The exhibition is rooted in geo-historical research into the process by which the geographical horizons of Mediterranean populations expanded, and into the imagery surrounding the lands situated at the edges of the known and inhabited part of the Earth: the Ecumene. The capacity for human beings to travel has facilitated the acquisition of knowledge through a variety of means, including direct experience and indirect observation. This has enabled the recording of knowledge in written form, the construction of images of the world, and the naming of places. The toponyms cited in travel accounts are indicative of a blend of experiential knowledge, mythical and imaginative elaborations, and a combination of real and imaginary elements, desires and fears, hopes and utopias. Socotra, due to its advantageous geographical location between the Horn of Africa and the southern coast of Arabia, has historically served as a natural stopover point for Mediterranean voyages travelling in a southerly direction. This strategic position places it along the trade routes that connect the Red Sea with the Indian Ocean. The challenges of navigation have historically contributed to the preservation of an aura of fascination and mystery surrounding it. Information regarding Westerners’ knowledge of and interactions with Socotra has been gleaned from travel sources (epic poetry, literature, iconography, cartography, etc.), and a number of long-standing symbolic and material elements have been identified. The material and symbolic importance attributed to Socotra by Mediterranean civilisations has been the subject of reconstruction and analysis. The development of increasingly precise and detailed iconography, rich in cultural, social, economic and anthropological significance, has been examined from antiquity to the 16th century. The nesonyms with which Socotra has been recorded in the sources (e.g. Panchaia, Dvipa Sukhadhara, Dioskouridou, Dioscoride, Suquṭrā, Scara, Scoria, Scotra, Soccotera, Zocotera, Sechutera, Soquotora) and their correlations prove to be an evocative synthesis of this process and, more generally, of the cultural heritage – real and mythological, tangible and imaginary – of the civilisations that met, interacted and clashed around the island. Cultural heritage, a link between past and future, is fundamental to defining diverse identities, to building peace and to sustainable development.

La mostra nasce da ricerche geostoriche sul processo di allargamento dell’orizzonte geografico delle popolazioni mediterranee e sull’immaginario relativo alle terre poste ai limiti della parte nota e abitata della Terra: l’Ecumene. I viaggi hanno consentito all’umanità di acquisire conoscenze per vie dirette e indirette, di fissarle in forme scritte, di costruire immagini del mondo, di assegnare nomi ai luoghi. La toponomastica testimoniata dalle fonti odeporiche racchiude saperi e nozioni frutto delle esperienze ed elaborazioni mitiche e fantasiose, mescolando elementi reali e immaginari, desideri e paure, speranze e utopie. Socotra, grazie alla posizione strategica fra il Corno d’Africa e le coste dell’Arabia meridionale, sulle rotte che dal Mar Rosso si aprono verso l’Oceano Indiano, ha sempre costituito una tappa naturale dei viaggi dei mediterranei verso sudest. Le difficoltà di navigazione hanno contribuito a mantenere a lungo l’alone di fascino e mistero che la circondava. Dalle fonti di viaggio (poesia epica, letteratura, iconografia, cartografia ecc.) sono state estrapolate informazioni sulle conoscenze e le frequentazioni da parte degli occidentali e individuate alcune componenti simboliche e materiali di lungo periodo. È stata ricostruita e compresa l’importanza materiale e simbolica attribuita a Socotra dalle civiltà mediterranee, è stato analizzato lo sviluppo di iconografie sempre più precise e di dettaglio, dense di significati culturali, sociali, economici e antropologici tra l’antichità e il XVI secolo. I nesonimi con cui Socotra è stata registrata nelle fonti (es. Panchaia, Dvipa Sukhadhara, Dioskouridou, Dioscoride, Suquṭrā, Scara, Scoria, Scotra, Soccotera, Zocotera, Sechutera, Soquotora) con le loro correlazioni, si dimostrano sintesi evocativa di tale processo e, più in generale, del patrimonio culturale – reale e mitologico, tangibile e immaginario – delle civiltà che intorno all’isola si sono incontrate, conosciute, scontrate. Il patrimonio culturale, collegamento fra passato e futuro, è fondamentale per delineare le diverse identità, per la costruzione della pace e lo sviluppo sostenibile.

D'Ascenzo, A. (2026). Place names and odeporical sources. Socotra and its liminal geohistories – Toponomastica odeporica. Socotra e le sue geostorie liminari, 1-12.

Place names and odeporical sources. Socotra and its liminal geohistories – Toponomastica odeporica. Socotra e le sue geostorie liminari

Annalisa D'Ascenzo
Investigation
2026-01-01

Abstract

The exhibition is rooted in geo-historical research into the process by which the geographical horizons of Mediterranean populations expanded, and into the imagery surrounding the lands situated at the edges of the known and inhabited part of the Earth: the Ecumene. The capacity for human beings to travel has facilitated the acquisition of knowledge through a variety of means, including direct experience and indirect observation. This has enabled the recording of knowledge in written form, the construction of images of the world, and the naming of places. The toponyms cited in travel accounts are indicative of a blend of experiential knowledge, mythical and imaginative elaborations, and a combination of real and imaginary elements, desires and fears, hopes and utopias. Socotra, due to its advantageous geographical location between the Horn of Africa and the southern coast of Arabia, has historically served as a natural stopover point for Mediterranean voyages travelling in a southerly direction. This strategic position places it along the trade routes that connect the Red Sea with the Indian Ocean. The challenges of navigation have historically contributed to the preservation of an aura of fascination and mystery surrounding it. Information regarding Westerners’ knowledge of and interactions with Socotra has been gleaned from travel sources (epic poetry, literature, iconography, cartography, etc.), and a number of long-standing symbolic and material elements have been identified. The material and symbolic importance attributed to Socotra by Mediterranean civilisations has been the subject of reconstruction and analysis. The development of increasingly precise and detailed iconography, rich in cultural, social, economic and anthropological significance, has been examined from antiquity to the 16th century. The nesonyms with which Socotra has been recorded in the sources (e.g. Panchaia, Dvipa Sukhadhara, Dioskouridou, Dioscoride, Suquṭrā, Scara, Scoria, Scotra, Soccotera, Zocotera, Sechutera, Soquotora) and their correlations prove to be an evocative synthesis of this process and, more generally, of the cultural heritage – real and mythological, tangible and imaginary – of the civilisations that met, interacted and clashed around the island. Cultural heritage, a link between past and future, is fundamental to defining diverse identities, to building peace and to sustainable development.
2026
9788894181098
La mostra nasce da ricerche geostoriche sul processo di allargamento dell’orizzonte geografico delle popolazioni mediterranee e sull’immaginario relativo alle terre poste ai limiti della parte nota e abitata della Terra: l’Ecumene. I viaggi hanno consentito all’umanità di acquisire conoscenze per vie dirette e indirette, di fissarle in forme scritte, di costruire immagini del mondo, di assegnare nomi ai luoghi. La toponomastica testimoniata dalle fonti odeporiche racchiude saperi e nozioni frutto delle esperienze ed elaborazioni mitiche e fantasiose, mescolando elementi reali e immaginari, desideri e paure, speranze e utopie. Socotra, grazie alla posizione strategica fra il Corno d’Africa e le coste dell’Arabia meridionale, sulle rotte che dal Mar Rosso si aprono verso l’Oceano Indiano, ha sempre costituito una tappa naturale dei viaggi dei mediterranei verso sudest. Le difficoltà di navigazione hanno contribuito a mantenere a lungo l’alone di fascino e mistero che la circondava. Dalle fonti di viaggio (poesia epica, letteratura, iconografia, cartografia ecc.) sono state estrapolate informazioni sulle conoscenze e le frequentazioni da parte degli occidentali e individuate alcune componenti simboliche e materiali di lungo periodo. È stata ricostruita e compresa l’importanza materiale e simbolica attribuita a Socotra dalle civiltà mediterranee, è stato analizzato lo sviluppo di iconografie sempre più precise e di dettaglio, dense di significati culturali, sociali, economici e antropologici tra l’antichità e il XVI secolo. I nesonimi con cui Socotra è stata registrata nelle fonti (es. Panchaia, Dvipa Sukhadhara, Dioskouridou, Dioscoride, Suquṭrā, Scara, Scoria, Scotra, Soccotera, Zocotera, Sechutera, Soquotora) con le loro correlazioni, si dimostrano sintesi evocativa di tale processo e, più in generale, del patrimonio culturale – reale e mitologico, tangibile e immaginario – delle civiltà che intorno all’isola si sono incontrate, conosciute, scontrate. Il patrimonio culturale, collegamento fra passato e futuro, è fondamentale per delineare le diverse identità, per la costruzione della pace e lo sviluppo sostenibile.
D'Ascenzo, A. (2026). Place names and odeporical sources. Socotra and its liminal geohistories – Toponomastica odeporica. Socotra e le sue geostorie liminari, 1-12.
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