Nel 2023 esce un film in Italia destinato a lasciare una traccia indelebile nell’opinione pubblica: “C’è ancora domani” scritto, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, che è al suo debutto come regista. Il film riceve numerosi premi e ben 19 candidature al David di Donatello, ma ciò che oltrepassa ogni aspettativa è il suo incasso al botteghino che, date le tematiche trattate, è una vera sorpresa. Paola Cortellesi batte gli incassi di un film come Barbie (2023), narrando una storia in bianco e nero che tratta della condizione delle donne nel dopoguerra, tra violenza domestica e desiderio di emancipazione. La protagonista Delia Santucci, interpretata dalla medesima regista, è una madre di famiglia che vive nel quartiere Testaccio di Roma tra violenze fisiche e psicologiche infertegli dal marito, nell’indifferenza di tutto il vicinato che sa, ma finge di non sapere, non ritenendo necessario intervenire per fermare quelle botte quotidiane. Il riscatto di Delia si realizzerà nella sua scelta di recarsi alle urne per votare per la prima volta. Ed è proprio questa decisione ciò che apre un vero e proprio squarcio nella coscienza collettiva degli italiani e delle italiane. Per le donne della mia generazione e di quelle successive, infatti, il diritto di voto è un diritto acquisito, “naturale”, qualcosa che fa parte dell’ordine delle cose. Non abbiamo conosciuto mai una situazione differente, un mondo nel quale noi donne non avevamo accesso alla cittadinanza politica. Il diritto di voto è là davanti a noi, granitico e maestoso nella sua magnificenza, ma comunque dato per scontato. Quel film diventa così il film e gli italiani se ne sono accorti; per questo gli incassi al botteghino sono sorprendentemente alti. Il pubblico si è reso conto, senza tanti giri di parole, che quel film ci appartiene, ci descrive, squarcia un velo di ovvietà, restituendoci una consapevolezza inedita su chi siamo e sulle origini da cui proveniamo.
Tota, A.L. (2026). “C’è ancora domani”: il riscatto di Delia. In Ottavio Ragone e Francesca Giuliani (a cura di), Le donne della Repubblica. Il voto al Referendum 80 anni dopo, I Libri di Repubblica (pp. 105-111). Torino : GEDI NEWS NEtwork Spa.
“C’è ancora domani”: il riscatto di Delia
Anna Lisa Tota
2026-01-01
Abstract
Nel 2023 esce un film in Italia destinato a lasciare una traccia indelebile nell’opinione pubblica: “C’è ancora domani” scritto, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, che è al suo debutto come regista. Il film riceve numerosi premi e ben 19 candidature al David di Donatello, ma ciò che oltrepassa ogni aspettativa è il suo incasso al botteghino che, date le tematiche trattate, è una vera sorpresa. Paola Cortellesi batte gli incassi di un film come Barbie (2023), narrando una storia in bianco e nero che tratta della condizione delle donne nel dopoguerra, tra violenza domestica e desiderio di emancipazione. La protagonista Delia Santucci, interpretata dalla medesima regista, è una madre di famiglia che vive nel quartiere Testaccio di Roma tra violenze fisiche e psicologiche infertegli dal marito, nell’indifferenza di tutto il vicinato che sa, ma finge di non sapere, non ritenendo necessario intervenire per fermare quelle botte quotidiane. Il riscatto di Delia si realizzerà nella sua scelta di recarsi alle urne per votare per la prima volta. Ed è proprio questa decisione ciò che apre un vero e proprio squarcio nella coscienza collettiva degli italiani e delle italiane. Per le donne della mia generazione e di quelle successive, infatti, il diritto di voto è un diritto acquisito, “naturale”, qualcosa che fa parte dell’ordine delle cose. Non abbiamo conosciuto mai una situazione differente, un mondo nel quale noi donne non avevamo accesso alla cittadinanza politica. Il diritto di voto è là davanti a noi, granitico e maestoso nella sua magnificenza, ma comunque dato per scontato. Quel film diventa così il film e gli italiani se ne sono accorti; per questo gli incassi al botteghino sono sorprendentemente alti. Il pubblico si è reso conto, senza tanti giri di parole, che quel film ci appartiene, ci descrive, squarcia un velo di ovvietà, restituendoci una consapevolezza inedita su chi siamo e sulle origini da cui proveniamo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


