ICT sia gli investimenti in software tra le attività immateriali, ritenuti particolarmente rappresentativi del processo di innovazione digitale. Inoltre, viene esaminato l’impatto su tali investimenti del più favorevole trattamento prudenziale dei software, introdotto in Europa nel 2020 con l’applicazione del Capital Requirements Regulation 2 (CRR2). Le evidenze empiriche mostrano una relazione positiva e robusta tra digitalizzazione e redditività, persistente nel tempo e riconducibile a differenze strutturali tra gli istituti. Questo risultato è coerente con l’interpretazione economica secondo cui le banche più digitalizzate ottengono performance superiori grazie a processi e assetti organizzativi efficienti, in grado di sostenere la creazione di valore nel lungo periodo. Non emerge, inoltre, un punto di svolta della relazione statisticamente significativo, in linea con un incremento atteso dei costi ICT e con le politiche dell’Unione Europea volte a promuovere lo sviluppo digitale degli Stati membri. I risultati evidenziano, infine, la capacità del mercato d’incorporare efficacemente nelle valutazioni le prospettive di redditività futura associate alle attività immateriali, confermando l’importanza della disclosure contabile per gli investitori. Non si riscontra, invece, evidenza di un nesso causale tra l’applicazione del CRR2 e il livello dei software iscritti tra le attività immateriali, sebbene il beneficio patrimoniale introdotto dalla norma contribuisca alla competitività degli istituti bancari in quanto gli investimenti in software risultano allineati allo sviluppo del business aziendale. Il lavoro, pertanto, si inserisce nell’ambito della letteratura sulle determinanti del valore d’impresa e offre indicazioni utili per le scelte di corporate governance, per gli stakeholder aziendali e per i policy maker, evidenziando il ruolo strategico della digitalizzazione per il settore bancario.
27-apr-2026
38
MERCATI, IMPRESA E CONSUMATORI
digitalizzazione; redditività; software; CRR2; banche
CARATELLI, MASSIMO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/541817
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