Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso i neuropsicologi cognitivi prima, e i neuroscienziati cognitivi poi, hanno cominciato a interessarsi sistematicamente del dominio della psichiatria. L’approccio al disturbo dello spettro autistico basato sullo studio della psicologia ingenua e la spiegazione neuropsicologica dei deliri da errata identificazione sono tra i primi esemplari di questo interesse. Questi contributi pionieristici sollecitarono una riflessione epistemologica che spinse ad auspicare che la psichiatria smettesse di fare esclusivo affidamento sulle categorie basate sui sintomi e i segni del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. I tempi erano maturi per orientare la psichiatria nella direzione di una neuropsichiatria cognitiva o psicopatologia cognitiva o psichiatria psicologica. Quindi, agli inizi del secondo millennio, ha preso forma il progetto di adottare in psichiatria i metodi della neuroscienza cognitiva. In questo libro ci domanderemo se, ed eventualmente in quali modi, una neuroscienza cognitiva clinica possa fornire teorie, metodi e dati utili per liberare la psichiatria da quelle antinomie che l’hanno afflitta fin dai suoi esordi. Da sempre, infatti, la psichiatria cerca di venire a capo della sua natura eterogenea, partecipe sia delle scienze biologiche sia delle scienze umane, a cavallo fra l’interpersonale e il personale, fra il sociale e l’individuale
Marraffa, M., Vistarini, T. (2026). Psicologia, neuroscienza e psicopatologia. Una esplorazione filosofica. Bologna : Clueb.
Psicologia, neuroscienza e psicopatologia. Una esplorazione filosofica
Marraffa M
;Vistarini T
2026-01-01
Abstract
Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso i neuropsicologi cognitivi prima, e i neuroscienziati cognitivi poi, hanno cominciato a interessarsi sistematicamente del dominio della psichiatria. L’approccio al disturbo dello spettro autistico basato sullo studio della psicologia ingenua e la spiegazione neuropsicologica dei deliri da errata identificazione sono tra i primi esemplari di questo interesse. Questi contributi pionieristici sollecitarono una riflessione epistemologica che spinse ad auspicare che la psichiatria smettesse di fare esclusivo affidamento sulle categorie basate sui sintomi e i segni del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. I tempi erano maturi per orientare la psichiatria nella direzione di una neuropsichiatria cognitiva o psicopatologia cognitiva o psichiatria psicologica. Quindi, agli inizi del secondo millennio, ha preso forma il progetto di adottare in psichiatria i metodi della neuroscienza cognitiva. In questo libro ci domanderemo se, ed eventualmente in quali modi, una neuroscienza cognitiva clinica possa fornire teorie, metodi e dati utili per liberare la psichiatria da quelle antinomie che l’hanno afflitta fin dai suoi esordi. Da sempre, infatti, la psichiatria cerca di venire a capo della sua natura eterogenea, partecipe sia delle scienze biologiche sia delle scienze umane, a cavallo fra l’interpersonale e il personale, fra il sociale e l’individualeI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


