Nel secondo Settecento i confini tra repertorio da camera e repertorio destinato alla didattica risultano talvolta sfumati. Repertori che a prima vista sembrerebbero facilmente inquadrabili come ‘musica da camera’ rivelano invece una complessità funzionale che richiede una prospettiva diversa dalla semplice etichetta di musica di intrattenimento. Questo contributo si propone di riflettere su tale complessità attraverso un’analisi incrociata di fonti e pratiche: da un lato, una ricognizione su come la trattatistica e la documentazione coeva delineano la figura del maestro e le caratteristiche attribuite alla musica didattica; dall’altro, l’esame sistematico di cataloghi editoriali ed analisi dei repertori presi in considerazione. In questo quadro, la figura di Vincenzo Orgitano (1736–1820), compositore attivo a Napoli e in relazione con l’ambiente della corte borbonica, è particolarmente significativa perché una parte consistente della sua produzione strumentale—specialmente quella dedicata a Maria Teresa di Borbone—presenta una destinazione e un contesto di fruizione non immediatamente distinguibili. Dopo un essenziale inquadramento biografico, l’articolo si concentra su tre casi: il manoscritto delle Intavolature, ossia regolamento per ben portare la mano al suono del cembalo (1767), conservato presso il Conservatorio di Milano, in cui l’intento didattico è esplicito; e due edizioni londinesi per tastiera con violino—Six Sonatas for the harpsichord or piano forte with an accompanyment for a violin (Welcker, ca. 1770) e Six Duets for the harpsichord or piano forte and violin (Birchall & Andrews, ca. 1784)—la cui funzione viene ricostruita attraverso un’analisi dettagliata delle raccolte e, in particolare, tramite il catalogo di Birchall & Andrews, che colloca i Duets nella sezione “Music lessons”. L’insieme dei dati consente di ridefinire con maggiore precisione la funzione di questi repertori e di contribuire alla comprensione delle pratiche musicali e formative nella Napoli del tardo Settecento.
Vitale, G. (In corso di stampa). La musica strumentale di Vincenzo Orgitano(1736–1820): tra musica didattica e cameristica. In D. Fabris, A. Bonsante (a cura di), La musica strumentale in Italia 1750-1850. Uno sguardo da sud (pp. 151-163). Lucca : LIM - Libreria Musicale Italiana.
La musica strumentale di Vincenzo Orgitano(1736–1820): tra musica didattica e cameristica
Vitale, Giulia
In corso di stampa
Abstract
Nel secondo Settecento i confini tra repertorio da camera e repertorio destinato alla didattica risultano talvolta sfumati. Repertori che a prima vista sembrerebbero facilmente inquadrabili come ‘musica da camera’ rivelano invece una complessità funzionale che richiede una prospettiva diversa dalla semplice etichetta di musica di intrattenimento. Questo contributo si propone di riflettere su tale complessità attraverso un’analisi incrociata di fonti e pratiche: da un lato, una ricognizione su come la trattatistica e la documentazione coeva delineano la figura del maestro e le caratteristiche attribuite alla musica didattica; dall’altro, l’esame sistematico di cataloghi editoriali ed analisi dei repertori presi in considerazione. In questo quadro, la figura di Vincenzo Orgitano (1736–1820), compositore attivo a Napoli e in relazione con l’ambiente della corte borbonica, è particolarmente significativa perché una parte consistente della sua produzione strumentale—specialmente quella dedicata a Maria Teresa di Borbone—presenta una destinazione e un contesto di fruizione non immediatamente distinguibili. Dopo un essenziale inquadramento biografico, l’articolo si concentra su tre casi: il manoscritto delle Intavolature, ossia regolamento per ben portare la mano al suono del cembalo (1767), conservato presso il Conservatorio di Milano, in cui l’intento didattico è esplicito; e due edizioni londinesi per tastiera con violino—Six Sonatas for the harpsichord or piano forte with an accompanyment for a violin (Welcker, ca. 1770) e Six Duets for the harpsichord or piano forte and violin (Birchall & Andrews, ca. 1784)—la cui funzione viene ricostruita attraverso un’analisi dettagliata delle raccolte e, in particolare, tramite il catalogo di Birchall & Andrews, che colloca i Duets nella sezione “Music lessons”. L’insieme dei dati consente di ridefinire con maggiore precisione la funzione di questi repertori e di contribuire alla comprensione delle pratiche musicali e formative nella Napoli del tardo Settecento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


