Nel contesto dei processi di decarbonizzazione dei sistemi energetici, le aree urbane rivestono un ruolo centrale, in quanto concentrano sia la maggior parte dei consumi sia le principali opportunità di innovazione. In questo scenario, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) si configurano come uno degli strumenti più promettenti per promuovere modelli locali e condivisi di produzione e gestione dell’energia. Tuttavia, l’ottimizzazione dell’autoconsumo all’interno di una Comunità Energetica Rinnovabile urbana richiede, come prerequisito fondamentale, una stima affidabile dei carichi termici degli edifici coinvolti. Questo aspetto risulta particolarmente critico nei contesti urbani storici, dove una parte significativa del patrimonio edilizio è vincolata e gli interventi sull’involucro, come le indagini distruttive, sono fortemente limitati, rendendo necessario il ricorso a tecniche non invasive di valutazione delle prestazioni energetiche. In questo quadro, la tesi approfondisce innanzitutto l’impiego del metodo termometrico (THM) come strumento non invasivo per la determinazione in situ della trasmittanza termica delle strutture opache, migliorando la conoscenza dello stato energetico reale degli edifici e consentendo una più accurata valutazione dei carichi termici. Sulla base dei risultati ottenuti, l’approccio introdotto (E THM) mostra un potenziale significativo nella valutazione dei flussi di calore, con differenze percentuali comprese tra il -4% e il +2% rispetto alla nota tecnica del misuratore di flusso termico (Heat-Flow Meter, HFM). A partire da tali dati, viene quindi proposta una metodologia completa per l’ottimizzazione dell’autoconsumo in una Comunità Energetica Rinnovabile, fondata sulla definizione di combinazioni energeticamente compatibili tra i profili di produzione degli impianti fotovoltaici e i profili di consumo degli utenti e, in una fase successiva, sulla ricerca di una configurazione ottimale di un sistema a pompa di calore con accumulo termico. I risultati mostrano come la combinazione tra diagnostica non invasiva dell’involucro e ottimizzazione integrata di produzione, accumulo e domanda energetica possa incrementare significativamente l’autoconsumo locale nelle città, offrendo uno strumento operativo e replicabile per la progettazione e la gestione di Comunità Energetiche Rinnovabili nei tessuti urbani.
Barbaro, L.M. (2026). Studio di una metodologia per l’ottimizzazione dell’autoconsumo in una Comunità Energetica Rinnovabile.
Studio di una metodologia per l’ottimizzazione dell’autoconsumo in una Comunità Energetica Rinnovabile
LEONE MARIA BARBARO
2026-05-15
Abstract
Nel contesto dei processi di decarbonizzazione dei sistemi energetici, le aree urbane rivestono un ruolo centrale, in quanto concentrano sia la maggior parte dei consumi sia le principali opportunità di innovazione. In questo scenario, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) si configurano come uno degli strumenti più promettenti per promuovere modelli locali e condivisi di produzione e gestione dell’energia. Tuttavia, l’ottimizzazione dell’autoconsumo all’interno di una Comunità Energetica Rinnovabile urbana richiede, come prerequisito fondamentale, una stima affidabile dei carichi termici degli edifici coinvolti. Questo aspetto risulta particolarmente critico nei contesti urbani storici, dove una parte significativa del patrimonio edilizio è vincolata e gli interventi sull’involucro, come le indagini distruttive, sono fortemente limitati, rendendo necessario il ricorso a tecniche non invasive di valutazione delle prestazioni energetiche. In questo quadro, la tesi approfondisce innanzitutto l’impiego del metodo termometrico (THM) come strumento non invasivo per la determinazione in situ della trasmittanza termica delle strutture opache, migliorando la conoscenza dello stato energetico reale degli edifici e consentendo una più accurata valutazione dei carichi termici. Sulla base dei risultati ottenuti, l’approccio introdotto (E THM) mostra un potenziale significativo nella valutazione dei flussi di calore, con differenze percentuali comprese tra il -4% e il +2% rispetto alla nota tecnica del misuratore di flusso termico (Heat-Flow Meter, HFM). A partire da tali dati, viene quindi proposta una metodologia completa per l’ottimizzazione dell’autoconsumo in una Comunità Energetica Rinnovabile, fondata sulla definizione di combinazioni energeticamente compatibili tra i profili di produzione degli impianti fotovoltaici e i profili di consumo degli utenti e, in una fase successiva, sulla ricerca di una configurazione ottimale di un sistema a pompa di calore con accumulo termico. I risultati mostrano come la combinazione tra diagnostica non invasiva dell’involucro e ottimizzazione integrata di produzione, accumulo e domanda energetica possa incrementare significativamente l’autoconsumo locale nelle città, offrendo uno strumento operativo e replicabile per la progettazione e la gestione di Comunità Energetiche Rinnovabili nei tessuti urbani.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


