In order to attempt to understand the ‘sense of the sea’ in Byzantine civilisation, one should, at the very least, analyse with the utmost care the various sources of a narrative, hagiographic and epistolary nature produced in Byzantium. This paper is limited to a comparison of two letters recounting voyages undertaken by sea: Letter V by Synesius of Cyrene (5th century) and the so-called Anaplous by Thomas Magister (14th century). What emerges from this study is a close dependence of both texts under examination on the Homeric conception, which interprets the sea as a realm of the marvellous and the monstrous, neither positive nor negative, but entirely alien to human nature.

Per tentare di comprendere il “senso del mare” della civiltà bizantina si dovrebbero analizzare con estrema attenzione, quantomeno, le varie fonti di natura novellistica, agiografica ed epistolografica prodotte a Bisanzio. Questo contributo si limita a un confronto fra due missive che narrano dei viaggi compiuti per mare: la lettera V di Sinesio di Cirene (V secolo) e il cosiddetto Anaplous di Tommaso Magistro (XIV secolo). Quello che emerge da questo studio è una dipendenza stretta di entrambi i testi in esame dalla concezione omerica, che interpreta il mare come una dimensione del meraviglioso e del mostruoso, né positiva né negativa, ma del tutto estranea alla natura dell’essere umano.

Monticini, F. (2026). Bisanzio e il mare. Sinesio di Cirene, Tommaso Magistro e l’ombra di Omero. In A. Musarra (a cura di), Il senso del mare nel medioevo, 1. Contesti e rappresentazioni di un prisma culturale (pp. 137-152). Roma : Viella.

Bisanzio e il mare. Sinesio di Cirene, Tommaso Magistro e l’ombra di Omero

Francesco Monticini
2026-01-01

Abstract

In order to attempt to understand the ‘sense of the sea’ in Byzantine civilisation, one should, at the very least, analyse with the utmost care the various sources of a narrative, hagiographic and epistolary nature produced in Byzantium. This paper is limited to a comparison of two letters recounting voyages undertaken by sea: Letter V by Synesius of Cyrene (5th century) and the so-called Anaplous by Thomas Magister (14th century). What emerges from this study is a close dependence of both texts under examination on the Homeric conception, which interprets the sea as a realm of the marvellous and the monstrous, neither positive nor negative, but entirely alien to human nature.
2026
979-12-5701-113-0
Per tentare di comprendere il “senso del mare” della civiltà bizantina si dovrebbero analizzare con estrema attenzione, quantomeno, le varie fonti di natura novellistica, agiografica ed epistolografica prodotte a Bisanzio. Questo contributo si limita a un confronto fra due missive che narrano dei viaggi compiuti per mare: la lettera V di Sinesio di Cirene (V secolo) e il cosiddetto Anaplous di Tommaso Magistro (XIV secolo). Quello che emerge da questo studio è una dipendenza stretta di entrambi i testi in esame dalla concezione omerica, che interpreta il mare come una dimensione del meraviglioso e del mostruoso, né positiva né negativa, ma del tutto estranea alla natura dell’essere umano.
Monticini, F. (2026). Bisanzio e il mare. Sinesio di Cirene, Tommaso Magistro e l’ombra di Omero. In A. Musarra (a cura di), Il senso del mare nel medioevo, 1. Contesti e rappresentazioni di un prisma culturale (pp. 137-152). Roma : Viella.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/546577
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